Fontana su figli di coppie gay: “Stop riconoscimento”/ M5s, Spadafora e Appendino: “Non torniamo indietro”

- Emanuela Longo

Fontana: “Stop riconoscimento figli di coppie gay”. Il ministro per la Famiglia e la Disabilità si è espresso oggi Commissione Affari sociali della Camera anche su adozioni e affidamenti.

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Lorenzo Fontana (LaPresse)

Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana vuole mettere la parola fine al riconoscimento dei figli di coppie dello stesso sesso nati all’estero grazie a pratiche vietate in Italia come la maternità surrogata. Lo sostiene il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma inevitabilmente è scoppiata la bufera, anche all’interno dello stesso governo, dove le posizioni sono evidentemente diverse. Sul fronte M5s uno stop alla linea leghista da dentro le file del governo arriva con Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega a giovani e pari opportunità. «Invito il ministro Fontana a fermare la propaganda ed aprire un dialogo culturalmente serio, per evitare che il nostro Paese torni dieci anni indietro, contravvenendo anche alle indicazioni della Corte costituzionale». Dello stesso avviso è la sindaca pentastellata di Torino: «”Siamo orgogliosi di essere stati la prima città italiana a riconoscere ai figli di coppie omogenitoriali il diritto di avere entrambi i genitori», ha dichiarato Chiara Appendino, assicurando che il Comune continuerà a registrarli. (agg. di Silvana Palazzo)

VENDOLA: “FRUTTO DI IGNORANZA E INTOLLERANZA”

Prosegue l’ondata di reazioni di sdegno dopo le parole del ministro Fontana che si è espresso oggi alla Camera in modo piuttosto duro in merito al riconoscimento dei figli di coppie gay, il quale a sua detta dovrebbe essere fermato. A dire la sua, come riporta Agenzia Nova, è stato oggi anche Nichi Vendola, esponente di Liberi e uguali, il quale su Twitter ha commentato le ultime esternazioni del ministro della Famiglia. “Gli stranieri, i rom, i gay: sono i primi scalpi da esibire in questo ritorno di fiamma del razzismo. Un razzismo che con il governo in carica viene sdoganato, legittimato, rivendicato. Le parole di Fontana risuonano in questo contesto. Sono frutto di ignoranza e di intolleranza. Purtroppo per lui, nessuno potrà cancellare le nostre famiglie e i nostri figli”, ha tuonato Vendola, che nel febbraio 2016 insieme al suo compagno Ed erano diventati genitori di Tobia, nato negli Usa da maternità surrogata. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CGIL “ALLIBITI DA PAROLE MINISTRO”

Iniziano a giungere le prime reazioni alle parole di Fontana e, esattamente come dopo l’intervista sul Corriere della Sera di un mese e mezzo fa, non sono per nulla positive: secondo Maria Gigliola Toniollo, Area Welfare della Cgil nazionale, quanto detto dal Ministro della Famiglia è inaccettabile. «Ci lascia allibiti che proprio il ministro della Famiglia, peraltro andando ben oltre i poteri del suo dicastero, pensi di vietare l’iscrizione o la registrazione nei registri di stato civile di bambine e bambini concepiti all’estero da genitori dello stesso sesso, in quanto ad essere lesi sarebbero in primo luogo i diritti di questi figli», sottolinea la sindacalista in un nota pubblica invita i sindaci a “ribellarsi” alla programmazione del Governo in tema famiglia e diritti. «La Cgil, che aveva salutato gli atti di molti sindaci italiani come segno di progresso e civiltà, ribadisce le sue battaglie contro ogni forma di discriminazione, per un nuovo e inclusivo diritto di famiglia, ed è sempre a fianco di tutte le famiglie, di tutti i figli e figlie, senza esclusione alcuna». A “raccogliere” l’invito ci pensa, primo tra tutti, il sindaco di Prato Matteo Biffoni che commenta così le parole di Fontana: «L’interesse di un bambino, di qualunque bambino, è di essere amato incondizionatamente dai suoi genitori. La registrazione dei figli di coppie omosessuali è solo la certificazione di questo amore ed è nel totale interesse del bambino, non in contrasto. Le parole del ministro Fontana non sono condivisibili e voglio rassicurare i cittadini pratesi che il nostro Comune non si fermerà, continuerà a registrare i figli delle coppie gay come ha sempre fatto». (agg. di Niccolò Magnani) 

SALVINI, “CON ME MINISTRO MAI L’UTERO IN AFFITTO”

Il responsabile degli Interni Matteo Salvini, dopo il prevedibile clamore suscitato dalle parole di Fontana alla Camera, dà immediata manforte al proprio compagno di partito e – a differenza di quanto avvenuto dopo le frasi sulle “famiglie arcobaleno” – lo difende: «utero in affitto e gameti in vendita non esisteranno in Italia. Sono reati», fa sapere il vicepremier della Lega rispondendo ad un question time alla Camera. Uscendo dall’aula poi Salvini commenta ulteriormente, «Fino a quando io sarò ministro gameti in vendita ed utero in affitto non esisteranno come pratica, sono reati. Difenderemo in ogni sede immaginabile il diritto del bambino di avere una mamma ed un papà». Secondo il programma ipotizzato ed espresso dal Ministro Fontana per i prossimi anni di Governo al Dicastero, la famiglia «deve essere considerata un investimento e non una spesa», spiega ancora Fontana, aggiungendo che «Il capitale famiglia rappresenta infatti un investimento per il welfare, per il futuro e in termini di Pil. Ogni anno perdiamo in termini demografici una città come Padova. Un problema non certo risolvibile solo allargando le maglie dei flussi migratori». 

FONTANA, “STOP RICONOSCIMENTI FIGLI COPPIE GAY”

Il ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, ascoltato oggi dalla Commissione Affari sociali della Camera ha ribadito il suo punto di vista e quello del suo dicastero in merito al riconoscimento dei figli di coppie dello stesso sesso, nati all’estero grazie alla maternità surrogata. “Il diritto di famiglia non può tenere in conto il riconoscimento di genitorialità di bambini concepiti all’estero da coppie dello stesso sesso, tramite pratiche vietate come la maternità surrogata o l’eterologa, non consentita a coppie omosessuali”, ha tuonato Fontana, per il quale “va fatto rispettare il divieto”. A suo dire, queste pratiche vietate nel nostro Paese ma sempre più spesso adottate da coppie dello stesso sesso intenzionate a diventare genitori, andrebbero a tradire “un’impostazione adultocentrica, in conflitto con l’interesse superiore del bambino”. Il divieto che secondo Fontana dovrebbe essere fatto rispettare categoricamente, eviterebbe in tal modo di fare ricorso a queste pratiche all’estero per aggirare il divieto già presente nel nostro Paese.

ADOZIONI E FFIDAMENTI FAMILIARI: NOVITÀ IN ARRIVO

Fontana in Parlamento non ha parlato unicamente dei figli di coppie gay ma, come spiega Sky Tg24 ha posto l’accento anche sulle adozioni internazionali e sulla proposta di nuove politiche in merito: “In questo settore l’Italia si conferma un Paese di grande accoglienza”, ha commentato il ministro. Tuttavia, non si può ignorare una contrazione delle adozioni in Italia (ma non solo) negli ultimi anni. In merito alla necessità di garantire la gratuità del percorso adottivo, Fontana ha aggiunto che sarebbe necessario “ripensare ad una diversa tipologia di sostegno economico per le coppie che hanno concluso un percorso adottivo, soprattutto di tipo internazionale, o rivolto a minori con disabilità al fine di aiutare concretamente quelle con i redditi più bassi”. Un accenno infine anche alla disciplina degli affidamenti familiari per i quali Fontana ha annunciato importanti novità per il futuro.

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