IL CASO SALVINI/ Sondaggi, promesse, voto anticipato: le analogie con l’inizio della fine di Renzi

Per FABRIZIO D’ESPOSITO (Il Fatto Quotidiano), nonostante il successo del momento Salvini rischia di fare la fine di Renzi se non si occupa di temi concreti

03.07.2018 - int. Fabrizio d'Esposito
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Matteo Salvini (Lapresse)

“Dopo aver cannibalizzato il centrodestra, Salvini mira ora a fare lo stesso con gli ex elettori di Berlusconi che hanno votato i 5 Stelle”, ci dice in questa conversazione Fabrizio d’Esposito, firma politica del Fatto Quotidiano. I sondaggi ci dicono infatti proprio questo: con il 31% delle preferenze la Lega è oggi il primo partito italiano. “Ma Salvini deve stare molto attento perché sta usando la stessa strategia di Renzi: grandi promesse e propaganda, ma alla fine gli italiani più che ai migranti pensano alla flat tax e al reddito di cittadinanza. E se con i 5 Stelle non si occupa di questi argomenti, rischia la stessa fine di Renzi”.

Dopo Pontida, quello che è ormai un vasto elettorato pensa ancora che l’accordo con il M5s sia un errore? 

Qualcosa è cambiato tra l’elettorato della Lega e i 5 Stelle, e lo abbiamo visto proprio a Pontida. Ha colpito che, al netto del grande show, Salvini abbia citato i 5 Stelle ma non abbia citato il centrodestra né Berlusconi. L’unico riconoscimento è stato per i 5 Stelle e non mi sembra ci siano stati dei fischi da parte della platea. La Lega sta oggi vivendo una luna di miele sull’onda dell’euforia, per cui ogni eventuale perplessità è smussata.

Non solo chi era a Pontida dunque?

In termini pratici questo è un governo che fa bene solo alla Lega, di cosa può lamentarsi l’elettore leghista? Salvini domina con la sua comunicazione, riesce a imporre dei temi che non sono neanche centrali, come è quello dei migranti. E’ bravo a fare il giochino renziano di imporre il tema propagandistico, che nel suo caso è quello degli immigrati, e ad eludere quello vero per cui è stato votato.

Che sarebbe?

La flat tax. Nel suo discorso a Pontida ha citato la Fornero, ma non la flat tax. Così come i 5 Stelle sono stati votati perché facessero il reddito di cittadinanza. Da un lato c’è questa fantasmagorica narrazione salviniana, poi abbiamo a che fare con un ministro dell’Economia che continua a lanciare allarmi sui conti, ma di abbassamento delle tasse e reddito di cittadinanza non c’è traccia.

Per qualcuno Salvini mira ad andare presto al voto per vincere in assoluta solitudine, che ne pensa?

Lo schema di Salvini è chiaro. A Pontida ha fatto l’ennesimo comizio, a distanza di una settimana dalla vittoria alle amministrative. Salvini adesso è in campagna elettorale per le europee, è in una campagna elettorale permanente, sa fare solo questo. Ha cannibalizzato tutto il centrodestra e i sondaggi gli stanno dando ragione e vuole mangiarsi anche quella quota di centrodestra che ha votato 5 Stelle. 

Il M5s sembra soffrire l’ombra di Salvini, come intende uscirne?

Oggi il rapporto di governo è completamente sbilanciato verso la Lega, nemmeno con Berlusconi Salvini avrebbe avuto tanta centralità. Attenzione però, perché se Salvini non metterà i suoi alleati in condizione di toccare punti come le tasse e il lavoro, che è quello che interessa veramente gli italiani, farà la fine di Renzi.

Cioè?

Salvini sta usando la tecnica dell’ex capo di governo, propaganda e promesse, ma alla fine è stato smascherato dall’elettorato. Oggi i cicli politici sono brevissimi, l’elettorato è volatile, se non dai quello che hai promesso come successo a Renzi che è durato quattro anni, la gente ti volta le spalle. 

Tornando ai 5S telle, usciranno dall’attuale impasse?

Difficile, pagano il dilettantismo politico di Di Maio che con il 32% dei voti e un vantaggio del 14% sulla Lega, capo indicato di governo, si è fatto imbrigliare da Salvini. Non so come ne uscirà. Il M5s non ha una classe dirigente che può minimamente competere con quella della Lega, ricordiamoci che la Lega è un partito strutturato ormai da quasi trent’anni, radicato e con gente esperta, che ha superato la sua crisi e ha fatto un ricambio totale proprio perché strutturata.

Il M5s invece cosa è?

Non è un partito, è gente che con 30 voti alle primarie si è trovata a fare il senatore, sono vittime di Casaleggio, e oggi è un partito per di più anche spaccato perché la parte di Fico è sempre più scontenta. 

Mattarella ha contrastato la politica di disponibilità ai dazi da parte di Salvini e Di Maio: che cosa ha in mente il capo dello stato?

Mattarella per quanto non interventista come lo era Napolitano, e consapevole che la Ue vada migliorata. Poco prima del primo incarico a Conte, in un discorso a Firenze, ha imposto la sua teoria politica. E’ un garante dei trattati europei e dunque è per la Ue. Non ha voluto Savona per questo motivo, è contro ogni scelta sovranista e dato che i dazi sono simbolo del sovranismo è chiaro che Mattarella è il contrappeso a questo governo. Ma al di sopra di ogni sospetto, perché ha consentito lui la nascita del governo.

(Paolo Vites) 

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