De Luca contro Saviano e Gomorra/ La replica dello scrittore: “affermazioni ridicole, fiero del mio lavoro”

- Silvana Palazzo

Vincenzo De Luca contro Roberto Saviano e Gomorra: “Camorra? C’è chi fa milioni con diritti autore e rovina intere generazioni”. La replica: “fiero del mio lavoro”.

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Inchieste rifiuti Napoli, De Luca (LaPresse)

Roberto Saviano replica alle dichiarazioni del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca che, nel corso di un incontro promosso a Napoli dalla Coldiretti si è scagliato contro lo scrittore, autore di Gomorra (leggete in basso). Lo scrittore, come riporta la Repubblica che ha pubblicato anche il video, durante un incontro con giovani attori del Nuovo Teatro Sanità, a Napoli, ha detto la sua sulle forti dichiarazioni del governatore. “Qui mi sento a casa” – ha detto Saviano che, riferendosi alle parole di De Luca, ha aggiunto – “affermazioni ridicole, come dare la colpa al chirurgo del cancro, sono fiero del mio lavoro”. Saviano, nell’ultimo periodo, è stato al centro anche di una battaglia con Matteo Salvini. Alla domanda del giornalista de La Repubblica sui rapporti con il Ministro dell’Interno, Saviano ha svelato che, ormai. Il solco è insanabile. Cliccate qui per vedere il video (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

“C’E’ CHI FA I MILIONI CON I DIRITTI D’AUTORE”

Parte da un’ammissione, “la camorra c’è”, l’invettiva del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro un destinatario che è parso chiaro a tutti i presenti in occasione di un incontro promosso a Napoli dalla Coldiretti: Roberto Saviano. L’autore di Gomorra è stato indirettamente chiamato in causa quando l’esponente del Partito Democratico ha parlato di “persone che si fanno milioni rovinando intere generazioni di ragazzi che, per fenomeni imitativi, si comportano come quegli imbecilli delle serie tv. Possiamo dirlo o no?”. A questo punto sarebbe lecito attendersi una replica da parte dell’autore di Gomorra, il best seller da cui ha avuto origine la fortunata produzione Sky diventata un vero e proprio fenomeno di costume. In queste settimane Saviano è stato impegnato in una querelle con il ministro dell’Interno Matteo Salvini: deciderà di riservare le stesse attenzioni a De Luca o il fatto di non essere stato espressamente citato lo farà desistere? (agg. di Dario D’Angelo)

DE LUCA ATTACCA SAVIANO E GOMORRA?

Vincenzo De Luca non nomina Roberto Saviano ma il riferimento è chiaro ed evidente. Il presidente della Regione Campania si scaglia di nuovo contro lo scrittore di Gomorra, diventato un fenomeno culturale anche grazie alla serie tv trasmessa su Sky. «La camorra c’è, ma ci sono persone che guadagnano sui diritti d’autore». Lo ha detto, come riportato da Il Mattino, intervenendo ad un incontro promosso a Napoli da Coldiretti. Camorra e spettacolo sono mondi che quando si incontrano dividono l’opinione pubblica, ma la posizione del governatore è chiara. De Luca parla di persone «che si fanno milioni rovinando intere generazioni di ragazzi che, per fenomeni imitativi, si comportano come quegli imbecilli delle serie tv. Possiamo dirlo o no?». Ma il presidente campano ha parlato anche del problema rifiuti. «Cerchiamo di non farci male con le nostre mani, pur di fare titoli sui giornali, perché viviamo di parassitismo mediatico».

DE LUCA, DA SAVIANO AL PROBLEMA RIFIUTI

De Luca ha fatto riferimento anche ai casi di incendi divampati in Campania. A tal proposito cita anche quelli che riguardano il Nord Italia: «Ci sono stati incendi che sono durati una settimana a Brescia; in Lombardia ci sono stati casi di legionella, notizie che scorrono in maniera neutra – ha aggiunto, come riportato da Il Mattino – fossero morte 3 persone a Napoli per la legionella sarebbe arrivata la fine del mondo». Per il governatore è evidente la necessità di costruire impianti per i rifiuti: «Ma è possibile che per fare un impianto a 20 chilometri dal primo centro abitato dobbiamo continuare ad avere i comitati? È da irresponsabili. C’è qualcuno che ha un’altra idea? Ce la dia». E spiega che gli impianti di compostaggio sono utili anche per l’agricoltura. «Dire no è comodo poi alla fine i costi ricadono sulle famiglie e i 190 euro a tonnellata, chi pensate che li paga? I cittadini – ha concluso – Se siete contenti così va bene».

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