Salvini vs Bonafede su fondi Lega/ Video, botta e risposta: scricchiola l’intesa M5s-Carroccio?

Salvini vs Bonafede su fondi Lega, primi scricchiolii nell’intesa di Governo M5s-Lega: il ministro della Giustizia ha preso le distanze dal Carroccio.

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Matteo Salvini (LaPresse)

Matteo Salvini vs Alfonso Bonafede su fondi Lega, primi scricchiolii nell’intesa di Governo tra Carroccio e Movimento 5 Stelle? Caos politico legato all’inchiesta riguardante il partito guidato dal ministro dell’Interno, con il guardasigilli che ha commentato: “Tutti devono potersi difendere fino all’ultimo grado di giudizio. Poi, però, le sentenze vanno rispettate, senza evocare scenari che sembrano appartenere più alla Seconda Repubblica“. Una presa di distanze che non è piaciuta a molti e che ha trovato la pronta replica, con toni calmi, del vice presidente del Consiglio: “Noi mettiamo nelle mani del presidente Mattarella, la sua saggezza e il suo equilibrio, il fatto che in Italia si possa lavorare. Non è possibile che si perda tempo per scelte politiche di qualcuno a cui evidentemente il voto non è andato giù. Ho già detto troppo, sono tranquillo: ho voglia di fare ancora meglio il ministro dell’Interno”.

SALVINI VS BONAFEDE SU FONDI LEGA

Matteo Salvini è intervenuto ai microfoni dei cronisti e ha fatto il punto della situazione sulle prossime mosse del Carroccio: “ANM ha definito incostituzionale il colloquio con Mattarella? Che io non possa andare a parlare con il Presidente della Repubblica mi sembra una cosa bizzarra. E’ il garante della Costituzione e dei diritti civile degli italiani. Io rispetto il lavoro della stragrande maggioranza dei giudici italiani, che al 99 per cento fanno bene il proprio lavoro. Parlerò col presidente della Repubblica del fatto che la Lega sarebbe il primo partito in Europa messo fuorilegge con una sentenza non definitiva per eventuali errori fatti da qualcuno più di dieci anni fa con cui io non c’entro nulla”. Il capo del Viminale ha poi sottolineato: “Se qualcuno ha speso dieci anni fa in maniera errata 300 mila euro e verrà condannato in via definitiva, di quei 300 mila euro sono disposto personalmente a farmi carico. Se questo significa attaccare politicamente un partito, ne parlerò col presidente della Repubblica: penso che sia ancora permesso che il ministro dell’Interno, nonché vicepremier, possa parlarne con Mattarella”.



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