Sgarbi non si candida a sindaco di Sirmione/ “Mi ero proposto solo per amore della Bellezza, ma…”

- Dario D'Angelo

Sutri, Vittorio Sgarbi si dimette da sindaco: il critico d’arte denuncia l’impossibilità di governare per via di “infiltrazioni fasciste” dopo lo scontro con un consigliere di maggioranza.

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Vittorio Sgarbi (Foto: LaPresse)

Vittorio Sgarbi non si candida a sindaco di Sirmione. Lo ha annunciato lo stesso criticato d’arte, che nelle ore scorse ha annunciato le dimissioni da sindaco di Sutri. Ma quella di Sgarbi non è una smentita, bensì un ritiro. «È intollerabile che chi ha fatto di tutto per farsi conoscere, senza riuscirci, mi accusi di utilizzare Sirmione per farmi pubblicità. Non ho bisogno di Sirmione per essere noto. E mi sono proposto per solo amore della Bellezza», ha dichiarato il critico d’arte, come riportato dall’Ansa. Il riferimento è alle pesanti critiche di Viviana Beccalossi, consigliere regionale del gruppo misto con un passato in An. «Io la pubblicità la faccio: ho 2 milioni di followers, e scrivo su innumerevoli giornali come sono presente in televisione», ha aggiunto Sgarbi. Poi si è rivolto direttamente a Beccalossi: «Evidentemente ha un suo candidato nella retorica “dell’amministratore sempre presente e preparato a dare risposte ai problemi del territorio” (triste perversione della lingua)». In attesa di conoscerlo fa un passo indietro: «Ritiro la mia candidatura. Sono talmente disinteressato che la Beccalossi ha vinto senza combattere». (agg. di Silvana Palazzo)

IMPORTANTE L’APPOGGIO DELL’EX PRIMO CITTADINO

Vittorio Sgarbi ha deciso di dimettersi da Sindaco di Sutri, comune della provincia di Viterbo, per candidarsi alla carica di primo cittadino di Sirmione, città della provincia di Brescia che si affaccia sul Lago di Garda. Il suo centro storico, tra l’altro, sorge in una penisola in mezzo al lago e sono rinominate anche le sue terme. Il critico d’arte è convinto che Sirmione possa diventare ancora più bella se lui diverrà Sindaco e ha spiegato di aver preso già contatti con politici locali, come l’ex sindaco, ora consigliere regionale, Alessandro Mattinzoli, e l’assessore alla cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli. Il fatto di avere l’appoggio del Sindaco uscente, che ha lasciato la carica per approdare a palazzo Lombardia, dovrebbe favorire Sgarbi nella corsa. Resta da capire se avrà l’appoggio di tutto il centrodestra. Le elezioni a Sirmione si terranno in primavera. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

VITTORIO SGARBI SI DIMETTE DA SINDACO DI SUTRI

L’avventura di Vittorio Sgarbi come sindaco di Sutri si è già conclusa. L’annucio delle dimissioni del critico d’arte è arrivato attraverso una nota ufficiale nella quale ha chiarito di non poter guidare un paese dominato ‘da infiltrazioni fasciste’ ma di essere pronto a riprovarci, sempre come primo cittadino, a Sirmione, in provincia di Brescia. La bufera, che poi ha portato alle dimissioni del sindaco, era esplosa qualche giorno fa in seguito ad un diverbio con il consigliere di maggioranza Matteo Amori, cognato del vice sindaco Felice Casini. In tale circostanza erano intervenuti addirittura i Carabinieri, chiamati dallo stesso Sgarbi. In tale circostanza l’onorevole aveva dichiarato: “Il problema sono loro: se rientrano nella linea democratica, che non vuol dire riunioni chiuse di maggioranza per avere dei posti, allora va bene. D’altra parte posso nominare gli assessori che voglio e loro se vogliono possono sfiduciarmi, non me ne frega niente. Io non ho niente da perdere: se vogliono piegarsi, come è giusto che facciano, okay, se invece pretendono di avere chissà che cosa allora si torna a votare”. [Agg. di Dorigo Annalisa]

LE RAGIONI DELLE DIMISSIONI

La luna di miele tra Vittorio Sgarbi e Sutri è durata poco più di due mesi. Giusto il tempo, per il critico d’arte e onorevole di Forza Italia, di essere eletto sindaco e di rendersi conto “della impossibilità di potere governare democraticamente in un paese dominato da infiltrazioni fasciste con arroganza e in mancanza di visione, subordinata a interessi particolari“. Con queste parole affidate ad una nota diramata dal suo ufficio stampa, Vittorio Sgarbi ha annunciato le sue “dimissioni irrevocabili” da sindaco di Sutri, il paesino di poco più di 6mila anime in provincia di Viterbo nel quale era stato eletto primo cittadino all’ultima tornata di elezioni amministrative di giugno. In un comunicato dai toni molto aspri, Sgarbi spiega:”Non ci sono le condizioni per proseguire l’esperienza di sindaco Sutri; la cecità e il disinteresse per il bene della città hanno superato ogni limite, per l’insensata spartizione di posti. Me ne vado da Sutri e dalla Tuscia che io amo più di loro, perché l’ho scelta, e non ci sono arrivato per nascita o per destino”. E per le dimissioni c’è già una data:”La partita è finita. Mi dimetto il 21 settembre“.

SGARBI, “MI CANDIDO A SIRMIONE”

Se l’esperienza da sindaco di Sutri si è rivelata un fallimento, questo non vuol dire che Vittorio Sgarbi abbia intenzione di porre fine alla sua attività politica, possibilmente nei centri culturali e d’interesse più all’avanguardia d’Italia. Ed è così che nella stessa nota in cui annuncia le dimissioni irrevocabili da primo cittadino di Sutri, il critico d’arte già proclama la sua volontà di essere eletto sindaco di Sirmione. Una città che, spiega il parlamentare di Forza Italia, “ha bellezze non inferiori a Sutri, ma una reale propensione allo sviluppo culturale e turistico”. L’onorevole azzurro ha spiegato di aver già mosso i primi passi verso il suo nuovo obiettivo politico:”Ho già preso contatto con gli esponenti politici della città, fra i quali l’ex sindaco, ora consigliere regionale, Alessandro Martinzoli, e l’assessore alla cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli, che mi hanno manifestato solidarietà per l’aggressione di Sutri (gli insulti da parte del consigliere di maggioranza Matteo Amori, cognato del vicesindaco Felice Casini, che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri, ndr) e disponibilità per il nuovo progetto”.



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