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RISULTATI ELEZIONI SVEZIA: ESTREMA DESTRA CRESCE/ Ultime notizie: nessuna coalizione ha la maggioranza

- Niccolò Magnani

Elezioni Svezia 2018, risultati e ultime notizie: primi exit poll e dati reali. Socialdemocratici e Moderati contro gli Svedesi Democratici di Akesson, la destra anti-migranti

Jimmie Akesson, il leader dell'estrema destra in Svezia

Il futuro governo di Stoccolma è al momento un enigma. Escludendo accordi con la destra populista, il blocco di centrodestra e centrosinistra si trovano al momento bloccati in un testa a testa e quindi nessuna coalizione ha la maggioranza. Con il 92,9% dei seggi scrutinati in Svezia, entrambi sono attorno al 40%. Immutato il dato di Svezia Democratica, partito populista di estrema destra fermo al 17,7% ma registrando comunque un bel balzo in avanti. Leggere variazioni invece per i risultati dei singoli partiti: i Socialdemocratici sono al 28,3%. Evidentemente per Gentiloni conta di più la conferma dei socialdemocratici più che l’ascesa della destra populista. «Ma se il trionfo nazional populista, annunciato da giorni, alla fine non ci fosse? Vuoi vedere che agli svedesi interessa più difendere il welfare che cacciare i migranti?», ha scritto su Twitter il deputato del Pd ed ex presidente del Consiglio commentando i primi risultati del voto in Svezia. (agg. di Silvana Palazzo)

SALVINI: “ALLE EUROPEE COMPLETIAMO L’OPERA”

Non si discostano tanto dagli exit poll i dati reali sulle elezioni in Svezia. La tornata del 2018 sarà ricordata in Scandinavia come quella dell’avanzata dell’estrema destra. Perché è vero, i socialdemocratici sono pur sempre il primo partito del Paese – e difficilmente avrebbe potuto essere il contrario in una delle ultime roccaforti della sinistra europea – ma il 17.9% fatto segnare a circa due terzi dei voti scrutinati da Svezia Democratica, la formazione guidata da Jimmie Akesson con un ingombrante passato neonazista la dice tutta su quanto gli equilibri in Svezia siano cambiati. I socialdemocratici sono in testa con il 28,3% (-3%), mentre i conservatori al 19% vedono insidiare la seconda posizione proprio dai sovranisti. Sull’esito del voto in Svezia è intervenuto pochi minuti fa anche Matteo Salvini su Facebook:”La Svezia patria del multiculturalismo e modello della sinistra, dopo anni di immigrazione selvaggia ha deciso finalmente di cambiare. Ora anche lì dicono no a questa Europa di burocrati e speculatori, no ai clandestini, no all’estremismo islamico. La forte affermazione di Jimmie Åkesson è l’ennesimo avviso di sfratto ai Socialisti: a maggio, alle elezioni Europee, completeremo l’opera del cambiamento fondato sui valori del lavoro, della sicurezza e della famiglia”. (agg. di Dario D’Angelo)

NESSUN GOVERNO SENZA ESTREMA DESTRA?

Dai primi risultati parziali e dagli exit poll diffusi dopo la chiusura dei seggi sembrano essere confermati i timori dell’Europa per una svolta sovranista in Svezia. Il partito che fa capo a Jimmie Akesson, Sverige Demokraterna (SD) nato dalle ceneri di una formazione neonazista, oscilla infatti tra il 16 e il 20 per cento dei voti. Un risultato che rende di fatto difficile governare anche ai partiti tradizionali di centrodestra e centrosinistra senza che le proposte degli estremisti di destra – che chiedono respingimenti in massa, frontiere chiuse e referendum sull’Unione Europea – vengano prese in considerazione. Come riportato da La Repubblica, per il governo uscente guidato dal leader socialdemocratico Stefan Löfvén si tratta di una disfatta: la sua coalizione si fermerebbe secondo i primi risultati al 39,4%, poco sotto del 39,6% ottenuto dai cosiddetti partiti “borghesi” (Moderati, centristi, democristiani e liberali). Eppure la possibilità di escludere gli estremisti si fa difficile, soprattutto alla luce della tentazione dei moderati, che a quanto pare preferirebbero Akesson all’alleanza con le sinistre. (agg. di Dario D’Angelo)

I PRIMI EXIT POLL

È un trionfo dei piccoli partiti che tengono “frenati” i “big” e soprattuto evitano di far crescere “troppo” l’estrema destra che non vede confermati – almeno nei primissimi dati – le analisi della vigilia: questo è l’esito del primo exit poll prodotto dopo la chiusura delle urne in Svezia, chiamati a rinnovare Governo e Parlamento. I Socialdemocratici calano di molto (risultato peggiore dal 1908) ma restano il primo partito al 25,4%, mentre sempre nei primi exit poll emerge il partito di Akesson “solo” al secondo posto con il 16,3%, pari merito con i Moderati del Centrodestra. I “piccoli” prendono molto in questa tornata elettorale: secondo l’exit poll TV4, 9,8% agli ex Comunisti, 9,4% ai Centristi, mentre il 5,7% finisce ai Liberali appena sotto i Verdi (5,8%) e i Cristiano democratici (6,6%). Secondo altri exit poll che stanno uscendo in questi minuti, i dati sarebbero in realtà più “confusi” con target più alto per SD e qualcosa meno per i Moderati. Resta comunque lo stallo, specie se guardiamo una prima analisi fatta da YouTrend sulle possibile coalizioni: Blocco di sinistra (V-S-MP) 39,4%, Blocco di centrodestra (M-L-C-KD) 39,5% e Destra Radicale di Akesson al 19,2%. 

CHIUSE LE URNE

Stanno per chiudersi i seggi e sono in arrivo i primi exit poll, ma in Svezia fanno ancora discutere le aggressioni neonaziste avvenute oggi pomeriggio nei centri di Boden, Ludvika e Kungalv. Il quotidiano svedese Svenska Dagbladet ha spiegato alla stampa internazionale che alcuni membri del Movimento di resistenza nordica hanno fatto diverse irruzioni in quelle tre città cercando di fotografare gli elettori, i giornalisti presenti e le schede elettorali, aggredendo chiunque si frapponesse tra lo sparuto gruppetto di neonazi e i seggi elettorali. Forte apprensione e spavento per molti, per fortuna però nessun ferito registrato e qualche fermo da parte della polizia: il clima non è dei migliori quando ormai il Paese si appresta a scoprire come e tra quali partiti si dovrà discutere per l’ennesimo governo di coalizione. 

AGGRESSIONI NEONAZISTE IN MOLTE CITTÀ

Alcuni media svedesi in queste ultime ore di votazioni nei vari seggi lanciano una notizia piuttosto inquietante, se confermata realistica: alcuni gruppo di neonazisti avrebbero aggredito giornalisti ed elettori “antagonisti” al SD fuori dalle urne, sia in mattinata che oggi pomeriggio in diverse città della Svezia. Al momento non si hanno altri elementi più precisi ma quel che è certo è il grado di tensione tra le differenti e opposte parti del Paese che si affaccia a cambiare il Governo socialdemocratico. Se poi ci aggiungiamo che gli stessi socialisti sono incappati nella “gaffe-caso” della vigilia con un candidato alle Elezioni che avrebbe detto «La legge islamica è più importante della legge svedese», allora il quadro di continua crescita nei consensi di Akesson è tutt’altro che una “boutade” giornalistica e allarmistica. Chiusura dei seggi tra poco più di un’ora, alle 20 quando potremo forse sapere da subito le prime indicazioni in merito ad exit poll e dati reali. 

GLI ULTIMI SONDAGGI

Gli ultimi sondaggi forniti da Europe Elects per le elezioni in Svezia mostrano una completa indecisione anche nell’elettorato, favorita dal sistema proporzionale “purissimo” che inevitabilmente porterà diverse formazioni molto vicine tra loro. In vantaggio troviamo i socialdemocratici del premier uscente, ancora in testa ma in netto calo al 25%, seguiti dai moderati di centrodestra del Partito Moderato, ancora al 20%, Per la novità, l’estrema destra di Akesson, i dati vengono rilevati tra il 17% e il 24% una forbice molto ampia che potrebbe davvero spostare gli equilibri fino agli ultimi voti di questa sera. Liberali sono fermi al 7 per cento mentre in cristiano-democratici non vanno oltre il 9% su scala nazionale. In ogni caso e in qualsiasi risultato verrà fuori tra stasera e domani, i partiti vincenti avranno bisogno del sostegno di una parte dell’opposizione per governare. Le ultime dichiarazioni di Mattias Karlsson, capogruppo SD in parlamento, non servono certo a “rasserenare” gli animi: «non possiamo lasciare che gli immigrati entrino in Europa», ha spiegato in una intervista all’inviata di Rai News 24. 

SOVRANISTI CONTRO IL MODELLO SCANDINAVIA

Mentre a Bruxelles attendono con ansia i primi risultati di questa sera per capire se gli Svedesi Democratici avranno superato o meno quota 20%, è abbastanza evidente ormai come da Stoccolma è in corso non da oggi la netta critica al modello scandinavo. Come conferma anche l’analisi di Aksanews, «Nè il blocco “rosso-verde” del premier socialdemocratico uscente Stefan Löfven nè quello “borghese” guidato dal conservatore Ulf Kristersson sembrano però potere aspirare alla maggioranza al Riksdag e secondo tutti i sondaggi dovranno trovare alleanze fuori dal proprio campo». Questo significa che se Akesson avrà i voti previsti nei sondaggi, non si potrà formare un Governo senza dover prima parlare con l’estrema destra di SD: il processo scandinavo di accoglienza, integrazione, seppur in maniera sempre controllata e mai “eccessiva” sembra ora vacillare davanti all’avanzata dell’estremismo xenofobo di chi vorrebbe, per una volta, provare ad invertire la rotta rispetto alle direttive Ue. 

AKESSON “CONFERMA” IL NUOVO TREND UE

L’ascesa di Akesson conferma il nuovo “trend” in Ue di una crescente affermazione dei sovranisti, populisti e in molti casi anche estremisti del centro-destra o proprio destra anti-Ue e anti-politiche dell’immigrazione. Un anno dopo l’Austria, è la Svezia ad affacciarsi a questa nuova “svolta” politica, con SD dato in una forbice di voti tra il 16% e il 20% che potrebbe decidere effettivamente le sorti del prossimo Governo di Stoccolma. La crescita nei sondaggi ha però, di contro, provocato in Svezia diverse reazioni alcune anche molto violente contro Akesson e le sue mire anti-migranti: venerdì scorso il candidato di SD ha reso noto di aver ricevuto minacce di morte, ritenute autentiche dall’autorità svedese che ha aperto un’indagine sull’accaduto tutt’ora in corso. Va detto che il leader della destra non ha chiuso con eventuali ipotesi di coalizione post-voto col Centrodestra e neanche con gli avversari del Centrosinistra, che però al momento “nicchiano” e non vogliono sentirne parlare. Va detto che dopo gli exit poll, è però molto probabile che questo stallo sia destinato a cambiare rotta..

URNE APERTE IN SVEZIA

Il premier uscente e candidato del Partito Socialdemocratico ha lanciato l’allarme prima delle Elezioni in Svezia che oggi decretano il rinnovo del Parlamento e del Governo dopo la guida S&D degli ultimi anni: «referendum sul futuro dello stato sociale, esorto gli elettori a pensare a come vorrebbero sfruttare il proprio tempo sulla Terra», invitandoli a «stare dalla parte giusta della storia». Così il premier uscente Stefan Lofven nella tornata elettorale che da Bruxelles temono in tanti: cresce infatti anche a Stoccolma il partito di estrema destra, gli Svedesi Democratici, con il loro leader Jimmie Akesson (qui un focus approfondito sul personaggio, ndr) che soffia sul vento sovranista e anti-migranti sempre più presente nel Vecchio Continente. Seggi elettorali aperti dalle 8 fino alle 20 di questa sera, con le prime stime previste subito dopo che già potrebbero dare alcune indicazioni sui primi verdetti: di certo è una sfida a tre, con i Socialdemocratici che vengono osteggiati dal Partito Moderato (centrodestra, ma che ha fallito la coalizione “solita” con Centro, Liberali e Cristiano democratici) e ovviamente dal SD di Akesson.

I CANDIDATI E LE PREVISIONI

Il Partito Socialdemocratico, di centrosinistra, che ha sempre ottenuto più voti degli altri dal 1947 ad oggi, potrebbe arrivare al secondo posto per la prima volta nella sua storia. Il voto è un sistema proporzionale puro perciò si dovranno cercare strategie e coalizioni successive al voto, qualora vi sia la situazione d’incertezza che i sondaggi finora hanno testimoniato. Il problema è che tutti i partiti, questa volta, hanno già manifestato l’intenzione di non cooperare con gli Svedesi Democratici perché considerati “razzisti e neonazisti”, solo che così si rischia lo stallo perché di voti Akesson ne prenderà probabilmente tanti e potrebbe rendere assai difficile formare un Governo alternativo che non li comprenda al loro interno. Sfida dunque assai complessa, anche se il Partito Moderato di Ulf Kristersson ha comunque spezzato una lancia verso il premier uscente spiegando «la Svezia avrebbe bisogno di una forte cooperazione trasversale per isolare le forze estremiste che spingono la Svezia a ritirarsi dalla cooperazione internazionale». Il ministro degli Affari Europei del Governo uscente allarma ancora la vigilia del voto, «I nuovi sovranisti sono attraenti ma vogliono portarci indietro di cinquant’anni. Sono pericolosissimi. Anche noi a sinistra abbiamo commesso errori sui migranti e lo abbiamo capito. Ma la maggioranza degli svedesi è ancora per l’Europa, qualsiasi cosa succeda» spiega a Repubblica Ann Linde, tra le maggiori personalità della leadership socialdemocratica.



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