Europee, lista Pd senza simbolo: Zingaretti “no dogma”/ Ok Calenda, Martina frena: Sinistra ‘unita’ anti-Lega?

Europee 2019, lista Pd senza simbolo per federare una sinistra unita anti Lega-M5s, la proposta di Zingaretti “no dogmi”. Calenda accetta, Martina frena: le reazioni dem

11.01.2019 - Niccolò Magnani
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Nicola Zingaretti e Maurizio Martina a "Piazza Grande" (LaPresse)

E se l’unico modo di battere Lega e M5s alle prossime Elezioni Europee sia quello di non presentarsi con il simbolo del Pd? L’idea in casa dem, neanche tanto strampalata, arriva dal grande favorito al ruolo di Segretario nelle imminenti Primarie Pd (il prossimo 3 marzo 2019, ndr), Nicola Zingaretti: il Governatore del Lazio in una intervista al Messaggero ancia la proposta aprendo ufficialmente il “cantiere” verso le Elezioni di maggio. «Un cartello di sinistra, aperto alla società civile, alle associazioni e agli altri partiti di sinistra. Una coalizione larga in cui il Pd svolga il ruolo di promotore e dove, appunto, il simbolo del partito non è un dogma»: l’idea di Zingaretti arriva dopo le forti richieste di Calenda, Richetti e dello stesso Martina, dopo la netta consapevolezza che il “brand Pd” ormai sia più un peso che non un vantaggio in termini di consenso e voti. L’intenzione di andare oltre il Partito Democratico è assai forte e non coinvolge solo Matteo Renzi e la sua componente: «La disponibilità di Zingaretti una lista unitaria alle Europee senza il simbolo del Pd, è un passo verso il mio Fronte Repubblicano? Sì. Al momento potrei candidarmi, ma non voglio dire di più» sibilla all’Adnkronos l’ex Ministro Mise Carlo Calenda.

LE PRIME REAZIONI A SINISTRA

Per il ticket candidato alla Segreteria Pd, Maurizio Martina-Matteo Richetti, la proposta dell’avversario al Congresso pare giusta e sulla strada corretta per rilanciare l’iniziativa popolare contro il Governo gialloverde: «sì a una lista aperta che si rivolga ai tanti democratici e riformisti alle Europee. So che Carlo Calenda insieme a tanti altri sta lavorando a un Manifesto di progetto e guardo con molto interesse a questo sforzo», conferma Richetti mentre Martina frena sul mancato utilizzo del simbolo Pd, «è un patrimonio di cui andare orgogliosi. Esprime l’impegno di migliaia di persone che si battono per un’Italia più giusta. Il punto non è rinunciarvi ma metterlo al servizio insieme ad altri per una grande battaglia per la nuova Europa contro i nazionalpopulisti di casa nostra […] Per me non si tratta di rinunciare al simbolo PD ma di concorrere a una proposta più larga aggiunge il candidato alla segreteria del Pd». Una sinistra “unita” che nasce già azzoppata, ma che potrebbe anche essere un punto di partenza verso le Europee per una “lista” onnicomprensiva anti Salvini: «Apprezzo la proposta di Zingaretti di costruire per le prossime elezioni europee una lista unitaria e aperta al mondo della scuola, del lavoro, ai giovani e all’associazionismo è una prospettiva sulla quale io stessa sto lavorando da mesi perché sono convinta che per suscitare interesse e partecipazione, soprattutto dei giovani, serva presentarsi alle prossime elezioni europee con una proposta inedita e innovativa, senza simboli di partito, nella quale si riconoscano le tante realtà sociali che negli ultimi anni non si sono più sentite rappresentate dalle forze progressiste», commenta Laura Boldrini, ex LeU.



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