SONDAGGI POLITICI/ Migranti Sea Watch, il 49% ‘premia’ Salvini: crisi M5s, Governo sempre più ‘leghista’

Sondaggi politici, M5s in crisi: fallimento Raggi a Roma, Salvini straccia Di Maio nei consensi interni al Governo

13.01.2019, agg. il 14.01.2019 alle 14:14 - Niccolò Magnani
Di Maio, Conte e Salvini
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (LaPresse)

GRETA D’ADDA-RAI (10 GENNAIO): IL 49% CON SALVINI SULL’EMERGENZA MIGRANTI

Il caso migranti è tutt’altro che una vicenda “semplificabile” e “strumentalizzabile” eppure così succede, non certo da oggi, sui tanti, troppi, sbarchi di persone disperate sulle coste europee: i sondaggi politici provano ovviamente ad intercettare il giudizio dell’elettorato italiano pochi giorni dopo il caso Sea Watch visto l’eco sollevata e visto anche il ciclo di incontri che il Governo italiano ha richiesto con la Commissione Ue per provare a risolvere il grosso nodo sui ricollocamenti. Alla domanda «La nave Sea Watch da quasi 20 giorni è al largo tra Malta e Italia, con 49 migranti a bordo tra cui donne e bambini. Secondo lei fa bene il Governo a non accoglierli?» contenuta nei tanti sondaggi politici Greta d’Adda per la Rai, il 49% degli elettori si schiera con Salvini e con le scelte del Governo in merito ai cosiddetti “porti chiusi”. Il 43% si distanzia invece e ritiene che l’emergenza immigrazione di qualcosa di ben più importante delle pur giuste battaglie con Bruxelles per avere un sostegno sulla redistribuzione dei rifugiati; se si scende nelle pieghe dei singoli partiti, il sondaggi vede il 95% dei leghisti schierati con Salvini, ma soprattutto il 57% dei consensi pro-Lega anche dall’elettorato grillino, storicamente ben più schierato a sinistra rispetto a rivali-alleati del Carroccio.

SWG (11 GENNAIO): M5S A ROMA, È FALLIMENTO RAGGI

Degli ultimi sondaggi politici prodotti da Swg per il Messaggero, Luigi Di Maio non può certo dirsi soddisfatto, specie se si incrociano con quelli di Emg Acqua sul fronte dei consensi interni al Governo: il M5s è in crisi – anche se resta il secondo partito del Paese, con Pd e Forza Italia distanti ancora anni luce – e lo si vede dal giudizio dell’elettorato davanti ad una richiesta semplice come la gestione della città di Roma, la prima governata dal Movimento 5 Stelle in pianta stabile (Pizzarotti e Nogarin, per diversi motivi, non godono più dell’appoggio del board centrale M5s, ndr). «Secondo lei in questi anni quanto il Movimento 5 Stelle ha dimostrato capacità di governare Roma?», si chiede nel testo dei sondaggi politici di Swg: e la risposta è dura, con il 65,8% che giudica fallimentare (30% appezza poco, 35,8% boccia completamente) l’operato di Virginia Raggi e dei Cinque Stelle alla guida della Capitale. A promuovere la sindaca-avvocatessa solo il 19,7%, con il dato che sale al 41% solo per gli elettori dichiarati del M5s. «in questo quadro il giudizio sul governo pentastellato delle grandi città, solo la metà degli attuali elettori M5S né è soddisfatto, è la punta di diamante di una crisi di consenso. La prova di governo amministrativa sta provocando disillusione», spiega Enzo Risso, direttore Swg, sul Messaggero.

EMG (GENNAIO): CHI CONTA PIU NEL GOVERNO?

I dati per Di Maio & Co non migliorano certo neanche con l’altra rilevazione contenuta nei sondaggi politici di Emg Acqua stilati per la Rai in questi primi giorni di gennaio: dopo Manovra, emergenza migranti e decreti Quota 100-Reddito di Cittadinanza, i consensi all’interno del triumvirato alla guida del Governo gialloverde non cambiano di molto. Alla domanda «Chi conta di più dentro al Governo», la risposta dell’elettorato è tanto netta quanto brutale contro i Cinque Stelle: per il 54% è Salvini il vero ago della bilancia dell’esecutivo, segue il premier Giuseppe Conte al 24% e solo all11% viene considerato “incidente” il vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Con il timore di un ribaltone della Lega, i grillini provano ad affilare le armi e rilanciarsi (anche con l’aiuto di Alessandro Di Battista, “richiamato” dal Sud America): al momento il vicepremier del Carroccio esclude però un’uscita da Palazzo Chigi, «Io non guardo i sondaggi e vado avanti con questo governo» ma è chiaro come l’evoluzione della politica nei prossimi mesi pre-Europee potrebbe ancora mutare notevolmente.

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