Reddito di cittadinanza 2019, Di Maio: “Rispetteremo i tempi”/ “Referendum? Non sono preoccupato”

Di Maio presenta il Reddito di cittadinanza 2019: “se andremo in recessione con questa misura vengono protetti i più poveri e deboli”. Conte, “non è assistenzialismo, io garante anti-abusi”

21.01.2019, agg. il 22.01.2019 alle 15:02 - Carmine Massimo Balsamo
Di Maio presenta al M5s il reddito di cittadinanza
Di Maio presenta il Reddito di Cittadinanza 2019

Grande gioia in casa Movimento 5 Stelle per il reddito di cittadinanza, il leader Luigi Di Maio è entusiasta. Intervenuto ai microfoni de L’Aria che tira, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha commentato: «Le difficoltà ormai si raccontano da anni, ma intanto lo abbiamo approvato e passiamo alla seconda fase, ovvero l’erogazione. Ad aprile 5 milioni di italiani, che non avevano niente, avranno 780 euro: queste persone verranno formate e riceveranno una proposta di lavoro». Una battuta sul possibile referendum: «Non sono preoccupato, assolutamente: mi dispiace, sia quella che si chiamava Sinistra sociale che la Destra dovrebbe approvare un decreto come questo». Questo il commento di Giulia Sarti: «Il Reddito di cittadinanza è una misura di dignità,altro che assistenzialismo! Oggi è finalmente una legge dello Stato e servirà anche per combattere la piaga del voto di scambio nei territori in cui bastano pochi soldi per comprare i voti dei cittadini!». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LE PAROLE DEL PREMIER CONTE

Era presente anche il Premier Giuseppe Conte all’evento M5s per il lancio ufficiale del Reddito di Cittadinanza e dopo la il discorso del vice Di Maio, ha preso il microfono illustrando altri passaggi cruciali della misura inserita nel Decretone: «Mi sono presentato come avvocato del popolo. Oggi mi presento come garante di un nuovo patto sociale tra i cittadini e lo Stato: vogliamo realizzare questo nuovo patto sociale e io sarò garante dell’attuazione», avanza il Presidente del Consiglio che subito dopo sottolinea, «Vogliamo che tutti i cittadini possano prenderne parte: il reddito sarà pilastro portante e vigilerò con tutti gli strumenti a disposizione affinché questo progetto non sia deturpato da furbizie, abusi e storture di sorta». In merito a come verrà erogato il Reddito di Cittadinanza, Di Maio ha poi confermato le indiscrezioni sulla bozza del testo, «La card per il reddito sarà una normale Poste pay per non discriminare nessuno ma non potrà essere spesa nel gioco d’azzardo». Infine, è ancora il Premier Conte ad allontanare i dubbi circa una misura considerata troppo assistenzialista: «Meramente assistenziale? Dipende da come lo progettiamo. Siamo sempre stati consapevoli del rischio ma si realizza una misura assistenziale quando lo stato ai cittadini economici, con spirito paternalistico, dispensa benefici, senza sollecitarli a migliorare le loro condizioni. I cittadini sono incentivati a trovare un lavoro, i meccanismi disincentivanti col tempo sono formidabili. Sono sollecitati e stimolati a meccanismi utili alla società». (agg. di Niccolò Magnani)

DI MAIO, “SE SARÀ RECESSIONE METTIAMO IN SICUREZZA I PIU POVERI”

Con una lunga presentazione in diretta streaming video davanti all’intero “parco dei vertici M5s”, il vicepremier Luigi Di Maio ha presentato il Reddito di Cittadinanza ai media e ai cittadini, alla vigilia dello sbarco in Parlamento del Decretone che – assieme a Quota 100 – porterà le due misure cardine del Contratto di Governo Lega-M5s. Entro i primi 12 mesi arriverà la prima offerta di lavoro nel raggio di 100 km, spiega ancora Di Maio illustrando i capisaldi e dettagli della misura esistenziale: se poi viene rifiutata, ci sarà la seconda offerta che potrà arrivare nel raggio di 250 km e se anche questa verrà rifiutata la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km, mentre la terza potrà arrivate da tutto il territorio nazionale: dopo 18 mesi, il Reddito di Cittadinanza resterà ma tutte le offerte possono arrivare dall’intero territorio nazionale. «Con il reddito di cittadinanza, se mai ci sarà la recessione, io non so se andremo in recessione, noi metteremo in sicurezza le fasce più deboli, non faremo come gli altri», rilancia Di Maio davanti agli eletti del M5s, «Si è detto, anche un po’ per denigrare, che il reddito era uno strumento per stare sul divano. Noi crediamo sia uno strumento di politica attiva del lavoro. Ma la platea a cui viene diretto è fatta di persone perbene, che proprio perché sono rimaste perbene, sono rimaste in difficoltà». (agg. di Niccolò Magnani)

LE REGIONI: “PRIMO COLLOQUIO TOCCA AI COMUNI, NON AI CENTRI DI IMPIEGO”

Sono ancora molte le perplessità che ruotano attorno alla messa in pratica del reddito di cittadinanza. Nella giornata di ieri è andato in scena un colloquio al ministero del Lavoro tra Luigi Di Maio e Cristina Grieco, assessore al Lavoro della Regione Toscana, che ha incontrato il vicepremier in rappresentanza delle Regioni proprio per discutere dell’applicazione della misura. Secondo la Grieco, intervistata da Il Corriere della Sera, e perplessità maggiori riguardano il ruolo dei famosi “navigator”:”Da quanto abbiamo capito dovrebbero occuparsi di fare da tutor ai candidati al reddito. Il problema è che saranno 6.000 quando i centri per l’impiego in Italia occupano 8.000 persone. Si tratterebbe di raddoppiare gli spazi da qui ad aprile. A dir poco complicato. Senza contare che le Regioni stanno già per assumere altri 4.000 addetti ai centri per l’impiego con i loro bandi. Riepilogando: 8000 più 4000 più 6000. Le nostre strutture dovrebbero passare in un colpo solo da 8000 a 18 mila persone. Credo che anche la migliore organizzazione salterebbe di fronte a un ampliamento del genere”. Secondo la Grieco, inoltre, “l’inizio del percorso per fare la domanda non dovrebbe essere posizionato nei centri per l’impiego. Solo i servizi sociali dei Comuni possono scegliere se una persona può firmare subito il patto per il lavoro o deve fare un patto per l’inclusione sociale. E poi è impensabile che i nostri operatori segnalino irregolarità rispetto a comportamenti o stile di vita che potrebbero far perdere il reddito”. Insomma, ancora tanti nodi da sciogliere…(agg. di Dario D’Angelo)

REDDITO DI CITTADINANZA, PROPOSTA DI FONDI UE PER FINANZIARLO

Reddito di cittadinanza 2019, dopo il via libera del Governo M5s-Lega con il decretone, il tema arriva anche sul tavolo Ue. Dopo aver chiarito i requisiti e come richiedere il sussidio, ecco l’annuncio del Movimento 5 Stelle: «In futuro il reddito di cittadinanza potrà essere co-finanziato con fondi Ue. Lo propone il Parlamento europeo a Commissione e Consiglio nelle nuove linee guida del Fondo sociale europeo plus approvate in plenaria a Strasburgo. Questi stanziamenti prevedono il sostegno a misure di lotta alla povertà come quella varata dal governo del cambiamento in Italia. Le nuove regole del Fse entreranno in vigore nel 2021 e, a partire da quella data, sarà possibile per esempio riformare i centri per l’impiego con gli stanziamenti europei. Questa è una grande vittoria politica del Movimento 5 Stelle che ha lottato per ottenere questo risultato fin dal primo giorno di attività in Parlamento. Con noi l’Europa cambia».

REDDITO DI CITTADINANZA 2019: FRECCIATINA M5S ALLA BOSCHI

Proseguono Rosa D’Amato e Laura Agea sul Blog delle Stelle: «Rispetto alla proposta della Commissione europea, i deputati europei hanno votato un aumento delle risorse: la dotazione per il periodo 2021-2027 ammonta a 120,4 miliardi di euro. Questi fondi serviranno a coprire misure di contrasto alla povertà, come la Garanzia per l’infanzia rivolta al contrasto della povertà infantile, e la lotta alla disoccupazione giovanile. Adesso la palla passa ai triloghi (i negoziati fra Parlamento, Commissione e Consiglio). Faremo di tutto perché la posizione del Parlamento europeo non venga annacquata dai soliti falchi dell’austerity. E lo faremo con più forza a partire da maggio, quando con le elezioni europee porteremo il cambiamento anche in Europa». Infine, una stilettata a Maria Elena Boschi, recentemente protagonista di uno scontro a distanza con il grillino Alessandro Di Battista: «Ps. Non dite a Maria Elena Boschi che il Partito Democratico ha votato a favore del cofinanziamento del reddito di cittadinanza. La cena da 6.000 euro le potrebbe andare di traverso».



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