Reddito di cittadinanza 2019/ In vigore da oggi, i requisiti: Anci, “manderà in tilt i Comuni”

- Carmine Massimo Balsamo

Reddito di cittadinanza 2019, Di Maio “oggi inizia il sussidio, bentornato Stato sociale”. Anci lancia l’allarme: “Manderà in tilt i Comuni”

reddito di cittadinanza 2019
Luigi Di Maio (Lapresse)

L’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) lancia l’allarme: il reddito di cittadinanza manderà in tilt i Comuni. Ci vorrebbero mesi e forse anni per mettere in piedi il progetto fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, come spiegato ai microfoni di Tpi: «Il reddito di cittadinanza ha una scadenza: 18 mesi. Quello che prevediamo è semplice: nei comuni più grandi, Napoli, Bari, Palermo, decine di migliaia di persone resteranno ad attendere, invano, l’attivazione di un progetto di inclusione. Passeranno i 18 mesi e perderanno il beneficio, dovendo così, di fatto, ripartire da zero». Prosegue Luca Vecchi: «Siamo stati ricevuti dalla struttura tecnica del governo solo due volte e una a decreto già sul tavolo. Abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni e la cosa è finita lì. Eppure abbiamo chiaramente spiegato come solo da pochi mesi siamo riusciti a rendere operativo il Rei (a un anno dall’entrata in vigore, ndr) e ora siamo di nuovo stati messi ai margini di un disegno calato dall’alto e che punta tutto su misure lavoriste, quando la vera necessità sono politiche di inclusione sociale e di contrasto alla povertà». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

IGNAZIO VISCO ELOGIA IL PROVVEDIMENTO

Come annunciato da Luigi Di Maio, il reddito di cittadinanza è in vigore da oggi e sul provvedimento bandiera del Movimento 5 Stelle è giunto il commento del governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Intervenuto a margine della presentazione del suo ultimo libro ‘Anni difficili’, il numero uno della banca centrale nostrana ha elogiato il sussidio: «Ho problemi con la definizione di reddito di base, ho sempre considerato il reddito di base impossibile, cioè che ognuno quando nasce ha un certo reddito per sempre. mentre il reddito di cittadinanza può essere una variante del reddito di inclusione, volta a garantire periodo di povertà relativa tra lavoro e l’altro e questo ovviamente avverrà per molti». Prosegue Visco, come riportato da Wall Street Italia: «L’Italia ha una difficoltà di crescita soprattutto sul piano ciclico e a questa bisogna far fronte mantenendo la politica monetaria sostanzialmente accomodante della Bce e con interventi però anche di struttura per rimettere le possibilità di crescita su una traiettoria soddisfacente». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“RDC IN VIGORE DA OGGI”

«Da oggi è in vigore il Reddito di Cittadinanza: bentornato Stato sociale»: con queste parole su Facebook, il Ministro Di Maio esulta per l’approvazione del Decretone firmato ieri da Mattarella e annuncia anche l’arrivo di 10mila navigator (tra Anpal e centri per l’impiego) per poter aiutare le persone riceventi il Redito nella ricerca del lavoro. Secondo uno focus realizzato dal Messaggero, i soldi della misura assistenziale non potranno essere accumulati e nemmeno risparmiati: nelle pagine del Decreto dedicate al Reddito di Cittadinanza si legge come il sussidio debba essere fruito sempre entro il mese successivo a quello di erogazione. In particolare, sulla carta i soldi non spesi non potranno rimanere per molto: se sulla tessera Poste Pay risulterà un credito la mensilità successiva del Reddito sarà decurtata del 20%. «Ogni sei mesi, poi, ci sarà una specie di verifica. Tutti i soldi non spesi, ad eccezione di una cifra corrispondente ad una mensilità di sussidio, saranno azzerati», riporta il Messaggero confermando quelle specifiche norme anti-furbetti promesse dal Premier Conte e condivise da Luigi Di Maio in fase di presentazione del Reddito di Cittadinanza. (agg. di Niccolò Magnani)

TRIDICO: “IL VERO CONTRASTO ALLA POVERTÀ”

Reddito di cittadinanza, il Movimento 5 Stelle rilancia il provvedimento sul Blog delle Stelle con un lungo intervento di Pasquale Tridico. Il professore ha elogiato l’innovazione, parlando di un programma di contrasto alla povertà e di attivazione nel mercato del lavoro. Ecco le use parole: «Una dotazione di risorse mai vista prima per l’obiettivo della lotta alla povertà. Una vera rivoluzione, e per conoscerne bene la portata basterebbe chiedere alla Caritas o alla Alleanza contro la Povertà che negli anni scorsi non hanno mai visto tante risorse. Tutto questo fa parte del cosiddetto Patto per l’inclusione sociale, per quelli più distanti dal mercato del lavoro, con particolari disagi sociali e non proprio pronti a lavorare. I beneficiari di Reddito di cittadinanza che stipulano il Patto di inclusione sociale presso i Comuni e i Servizi sociali avranno condizionalità e obblighi diversi, prevalentemente di tipo sociale, rispetto a coloro che stipulano il Patto per il Lavoro, come succede in tutti i paesi europei. Perché la povertà non dipende solo dalla mancanza di lavoro. Perché la povertà è un problema multidimensionale. E l’obiettivo è fare in modo che il Patto di inclusione sociale sia in qualche modo “propedeutico” rispetto al Patto per il Lavoro».

Prosegue Tridico, analizzando gli effetti sul mondo del lavoro: «Infine, oltre a “rinforzare” il Rei in lungo e in largo, si è aggiunto un altro fondamentale pilastro, che potremmo definire “lavorista”, di riattivazione verso il mercato del lavoro, seguendo alla lettera l’art. 14 del Pilastro Sociale dell’Ue citato sopra, e costruendo un reddito minimo che possa garantire una vita dignitosa combinato con incentivi alla integrazione nel mercato del lavoro. Anche in questo caso, la critica al pilastro “lavorista” è priva di fondamento. I centri per l’impiego (Cpi) non sono pronti, si dice, le politiche attive sono inesistenti o quasi, e via discorrendo. Vero. Ma proprio per questo è giusto partire al più presto possibile, e questa è una occasione d’oro. Del resto la finalità di contrasto alla povertà e sostegno al reddito rimane soddisfatta anche durante la costruzione e il potenziamento dei Cpi, da cui quella finalità è indipendente, e con cui la riforma dei Cpi non è in conflitto». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

REDDITO DI CITTADINANZA 2019, DI MAIO SCRIVE AL SUD

Sergio Mattarella ha firmato il decretone, via libera a Quota 100 e reddito di cittadinanza. Grande soddisfazione nel Movimento 5 Stelle per l’ok al provvedimento bandiera, con il governo che ha annunciato testo e requisiti, spiegando inoltre che l’assunzione dei navigator avverrà tra marzo e aprile. Non sono mancate le polemiche, con Giorgia Meloni in prima linea, ma Luigi Di Maio guarda al futuro con fiducia. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha scritto una lettera destinata ai quotidiani del Sud Italia ed ha spiegato: «Il Reddito di Cittadinanza serve per far incontrare domanda e offerta di lavoro e serve per incoraggiare gli imprenditori ad assumere. Il meccanismo che abbiamo trovato è semplice. Il Reddito di Cittadinanza prevede che le aziende che offrono un lavoro ai cittadini che ne possono beneficiare, abbiano diritto ad un incentivo che va da un minimo di cinque fino ad un massimo di 18 mesi dell’assegno previsto per quelle persone. Nel caso di uno che prima non aveva reddito, un importo pari a 780 euro».

DI MAIO: “L’INIZIO DI UN PERCORSO NUOVO PER IL MEZZOGIORNO”

Dopo aver garantito il rispetto dei tempi, Di Maio ha spiegato che il RdC andrà anche alle imprese: «Per le imprese che già accedono alla decontribuzione dagli oneri Inps subentrerà anche il credito di imposta per la parte residua di beneficio maturata dal neo assunto. Morale della favola: un imprenditore del Sud che assumerà un percettore di Reddito di Cittadinanza ad aprile 2019, pagherà zero euro di tasse su quel lavoratore fino a ottobre 2020. In pratica ogni assunto al sud porta in dote all’azienda da un minimo di 18.000 euro fino a 30.000 euro». Un provvedimento che ha l’obiettivo di far ripartire l’Italia e, soprattutto, il suo Mezzogiorno: «Questo è un segno concreto – conclude Di Maio – l’inizio di un percorso nuovo per il Sud del Paese».

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