Taglio stipendi parlamentari: Salvini, “è sacrosanto”/ Indennità dimezzata al 50%: i dettagli della legge M5s

Taglio stipendi dei Parlamentari: la proposta di Legge M5s e l’assenso di Salvini, “è sacrosanto”. I dettagli dei tagli: indennità mensile al -50%

06.01.2019 - Niccolò Magnani
La Camera dei Deputati
Parlamento, la Camera dei Deputati (LaPresse, 2019)

Nel “mare magnum” dei dissidi-distanze in seno al Governo Lega-M5s, il Ministro Matteo Salvini è certamente il politico che più di tutti segna il buono e cattivo tempo della maggioranza anomala gialloverde: capita così che se vuole lanciare un messaggio agli alleati-rivali non si fa certo problemi, neanche quando vuole riconoscere la bontà di un provvedimento di pura marca grillina come il taglio degli stipendi per i parlamentari. Succede così che a pochi giorni dal messaggio di Capodanno di Di Maio e Di Battista nel quale rilanciavano la battaglia sul taglio degli sprechi (essendo in forte difficoltà elettorale con la propria base grillina ndr) – a cui Salvini assieme al board Lega aveva replicato «ci sono altre priorità» – ora il cambio di passo è evidente: «il taglio degli stipendi dei parlamentari? E’ sacrosanto». Un messaggio distensivo che nel pieno del caso Sea Watch, ove si stanno ampliando e non poco le distanze con Di Maio, rimette di nuovo Salvini come baricentro-asse centrale del Governo gialloverde: di contro, affonda un colpo non da nulla in merito all’altra proposta presentata dal M5s, ovvero il referendum propositivo (il primo tassello della riforma costituzionale voluta dai grillini) «Coinvolgere i cittadini è fondamentale, però un minimo di quorum bisogna metterlo altrimenti qui si alzano in dieci la mattina e decidono cosa fare».

QUANTO GUADAGNANO I PARLAMENTARI? LE STIME SUI TAGLI

«Non ci fermiamo, non possiamo fermarci. Avanti con il taglio dell’ennesimo privilegio», aveva scritto giusto stamattina il capogruppo M5s alla Camera, Francesco D’Uva. Insomma, la proposta arriverà nei prossimi giorni in Parlamento e per Salvini, al momento, non ci sono ostacoli da frapporre (come invece aveva fatto intendere il fidato leghista e Presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Claudio Borghi). Ma quanto guadagnano effettivamente i Parlamentari? Non è una domanda “assurda” ma è esattamente quanto i tecnici impegnati da anni nel taglio degli sprechi della politica tentano di capire come “approcciare” un tema assai delicato visto che raramente un Parlamento vota l’auto-taglio del proprio stesso emolumento. Ad oggi un deputato o un senatore guadagnano come stipendio (chiama indennità mensile, ndr) 10.435 euro lordi (per un netto fisso di oltre 5mila euro): ebbene, la proposta della legge M5s (di cui ancora manca il testo) riguarda il taglio del 50% secco di questa indennità. Non solo, è previsto che ai membri del Parlamento non sia più riconosciuta come invece avveniva fino ad oggi alcuna «indennità aggiuntiva, emolumento o rimborso di spese, per lo svolgimento di altri incarichi interni alla Camera di appartenenza», riporta il Sole 24 ore. Da ultimo, i grillini paiono intenzionati a taglia la diaria mensile per la permanenza dei parlamentari della Capitale (3503 euro attuali): la proposta di legge prevede una voce unica per il rimborso delle spese di soggiorno, di viaggio e di alloggio a Roma, con un limite massimo di 3.500 euro.



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