RISULTATI ELEZIONI ABRUZZO/ Lega e FI battono il Pd, flop M5S

L’Abruzzo al voto ringrazia Berlusconi per l’Aquila e applaude Salvini. Legnini nasconde il Pd dietro 7 liste. Arriva la delusione per M5s?

10.02.2019 - Dino Iamasvili
Matteo Salvini e Giorgia Meloni (LaPresse)

Oggi si vota per le elezioni Regionali dell’Abruzzo e già stasera avremo i risultati. Silvio Berlusconi è tornato in Abruzzo a distanza di 10 anni dall’ultima volta e ha ritrovato quel calore e quell’affetto che gli aquilani gli manifestano volentieri per aver dato loro un tetto a pochi mesi dal tragico terremoto del 2009. È tornato, questa volta, per sostenere la candidatura a presidente della Regione di Marco Marsilio. Oggi si vota in Abruzzo si elegge il nuovo presidente che andrà a sostituire Luciano D’Alfonso, nel frattempo diventato senatore e scomparso dalla scena regionale. Un’intera campagna elettorale, per il centrosinistra, in cui Giovanni Legnini, ex presidente del Consiglio superiore della magistratura, lo ha tenuto nascosto, ha evitato di portarlo accanto a sé. La preoccupazione era che d’Alfonso si tramutasse in un boomerang. Per Legnini sicuramente un lavoro difficile di ricucitura con un elettorato a cui non è piaciuta la gestione politica degli ultimi cinque anni in Regione.

Marsilio appare quindi il favorito, toccherà forse a lui e rimettere in piedi una Regione che in questi cinque anni ha vissuto un altro duro terremoto, che vede tantissimi abruzzesi sfollati fuori casa ma che non vede una politica indirizzata alla ricostruzione. Un Abruzzo che viaggia a due velocità, con le aree interne bisognose di infrastrutture, di interventi, di attenzioni. Tra Marsilio e Legnini ci prova la pentastellata Sara Marcozzi. Già consigliera regionale, cerca di essere terzo incomodo anche se i 5 Stelle non sembrano godere i favori della popolazione abruzzese, forse anche a causa di candidati poco conosciuti, politicamente inesperti. Non basterà quindi il simbolo per fare da traino per la conquista della Regione.

Il centrosinistra si presenta alle elezioni in Abruzzo con 7 liste civiche oltre a quella del Pd, messa in secondo piano per evitare che possa rivelarsi controproducente. Legnini finge di essere un nuovo laboratorio politico per l’Abruzzo e per l’Italia intera, lo fa perché ha paura che il suo stesso partito possa essere di ostacolo. Marsilio porta con sé un’esperienza parlamentare ed è pronto a lasciare la poltrona di senatore per cercare di risollevare l’Abruzzo e dare dignità e lavoro agli abruzzesi, senza che debbano cercare fortuna altrove.

Per la verità c’è un quarto candidato a queste elezioni regionali dell’Abruzzo, l’esponente di Casapound, Stefano Flajani, che però difficilmente riuscirà a conquistare il quorum per essere eletto consigliere. Giorni intensi di campagna elettorale dove il presidente reggente Giovanni Lolli ha cercato, pur non ricandidandosi, di sostenere Legnini anche se lui stesso ha ammesso che in questi cinque anni di governo il centrosinistra poteva fare di più che gli elettori troveranno difficoltà nel sostenere questo progetto che è colorato di nuovo ma che ha tutti gli ex assessori della giunta d’Alfonso desiderosi di rimanere attaccati alla poltrona.

Da oggi l’Abruzzo con queste elezioni regionali potrebbe voltare pagina, e per fare questo Matteo Salvini e Giorgia Meloni, oltre a Berlusconi, sono venuti decine di volte a parlare con gli abruzzesi, hanno riempito le piazze, hanno chiesto consenso. La verità è che gli abruzzesi da domani si aspetteranno una sanità migliore, una ricostruzione veloce, nuove infrastrutture che siano di supporto a nuovi insediamenti produttivi e quindi a nuova occupazione.

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