Tav, analisi costi-benefici/ L’Ue vuole risposte: l’Italia rischia 5 anni senza fondi

- Davide Giancristofaro Alberti

Analisi costi-benefici Tav: l’Italia rischia di rimanere fuori dai progetti sovvenzionati dall’Ue per 5 anni

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Manifestazione pro Tav sabato a Torino (LaPresse)

Rischia di innescare un boomerang l’analisi costi-benefici sulla Tav commissionata dal ministero delle infrastrutture. Come riferisce IlSecoloXIX, l’Unione Europea non ha accolto benissimo (per dire un eufemismo), il documento di cui sopra, ed avrebbe quindi chiesto chiarimenti al governo italiano. La commissaria Violeta Bulc ha definito l’analisi “non necessaria”, e nell’incontro programmato per oggi gli uomini di Bruxelles chiederanno prima di tutto se il Belpaese vorrà proseguire l’opera, e soprattutto, quando verrà presa la decisione finale. A quel punto si apriranno due possibili scenari: il progetto andrà avanti, rivedendo però le scadenze con l’Ue, oppure, il progetto si stopperà e in quel caso scatteranno penali e altre rogne non di poco conto. L’Italia, nel dettaglio, rischia di essere esclusa per i prossimi 5 anni da tutti i programmi finanziati dall’Unione Europea, come si legge nel Grant Agreement a pagina 45: «In caso di seria violazione degli obblighi derivanti dal contratto potrebbero scattare sanzioni amministrative che consistono nell’esclusione da tutti i contratti e accordi di sovvenzione finanziati dal bilancio dell’Unione per un massimo di cinque anni dalla data di accertamento della violazione». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TAV, ANALISI COSTI-BENEFICI, LA LEGA “OPERA DA FARE”

La Tav Torino-Lione non va fatta secondo l’analisi costi-benefici, con la commissione guidata da Ponti che dà ragione al Movimento 5 Stelle. Gli altri partiti politici però, Lega in primis, la pensano diversamente. Carroccio sul piede di guerra, ecco le parole del governatore della Regione Veneto Luca Zaia a Affari Italiani «Io mi sono presentato con un programma nel 2015, che è stato ampiamente votato dalla maggioranza dei veneti, che vuole la Tav. Per cui do corso al mio programma». Forza Italia a sostegno dell’Alta Velocità, ecco il giudizio di Lorena Milanato: «Mettere in discussione la Tav è da folli. Solo il collegamento con l’Europa può fornire sviluppo, crescita ed evitare l’isolamento internazionale dell’Italia. Quella del Governo è una analisi truffa: compiuta da una commissione di parte, esplicitamente per No Tav!». Infine, il commento dell’azzurra Annagrazia Calabria: «Il M5s racconta bugie sul Tav. L’analisi truffa scritta da 5 amici dei grillini spaccia la riduzione delle accise e la diminuzione dell’inquinamento come un danno per il Paese. Suggeriamo agli amici leghisti un’analisi costi benefici sul Rdc invece… e come sempre, Sì Tav!». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

AUDIZIONE CAMERA: “ANALISI MANIPOLABILE”

Oggi era il giorno dell’audizione alla Camera, in Commissione Trasporti a Montecitorio, del professor Marco Ponti che ha guidato il gruppo di lavoro responsabile dell’attesa analisi costi-benefici in merito alla Tav. E il parere formulato dal gruppo di tecnici, a detta di Ponti, sarebbe assolutamente neutrale: “Ovviamente c’è il rischio che l’analisi sia manipolabile ad esempio sui parametri di ingresso ma altri metodi sono molto più manipolabili e infatti non sono stati usati ha ammesso Ponti che ha pure aggiunto che l’analisi si basa innanzitutto su dati oggettivi e non certamente su delle ideologie, rispondendo così indirettamente al Governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, che aveva parlato di poca trasparenza nella relazione finale. Inoltre Conti ha difeso anche la filosofia dell’analisi condotta dal suo gruppo di lavoro spiegando che “eticamente non è corretto non fare i conti prima di decidere, è un dovere politico per esigenze di trasparenza democratica”. (agg. di R. G. Flore)

CHIAMPARINO, “DOCUMENTO NON TRASPARENTE”

Continuano le polemiche sull’analisi costi-benefici della Tav, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino si scaglia contro la relazione della commissione guidata da Marco Ponti: «Un’analisi di quel genere non può essere mai oggettiva: i costi non sono ben calcolati, perché vengono messi nei costi i benefici ambientali. I benefici non sono oggettivi: se affido un alto valore allo spostamento delle merci che viaggiano su rotaia e non sui tir, mi dà un beneficio elevato. Ponti calcola i benefici sul lato italiano ma i costi anche sul lato francese, ma io non mi aspettavo di meglio. A una trasmissione di due mesi fa, Ponti aveva ammesso che se si voleva fare una analisi trasparente, sarebbe servita una gara e assegnarla a indipendenti. Questa non è indipendente: l’unico che non appartiene alla società di Ponti e a non aver mai fatto analisi sulla Tav, il professor Coppola, non ha firmato la relazione». Prosegue Chiamparino, intervenuto a L’aria che tira: «Fare un referendum su un accordo internazionale rischia di essere un modo per menare il can per l’aia: in Europa c’è chi aspetta i soldi della Tav per spostarli sui porti francesi». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

PONTI: “DOCUMENTO NON IDEOLOGICO”

Marco Guido Ponti, il professore a capo dell’analisi costi-benefici della Tav, ha parlato in audizione alla commissione trasporti della camera, proprio del documento suddetto, sostenendo che nel redigerlo non vi è stato “alcun atteggiamento ideologico”. Ponti ha sottolineato la totale neutralità del gruppo di lavoro: «E’ come quella di un medico che vede il quadro clinico di un paziente con radiografie e analisi e lo vede molto ammalato. Se il medico è coscienzioso, allora risponde che il paziente è molto ammalato». Secondo lo stesso professore a capo del team di “analisti”, non è vero che la Tav non abbia dei benefici, ma i costi sono senza dubbio superiori ai primi: «E’ sbagliato dire che il progetto è inutile. Nessun progetto è totalmente inutile. Ogni progetto ha dei benefici, qui ci sono per i passeggeri». L’analisi costi e benefici non sembra comunque aver convinto alcuni storici sostenitori del “Si Tav”, a cominciare dal ministro dell’interno, Matteo Salvini. «Leggerò le carte ma resto della mia idea. Continuo a essere convinto del Sì. Se è contato come un danno il fatto che la gente consuma meno benzina perché va in treno per me quello è un vantaggio. Ma una volta risolto il problema della Sardegna, risolviamo anche quello», le parole del leghista subito dopo la pubblicazione del documento. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TAV, ANALISI COSTI-BENEFICI: LA RIVOLTA DEI FRANCESI

Continua a far discutere l’analisi costi-benefici della Tav, pubblicata nella giornata di ieri sul ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Secondo il documento presentato, lo stato perderebbe fra i 5 e gli 8 miliardi di euro se venisse completata la Tav, ma il testo è stato ampiamente contestato da Parigi, che sta a sua volta costruendo il suo tratto di treno ad alta velocità. Secondo quanto specifica il Comitè Transalpine Lyon-Turin, la reazione dei costi-benefici italiana è “straordinariamente di parte”. Secondo gli stessi francesi, dall’analisi commissionata dal Mit vengono minimizzati i benefici ambientali: «Per sintetizzare – le parole del comitato francese – meno ci saranno mezzi pesanti e auto sulle Alpi, più il rapporto costi-benefici sarà negativo. Un ragionamento che pesa almeno quanto il CO2». Ovviamente tale analisi sulla Tav non ha fatto altro che inasprire i rapporti già non proprio idilliaci fra la Francia e l’Italia. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TAV, ANALISI COSTI-BENEFICI: IL TECNICO CHE NON L’HA FIRMATA

L’analisi costi-benefici della Tav è stata pubblicata nella giornata di ieri, come annunciato, sul sito del ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Il primo dato che salta all’occhio è l’evidente differenza fra benefici e costi, che comporterebbe una perdita di denaro pubblico compresa fra i 5 e gli 8 miliardi di euro. Ma a non tutti la relazione ha convinto, a cominciare da Pierluigi Coppola, docente a Tor Vergata, unico tecnico voluto dal ministro Toninelli che si è rifiutato di firmare la suddetta analisi, come riferisce Il Messaggero. «La mia firma non c’è – dice ai microfoni de Il Mattino non condivido l’analisi sul flusso dei traffici che la Commissione guidata da Ponti stima in flessione, non condivido i presupposti metodologici, non condivido che sia giusto non completare l’opera e che non vi siano benefici spostando il traffico dalla strada alla rotaia. Ed è per questo che non ho siglato la relazione finale sulla Tav».

ANALISI COSTI-BENEFICI TAV: IL TECNICO CHE NON L’HA FIRMATA

Secondo il ministero, Coppola non avrebbe avrebbe «partecipato, in specifico, alla stesura del dossier», ma in realtà, in base a quanto sottolinea il quotidiano partenopeo, il prof avrebbe avuto un ruolo attivo nella stesura dell’analisi, ma senza allinearsi agli altri cinque membri del team, tutti dichiaratamente “no Tav”, a cominciare dal presidente Ponti. Ma Coppola non si è limitato a non firmare il documento: sta altresì preparando una contro-analisi per provare a smontare pezzo per pezzo la tesi della commissione del Mit, un documento che verrà reso pubblico nei prossimi giorni e che farà senza dubbio clamore. Alla base della tesi del prof vi è la convinzione che la Tav possa sviluppare il commercio e aumentare il Pil, salvaguardando nel contempo l’ambiente e la sicurezza. Coppola era l’unico membro del team incaricato dal ministero, confermato dalla struttura voluta da Graziano Delrio, il predecessore di Toninelli.

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