IDEE/ A scuola di buona politica anche in Calabria

- La Redazione

Giorgio Vittadini ha tenuto a battesimo a Lamezia Terme uno dei 10 cicli formativi promossi dalla FpS e dalla Fondazione Italia Decide

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Palazzo Chigi (Lapresse)

Lamezia Terme – Uno start di base per “ricominciare”. Per preparare e qualificare l’impegno nell’agire politico. Per lavorare con gli strumenti giusti a creare un bene comune condiviso. Per conoscere, analizzare e approfondire, attraverso le tappe di un cammino di confronto, dialogo e impegno, orientamenti, punti di partenza e visioni diverse su un terreno aperto e laico.

La “Scuola di Formazione per il bene comune” che ha inaugurato in Calabria Giorgio Vittadini sabato scorso, 9 febbraio a Lamezia Terme, propone un percorso formativo di sguardo e respiro lunghi. Né master accelerato per candidati alle prossime elezioni, insomma, né scuola-quadri tipo Frattocchie o accademia per notabili rampanti.

Rappresenta un’occasione preziosa in Calabria, perché quella di Lamezia Terme è una delle 11 scuole che stanno avviando le loro attività in Italia (da Milano a Roma, da Torino, a Catania…) per iniziativa della Fondazione per la Sussidiarietà e della Fondazione Italia Decide, la prima presieduta dal professor Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle Opere, l’altra dal professor Luciano Violante, magistrato e già presidente della Camera dei deputati.

L’apertura della scuola calabrese è stata promossa dall’Associazione “Il Sud già e non ancora”, dal Movimento Futuro Plurale, dal Centro studi Aletheia e dall’Associazione amici del bene comune col sostegno istituzionale della Camera di commercio di Crotone e di Confcommercio Calabria-centrale.

L’iniziativa è rivolta soprattutto ai giovani e mira a rendere permanente lo spirito che anima da 40 anni il Meeting di Rimini per l’Amicizia tra i popoli ma anche a collocare, in un percorso formativo e di riflessione, una cittadinanza intesa come impegno a concorrere fattivamente al destino delle comunità di cui si fa parte.

La scelta di Lamezia Terme, caso-limite di città sfregiata dalle collusioni ndrangheta-politica (tre scioglimenti di consigli comunali nell’arco di 25 anni) non appare certo casuale. “Più che mai in una regione come la nostra – sottolinea Antonio Saladino, responsabile della Scuola in Calabria – l’attuale crisi della democrazia e della politica richiede una società civile in grado di sviluppare libertà di pensiero e capacità critica, ma soprattutto una passione per il bene comune fatta di assunzione di responsabilità e ricerca della verità. Se è l’intero Paese a richiederlo, il Sud e realtà come quella calabrese ne hanno bisogno in termini ancora più impellenti”.

“C’è un desiderio sempre più avvertito dei cittadini di ritornare ad essere protagonisti del loro futuro – spiega Saladino, responsabile del dipartimento Sud della Fondazione per la Sussidiarietà – preoccupati della situazione stagnante e confusa in cui versa la politica”.

La Scuola intende, così, valorizzare e raccogliere un’inespressa voglia di ripartire, di riprendere in mano destini individuali e comuni.

E’ stato, infatti, particolarmente condiviso uno dei passaggi cruciali del ragionamento svolto da Vittadini. “Occorre ricominciare a mettersi insieme – ha affermato il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà – come quando l’Italia, uscita da una guerra tragica, fu ricostruita, sviluppata con il contributo di persone di diverso orientamento ideologico”. “Il mondo era diviso nettamente in blocchi – ha ricordato Vittadini – eravamo in piena Guerra fredda, eppure una politica quantomai divisa condivise l’impegno a farci diventare una grande potenza industriale, un Paese che aveva un preciso ruolo nel mondo e nello stesso tempo onorava una forza che nasceva nella coscienza di ciascuno: il desiderio, la voglia di migliorare, di seguire un percorso di emancipazione personale e collettiva”.

I principali temi affrontati sono: “Democrazia, libertà e sussidiarietà”, “L’Italia nei contesti europei e mediterranei, tra integrazione e nuovi nazionalismi”, “La necessità di un’etica pubblica”. Le “lezioni”, che si svolgeranno con cadenza poco più che mensile (sette incontri tra febbraio e novembre) prevedono sia momenti teorici sia testimonianze dirette, con l’obiettivo di analizzare e condividere le migliori prassi relative alla partecipazione “dal basso” alla vita sociale e politica orientate al bene comune. La Scuola non solo metterà i partecipanti – soprattutto giovani – in contatto tra loro, ma anche con altre figure di primo piano (i prossimi appuntamenti vedranno avvicendarsi Mario Mauro, Aldo Brandirali, Paolo Maninchedda, Raffaele Perrelli, Luciano Violante) per riflettere politicamente sui grandi temi del nostro tempo.

Lo scopo principale è quello di creare maggiore consapevolezza sui processi politici e istituzionali in atto. Indispensabile per aiutare la formazione di una classe dirigente preparata e motivata, in grado davvero di “decidere perché conosce”.

(Gianfranco Manfredi)

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