SALVINI SULLA TAV: “NESSUN BLOCCO, SI FA”/ Berlusconi: “Si è corretto”

- Niccolò Magnani

Salvini, “La Tav si farà, spero riaprano a breve i cantieri. nessun blocco”. Scontro Lega-M5s, la replica di Toninelli. FI con il Carroccio, Berlusconi: “Si è corretto”

Salvini e la Tav
Matteo Salvini (LaPresse)

«Matteo Salvini si è corretto, la Tav si deve fare»: così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ai microfoni dei giornalisti in Sardegna, un elogio al passo indietro del ministro dell’Interno sulla Torino-Lione. Azzurri che spingono molto per l’Altà Velocità, ecco il commento del coordinatore di FI di Torino Davide Balena: «Visto che il Presidente Chiamparino continua ad agitarsi sul tema della Tav cercando di tirare in mezzo il centrodestra, vorrei dirgli di stare tranquillo perché il centrodestra era e continuerà ad essere a favore dell’alta velocità, se ne faccia una ragione il centrosinistra pensando alle proprie contraddizioni a cominciare dai loro sindaci dichiaratamente No Tav». Infine, il commento del deputato Roberto Rosso a proposito della mozione gialloverde: «Quanto espresso nella mozione non è altro che il copia incolla del contratto di governo e non lo si scopre di certo adesso, tuttavia non vorremmo che dietro al tentativo di risparmiare sulla Tav, si nasconda un progetto del M5s per accumulare un ritardo tale da comprometterne la realizzazione». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TAJANI: “PERDEREMMO 50 MILA POSTI DI LAVORO”

Matteo Salvini rilancia la Tav Torino-Lione, è nuovo scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle. Forza Italia si schiera al fianco del Carroccio, come testimoniato dal presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani: «Il blocco della Tav farà perdere all’Italia 300 milioni di fondi Ue già a giugno. Se poi il progetto fosse abbandonato perderemmo altri 500 milioni di fondi Ue, da sommare a quelli già ricevuti, alle opere eseguite, alle penali, alla spesa per la chiusura e messa in sicurezza dei tunnel. Andrebbero in fumo 4,2 miliardi. Perderemmo 50.000 posti di lavoro. Continuerebbero a circolare 4 milioni di camion, con conseguenti emissioni nocive. Resteremmo con una linea ferroviaria del 1860, e saremmo tagliati fuori dai grandi assi di comunicazione Ue, col declino di molti porti, a partire da quello di Genova», riporta Il Sole 24 Ore. Lo stesso Silvio Berlusconi ha commentato: «Abbiamo il 50% delle infrastrutture rispetto ad altre nazioni europee. Dobbiamo fare la Tav e non seguire i grillini che sono contrari ad ogni cantiere». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LA REPLICA DI TONINELLI

La risposta a tono al Ministro degli Interni non poteva che arrivare al titolare dei Trasporti, assieme a Di Maio il maggior opponente alla realizzazione della Tav Torino-Lione: in una intervista radiofonica a Radio 24, Danilo Toninelli attacca «L’Unione europea ha dato degli spiccioli all’Italia e alla Francia, perché stanzierà i soldi solo nel quadro connecting Europe facility quindi nell’accordo tra i paesi membri dal 2021 al 2027. Fino al 2020 sono state date pochissime centinaia di milioni. Si sta parlando di un’opera dove il solo buco nella montagna costa 11 miliardi. Si tratta di un’opera pensata trent’anni fa, che finirà tra 15 anni almeno, e i cui benefici si vedranno tra i 50 e i 70 anni». Mentre Salvini rilanciava sulla necessità di portare a termine l’opera, il suo sodale di Governo affermava la contraria “non priorità” di un’opera come quella tra l’Italia e la Francia; «In un paese che ha visto 43 morti a Genova e la strada statale E45chiusa da un magistrato – ha aggiunto il ministro M5s – come può la politica decidere di impiegare quasi tutti i soldi che ha a disposizione per il Tav? Non sto dicendo che l’opera non serve in termini assoluti, sto dicendo che non è al primo posto nell’ordine delle priorità».

SALVINI, “LA TAV VA FATTA”

«Non c’è alcun blocco della Tav, c’è solo una revisione del progetto con l’obiettivo di portare a termine il progetto», tuona a Mattino 5 il Ministro e vicepremier Matteo Salvini dopo la mozione sulla Torino-Lione votata e passata ieri in Parlamento con la quale Lega e M5s rimandano, di fatto, a dopo le Elezioni Europee la decisione in merito a Tav Sì/Tav No. Il leader della Lega, dopo le tante critiche piovute addosso proprio per quella mozione e per il sostanziale “sospetto” scambio tra voto Diciotti e Tav Torino-Lione, prova a rispondere in tv: «farò tutto il possibile perché la Tav si faccia, il progetto può essere rivisto e si possono risparmiare dei soldi, ma il treno inquina meno e costa meno delle auto» La stoccata, l’ennesima, ai M5s è chiara anche se per il momento la linea del dialogo – che sempre ha funzionato nel Governo gialloverde finora – rischia di saltare proprio su una Grande Opera che la Lega vuole e che il M5s invece non vuole concedere.

TAV, AZIENDE PIEMONTE PRONTO ALLO SCIOPERO

I cantieri intanto restano fermi e la Francia – come l’Ue, che mette a rischio i finanziamenti prossimi – sono in rotta di collisione: «erano già fermi i cantieri ma spero ripartano il prima possibile». Di Maio e Toninelli provano a tenere il punto e avanzano che alla fine un dialogo e un accordo arriveranno, ma per il Ministro degli Interni tutto ciò non basta. La Lega per non perdere fondi europei punta dritto affinché ci sia il via libera ai bandi di gara al momento congelati, con il timing che potrebbe arrivare nei prossimi 15 giorni: l’impressione è che Salvini miri ad una “Mini-Tav” con risparmio di soldi poi da reinvestire in altre infrastrutture, magari al centro-sud per dare il “contentino” al Movimento. Intanto però Salvini incassa l’ira del Piemonte, con Chiamparino che attacca «Le parole sono a zero, il Piemonte non accetterà di essere nell’angolo»: le stesse aziende piemontesi, con il presidente di Api Torino Corrado Alberto, ventilano uno sciopero a breve «un fermo delle attività produttive, d’accordo coi lavoratori, per dire che il sistema imprese e lavoro non cede il passo a chi vuole distruggere il nostro futuro» spiegano al Messaggero.

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