SONDAGGI/ Europa, Tav e Diciotti portano la Lega al 32%, M5s in caduta

- int. Carlo Buttaroni

Gli ultimi eventi nazionali hanno portato a una perdita percentuale del M5S e a un ennesimo guadagno della Lega, ecco il quadro

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LaPresse

Il governo esce da giorni difficili, che hanno quasi provocato una spaccatura rimediata, dicono alcuni, grazie a uno scambio di favori tra 5 Stelle e Lega: voi ci date l’immunità a Salvini, noi fermiamo la Tav. In realtà la situazione è molto più complessa e i problemi interni del governo, che scende di quasi un punto percentuale nel gradimento degli italiani, sono tutt’altro che superati. Ne abbiamo parlato con Carlo Buttaroni, presidente dell’istituto di sondaggi Tecnè.

Dopo le fibrillazioni per il voto sul caso Diciotti e l’intesa raggiunta per sospendere la Tav quali effetti si sono registrati su Lega e M5s?

Il caso Diciotti non ha creato significativi spostamenti se non una leggera flessione dei 5 Stelle. Sulla Tav dobbiamo ancora fare una analisi approfondita, ma sul caso Diciotti bisogna dire che quello era il sentimento dei 5 Stelle.

In che senso? Il referendum online di M5s ha mostrato una spaccatura a metà dei grillini.

Sì, però i leader si erano già espressi. Di Maio si era già speso a favore del no, l’effetto che si è visto nel voto online i 5 Stelle lo avevano già metabolizzato. La questione Tav va invece a incidere nell’immaginario dell’elettore della Lega. Teniamo conto che il 61% degli italiani ritiene che la Tav vada realizzata contro solo il 25% dei no.

Infatti, quello che notiamo dall’esterno su questo tema è un governo diviso in due.

Esattamente, anche se la mozione votata è un rallentamento per quanto riguarda le posizioni della Lega. La posizione di Salvini è stata molto netta. Non un cambio di posizione o un passo indietro, ma un rallentamento, questa è la percezione che ne ha la gente.

Quale consenso hanno oggi Lega e Movimento 5 Stelle?

I 5 stelle, come dicevamo prima a proposito del caso Diciotti, hanno perso un l’1-0,9%, scendendo al 23,2%. Il Carroccio anche se di poco invece continua a incassare consensi, uno 0,1% che li porta al 32%.

Ben sei punti percentuali di distacco. Berlusconi e Zingaretti?

Non abbiamo un sondaggio sui leader, ma possiamo dire che Forza Italia vede un calo dello 0,2%, dall’11,2 all’11%, mentre va segnalato l’incremento di Fratelli d’Italia che salgono dal 3,9 al 4,3%. Oggi il centrodestra con la Lega avrebbe il 49,8% dei consensi, contro il 37% che aveva ottenuto alle ultime politiche. Il Pd è in una nuova fase discendente, meno 0,4%, arrivando al 17,7.

Avete registrato variazioni di consenso tra aree geografiche, Nord e Sud?

La Lega attrae elettori che avevano votato 5 Stelle, è un dato di fatto. Entra nelle aree che prima guardavano a loro, le aree del disagio, della vulnerabilità. La Lega cresce moltissimo tra i disoccupati e i precari, un fenomeno che si osserva soprattutto al Nord, con un avvicinamento tra piccoli imprenditori e dipendenti che vivono gli stessi effetti della crisi economica.

Il governo sembra fermo, impelagato in problematiche interne. L’umore degli italiani nei suoi confronti sta cambiando?

Sicuramente il gradimento è diminuito, è sceso dello 0,8%, e al momento è al 56,2%, la percezione che c’è è che si sia entrati in una fase in cui si stanno gestendo equilibri interni. D’altra parte il governo ha fatto due provvedimenti molto forti come quota 100 e reddito di cittadinanza. E’ un governo impegnato a trovare la quadra all’interno anche per via della Tav. Nella fase precedente aveva introdotto elementi molto forti come il decreto sicurezza, le politiche migratorie, quota 100 e reddito di cittadinanza che hanno fatto ottenere consenso al governo. Adesso non ci sono provvedimenti forti per l’opinione pubblica, c’è invece l’incrocio con gli elementi della crisi economica.

Il governo continua a essere ottimista sulle prospettive dell’economia, ma gli italiani?

Gli italiani sono preoccupati, la maggioranza è molto preoccupata. Non dà delle responsabilità al governo. Una maggioranza relativa pari al 33% attribuisce la colpa alla congiuntura economica internazionale, un’altra quota del 24% dà la colpa ai governi precedenti e solo il 18% incolpa le politiche economiche dell’attuale governo.

Si avvicinano le elezioni europee, quali saranno i temi più dibattuti? L’immigrazione, la crisi economica o le nuove regole per la Ue che Salvini sbandiera molto?

Il tema della nuova Unione, le nuove regole non emozionano gli italiani. Quando uno va a fare la spesa non pensa all’Unione europea, pensa a cosa potrà mangiare. Il tema della crisi economica prenderà sempre più forza. C’è una crescita delle domande di disoccupazione, una crescita dovuta al reddito di cittadinanza. Più persone sono tentate di iscriversi alle liste di disoccupazione come requisito per accedere al reddito di cittadinanza.  Ma in realtà siamo in una fase buia: l’export è sceso, la produzione industriale sta calando, tutte cose che fanno supporre che ci sarà un impatto nella vita quotidiana. Le elezioni europee saranno condizionate da tutto questo. Per dieci anni ci si è concentrati sul debito pubblico, ma il problema vero è il debito privato e la crisi di sovrapproduzione, tante merci che non vengono comprate. Questa è una crisi epocale, non passeggera.

Se si votasse oggi per le europee gli italiani sarebbero più sovranisti o più europeisti?

Lo diciamo da tempo, in Italia non è in discussione l’Europa, il tema è come ci si sta in Europa. Sia Lega che 5 Stelle hanno moderato il tiro, in Italia è anzi cresciuto il sentimento europeista, il punto è che giustamente non piacciono le politiche europee.

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