Elezioni Sardegna, voti definitivi/ Solinas al 47,8%, si dimette sindaco Pd a Sassari

- Davide Giancristofaro Alberti

Elezioni in Sardegna, trionfo Solinas Presidente con il Centrodestra al 47,8%: risultato negativo per il M5s, si dimette il sindaco Pd a Sassari. I voti definitivi

Christian Solinas con i leader del Centrodestra (Facebook)
Christian Solinas con i leader del Centrodestra (Facebook)

Poco dopo le ore 19 dalla Regione Sardegna, con un ritardo notevole, arriva il dato definitivo delle votazioni per le Elezioni Regionali: Christian Solinas (Centrodestra) 47,81% 363.946 voti, Massimo Zedda (Centrosinistra) 32,91% 250.560 voti, Francesco Desogus (Movimento 5 Stelle) 11,18% 85.046 voti, Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) 3,34%, 25.478, Mauro Pili (Sardi Liberi) 2,30% 17.568 voti, Andrea Murgia (Autodeterminatzione) 1,82% 13.907 voti, Vindice Lecis (Sinistra Sarda) 0,60% 4.275 voti. Le schede bianche sono state 6880, quelle nulle sono 810 e quelle con errori 15131: per quanto riguarda le liste, la “scoppola” per il M5s si fa ancora più pesante con il 9,72% dei voti. Centrodestra al 51,76%, Centrosinistra: 30,17%, Partito dei Sardi: 3,69%, Sardi Liberi: 2,14%. Sui singoli partiti invece, il Pd guida in Sardegna al 13,48%, Lega al 11,34%, Psd’Az: 9,89%, FI: 8,07%, Riformatori: 5,02%, FdI: 4,73%, Sardegna Venti20: 4,13%, LeU: 3,81%. «I dati ufficiali relativi alle elezioni regionali sono ora alla verifica degli uffici centrali circoscrizionali presso i tribunali», rilancia il portale della Regione Sardegna. Fa invece già discutere le dimissioni del sindaco di Sassari Nicola Sanna, candidato Pd bocciato domenica alle Elezioni Regionali e con il partito che aveva dato parere negativo alla sua ricandidatura «Avevo dato la mia disponibilità a contribuire alla competizione elettorale, ben conscio della chiara presa di posizione della maggioranza del Pd che si dichiarava indisponibile a proporre la mia ricandidatura a sindaco della città». (agg. di Niccolò Magnani)

QUI IL CONSIGLIO REGIONALE SARDEGNA: NOMI ELETTI E LISTE

M5S PERDE IL 33% DEI VOTI

Guardando i dati dei voti tra le Regionali 2014, le Politiche 2018 e le ultimissime Elezioni concluse con la vittoria schiacciante di Christian Solinas nella Regione Sardegna si può assistere al decollo e caduta di un partito in praticamente neanche un anno. Il Movimento 5 Stelle non aveva partecipato alle Regionali di 5 anni fa perché Beppe Grillo non aveva acconsentito a concedere il simbolo del M5s e perciò in Sardegna ha fatto il suo “esordio” lo scorso 4 marzo 2018 facendo il botto: 42,49% per la lista e trionfo assoluto di Di Maio e Di Battista in terra sarda. Forse proprio perché forte di questo risultato, l’impegno per conquistare l’elettorato non è stato il medesimo di 12 mesi prima e – complice anche la tipologia diversa di voto, le Regionali hanno temi e aspirazioni ben diverse dalle Politiche – i grillini si sono svegliati cadendo di schianto dal “sogno”. In 11 mesi hanno perso il 33% dei voti e consensi, arrivando ad un basso 9,74% a queste Elezioni Regionali, sotto la Lega (11,54%, cresciuta di 2 punti percentuali) e il Partito Democratico (13,52%, perso un punto rispetto al 2018). Con questo M5s ridimensionato secondo Giorgia Meloni ora anche il Governo nazionale sarebbe più vicino alla crisi: per ora il triunvirato a Palazzo Chigi tiene botta ma oggi pomeriggio andrà in scena un mini-vertice dove probabilmente verranno rimessi in discussioni alcuni equilibri e dinamiche di forza all’interno del Governo. (agg. di Niccolò Magnani)

IL TONFO DEL M5S

Le elezioni regionali in Sardegna sono state vinte a mani basse dalla coalizione del Centrodestra. A trionfare è stato infatti Christian Solinas, supportato dalla Lega di Salvini, da Forza Italia di Berlusconi e da Fratelli d’Italia della Meloni. Battuto di larga misura lo sfidante del Partito Democrativo, Masso Zedda, già sindaco di Cagliari, ma è il Movimento 5 Stelle ad uscire con le ossa rotte da questa tornata elettorale. Così come accaduto dopo le regionali d’Abruzzo, anche sulla splendida isola sarda i grillini escono sconfitti, e soprattutto, nettamente ridimensionati rispetto alle elezioni nazionali di poco più di un anno fa. Il Movimento guidato da Luigi Di Maio è infatti passato in dodici mesi dal 42% del marzo 2018, al 10% di domenica scorsa. Una ferita aperta quella dei grillini, che ovviamente non può che far sorridere i loro sfidanti, a cominciare dalla Lega, alleata nel governo, arrivando fino a Forza Italia, con Berlusconi sempre più convinto che bisognerebbe tornare il prima possibile a far votare l’intero popolo italiano.

ELEZIONI IN SARDEGNA, VINCE IL CENTRODESTRA CON SOLINAS

Gli exit poll delle prime ore dopo la chiusura dei seggi davano Lega e Pd testa a testa, ma dopo gli spogli ufficiali, il divario è a poco a poco aumentato, fino ad arrivare al 52.4% del centrodestra, e al 33% del centrosinistra. Per quanto riguarda invece i singoli partiti, i Dem sono quelli che ottengono più voti (e anche questa è un’altra notizia), con il 13.5%, seguiti dalla Lega al 12%, e dal Movimento 5 Stelle al 10. Forza Italia e Fratelli d’Italia si spartiscono invece rispettivamente l’8 e il 4.9%. Salvini, subito dopo il grande successo, ha assicurato che il governo rimarrà in carica per cinque anni, ma è chiaro a tutti come a seguito di tale vittoria i suoi poteri siano ulteriormente aumentati, e Di Maio dovrà tenerne sicuramente conto. «Noi non mettiamo in discussione il governo, se altri hanno qualche problema, decideranno loro come risolverlo», ha ribadito il leghista Giorgietti, mentre il Gigi stellato prova a gettare acqua sul fuoco «Inutile il confronto con le politiche, per noi risultati sempre diversi a livello locale».

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