SONDAGGI POLITICI/ M5s ‘tiene’ alleanza Lega ma Di Maio perde il 35% dei voti

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, Lega Salvini al top con il 33,5%, M5s perde il 35% dei voti verso il Carroccio: elettori 5Stelle però tengono l’alleanza con il Carroccio

salvini di battista
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (LaPresse)

EMG ACQUA (21 FEBBRAIO), M5S TIENE ALLEANZA CON LA LEGA

Se agli elettori del M5s viene posta una domanda secca, all’interno degli ultimi sondaggi politici di Emg Acqua, sul tenere o meno l’alleanza con la Lega ancora oggi la risposta è comunque “sì”, nonostante al momento la situazione di consenso dei due movimenti è di fatto agli antipodi. «Lei pensa che il M5s stia concedendo troppo alla Lega di Matteo Salvini?», la domanda è secca e la replica è al 64% “no”, mentre solo il 35% ritiene problematica per il futuro del Movimento l’alleanza con il Carroccio. Altri sondaggi, raccontati oggi sul nostro quotidiano da Arnaldo Ferrari Nasi, direttore di AnalisiPolitica, spiegano però una realtà politica assai diversa dalla “lettura” di tanti elettori M5s: «Il 35%, cioè più di uno su tre – dice Ferrari Nasi -, è passato con Salvini. Tra chi ha deciso di mollare i pentastellati, gli under 35 rappresentano il 43%. Il 90% è laureato e il 60% vive nel Mezzogiorno». Le motivazioni date dal sondaggista sono altrettanto interessanti, «I grillini rappresentavano davvero i delusi, gli arrabbiati, i disperati di tutti gli schieramenti, il cui collante era la protesta, la necessità di provare qualcos’altro. Poi la protesta, dallo scorso giugno, quando sono arrivati al governo, è diventata proposta. E lì i pentastellati hanno cominciato ad avere problemi, vuoi per l’inesperienza, vuoi per l’oggettiva difficoltà di dover governare una delle maggiori economie del mondo: le cose occorre conoscerle e bisogna saper trattare con tutti gli interessi in gioco».

SWG (18 FEBBRAIO): LE INTENZIONI DI VOTO

Le intenzioni di voto dei sondaggi politici espressi da Swg sono antecedenti le Elezioni in Sardegna ma riflettono dell’andamento assai simile del voto abruzzese: Lega stravince, crisi M5s, Pd in crescita ma senza brillare. Due settimane dopo, il voto in Sardegna ha di fatto non solo confermato ma aumentano alcuni dettagli, su tutti la debacle del Movimento 5 Stelle sceso in soli 11 mesi dal 42% al 9% sull’interno territorio sardo. I sondaggi di Swg invece danno numeri più “confortanti” per il M5s che riprende su scala nazionale un 22,1% che lo proietta al secondo posto: resta sempre un calo drastico rispetto al 4 marzo scorso per cui Di Maio e i vertici M5s vengono ad oggi messi sotto processo dalla propria stessa base. Le Lega con Salvini è al top, sale al 33,5% dei consensi e finora non ha sbagliato un colpo in ogni elezioni post-Politiche 2018: dietro risale al rilento il Pd (18,6%) mentre Forza Italia non riesce ad andare oltre il 95 su scala nazionale. Chiude la classifica dei sondaggi Swg Fratelli d’Italia al 4,5%, +Europa al 2,9%, Potere al Popolo al 2,2% e Mdp-Si-ex Leu che non vanno oltre il 2,9%.

ANALISI (25 FEBBRAIO): CRISI M5S, GUADAGNA LA LEGA

Interessanti invece i sondaggi politici molto particolari messi a punti da Analisi Politica con una specifica domanda agli elettori M5s: «Ricorda quale partito ha votato alla Camera le scorse elezioni politiche del 4 marzo? E se domenica prossima ci fossero nuove elezioni, lei quale partito voterebbe?». Ebbene, su tre categorie di elettori intervistati diverse, si scopre come Di Maio abbia perso voti significativi al Sud e nelle Isole (e il voto in Sardegna è una evidente conferma) ma anche nelle categorie più istruite degli elettori: il 29% dei 18-35enni voterebbe ancora oggi il Movimento 5 Stelle ma ben il 43% si dice pentito di quel voto e non lo voterebbe più nelle prossime Politiche. Il dato si alza per la classe di istruzione medio-alta: il 90% ad oggi non li voterebbe più, mentre da ultimo interessante il dato sul Sud Italia e le Isole dove il 60% si dice “transfugo” dal M5s dopo il flop di questo primo anno di Governo. Tanti di questi voti sono poi andati a Salvini e alla Lega e non solo nelle Regionali sarde, ma anche in quelle abruzzesi e prima ancora in Friuli e Molise: l’inversione dei rapporti di forza interni al Governo sono evidenti, resta da capire se questo possa bastare per convocare una “crisi dell’esecutivo” e soprattutto chi avrebbe maggiori vantaggi da tale mossa.

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