+EUROPA E PD SEPARATI ALLE EUROPEE/ Salta lista unitaria, ira Calenda: “Grave errore”

Naufraga il progetto di lista unitaria “Siamo Europei di Carlo Calenda”: Zingaretti e Della Vedova d’accordo, “Pd e +Europa separati alle Europee”.

12.03.2019 - Dario D'Angelo
Carlo Calenda
Carlo Calenda (LaPresse, 2019)

Si scontra con l’intenzione di +Europa di andare da sole alle prossime elezioni la realizzazione della lista unitaria “Siamo Europei” di Carlo Calenda. Dall’incontro tra il neo-segretario Pd, Nicola Zingaretti, e Benedetto Della Vedova arriva una fumata nera sul progetto e l’affermazione del partito della Bonino di una volontà precisa, quella di correre con il proprio simbolo per “accogliere gli elettori che si rivolgono alla famiglia dell’Alde e vogliono mantenere un profilo distinto da quello dei Socialisti e Democratici”. Zingaretti non ci sta a passare come il sabotatore della lista unitaria voluta da Calenda:”Non ci sarà la lista unica ma due liste, entrambe aperte alla società, allargate alle forze migliori dell’associazionismo, della cultura”. Tutto ciò mentre i rispettivi staff precisano:”Questa riunione non la stiamo facendo per noi, la facciamo solo per Calenda”.

PD E +EUROPA DIVISI ALLE EUROPEE

L’obiettivo di +Europa, spiega Piercamillo Falasca, braccio destro di Della Vedova, è quello di presentarsi come “la casa dei macroniani italiani”. La speranza finora taciuta è quella che a guidare il partito come capolista sia proprio Carlo Calenda. L’ex ministro dello Sviluppo Economico, però, non sembra affatto intenzionato a lanciarsi alla guida di una forza che al momento è data stabilmente fra il 3 e il 4% e anzi proprio nei confronti di +Europa si è scagliato su Twitter. Queste le parole dell’ex titolare del Mise:”+Europa ha definitivamente chiuso all’ipotesi di fare una lista unitaria anche dopo l’offerta del Pd di piena e paritetica visibilità dei loghi sotto un ombrello comune. Il fronte unitario delle forze europeiste non ci sarà. È un grave errore. Peccato”. Per Calenda, spiega l’Huffington Post, la disponibilità del Pd a presentarsi capolista resta, ma in attesa di un possibile incontro con Zingaretti l’ex Ministro non sembra intenzionato a sciogliere la riserva e piuttosto pare deciso a verificare quanto il Pd sia disponibile ad aprirsi ad altri nomi provenienti dai firmatari del suo manifesto Siamo Europei.



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