Europee, Orban ‘gela’ Salvini/ “Con la Lega? Restiamo nel Ppe, no piani B”

- Niccolò Magnani

Orban gela la Lega di Salvini e rilancia “abbandonare il Ppe? No, non abbiamo piani-B, resto nei popolari”. L’attacco agli “utili idioti” pro-Pse

Salvini e Orban
Salvini e il Presidente d'Ungheria Viktor Orban (LaPresse, 2019)

Dopo giorni di profonde polemiche all’interno del Partito Popolare Europeo per le posizioni e l’alleanza con il Presidente dell’Ungheria Viktor Orban e dopo l’iniziativa nata proprio all’interno del movimento europeista per espellere il “sovranista” n.1 di Budapest dal Ppe, arriva la presa di posizione netta e dirimente del leader di Visegrad. «Non mi sono mai piaciute le persone che indossano cintura e bretelle allo stesso tempo. Bisogna avere una strategia. Siamo nel Ppe e ci restiamo, non ci sono piani B», ha spiegato Orban nell’intervista al domenicale “Welt am Sonntag” gelando in un sol colpo Marine Le Pen e soprattutto Matteo Salvini. La Lega sperava infatti in una sorta di “cooperazione” con la Lega e l’ex Front National verso le prossime Elezioni Europee, ma Orban chiude la saracinesca e lancia il parallelo avviso anche agli stessi vertici del Ppe che ritengono “imbarazzante” la convivenza con il leader e Presidente ungherese. «L’espulsione di Fidesz non è un’alternativa razionale – ribadisce Orban, riferendosi ovviamente all’iniziativa di alcuni europarlamentari del Ppe del Nord Europa, e anche alla campagna avviata contro il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (per le politiche migratorie dell’Ungheria).

ORBAN, “NESSUN PIANO B VERSO LE EUROPEE”

«Servirebbe soltanto gli interessi dei nostri oppositori. E’ per questo che oggi appare completamente non plausibile» continua Orban ai colleghi tedeschi, sottolineando come «Contro Fidesz è in corso una campagna, condotta da ‘utili idioti’, non tanto per indebolire il partito quanto per indebolire il Ppe». La “dottrina Orban” non piace a molti popolari conservatori “centristi” più favorevoli ad eventuali accordi con il Pse (sullo stile della “Grosse Koalition” tedesca) che ad allargare il cordone verso una destra più “sovranista” e dunque maggiormente incline all’alleanza con Lega e Le Pen dopo il voto di fine maggio. «Fu Helmut Kohl a invitarci nel Partito popolare europeo. Lo considerammo un onore allora e tale lo consideriamo ancora adesso. Il nostro obiettivo era di rafforzare il partito e lo stesso è vero oggi. Qui nell’Europa centrale siamo esperti delle politiche di potere della sinistra e la realtà dei fatti è che la sinistra ci attacca. Non lo fanno per indebolire noi, ma per indebolire il Ppe», ribadisce Orban accusando il “complotto” alla base degli attacchi contro di lui «in modo che i socialisti e la sinistra possano prendere il controllo dell’Europa. Dunque, questa battaglia non è sui principi, ma sul potere. Non tutti lo capiscono, ma se leggessimo la letteratura politica, potremmo vedere che sono quelli che Lenin definiva ‘utili idioti’. Mentre credono di combattere una battaglia spirituale, in realtà servono gli interessi di potere degli altri, dei nostri oppositori».



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