NICOLA ZINGARETTI, NUOVO SEGRETARIO PD/ Primarie, mandato forte da base dem

- Carmine Massimo Balsamo

Primarie Pd, Nicola Zingaretti candidato a nuovo segretario: il governatore della Regione Lazio in campo per rilanciare la Sinistra italiana.

Nicola Zingaretti (Facebook)
Nicola Zingaretti (Facebook)

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie del Pd ed è il nuovo segretario. Un’affermazione netta, quasi schiacciante, quella che il governatore del Lazio si avvia a realizzare, con quota 70% dei consensi che appare – mentre lo spoglio dei voti è ancora in corso – una soglia non così lontana dall’essere toccata. E sta forse in questo dato forse superiore alle stesse aspettative di Zingaretti, soprattutto in considerazione di una corsa a 3 che vedeva ai nastri di partenza esponenti conosciuti e apprezzati nel mondo dem come Maurizio Martina e Roberto Giachetti, il messaggio che la “base” Pd ha voluto lanciare presentandosi in massa alle urne (si parla di un milione e 700mila elettori). Un mandato forte, per consentire a Zingaretti di non essere vittima dei giochi di corrente, per avere l’autonomia necessaria ad assumere la guida politica del partito senza correre il rischio che alla fine si concretizzasse una “segreteria di minoranza”. Dopo anni di divisioni e lacerazioni interne Nicola Zingaretti sarà in grado di unire il Pd? (agg. di Dario D’Angelo)

NICOLA ZINGARETTI, “CON ME SEGRETERIA UNITARIA”

Nicola Zingaretti, già governatore della Regione Lazio, sfida Maurizio Martina e Roberto Giachetti alle primarie per la segreteria del Partito Democratico. Presidente della provincia di Roma dal 2008 al 2012, l’esponente dem si è messo in gioco per guidare il Pd reduce dalla batosta delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 e nel corso della campagna elettorale ha più volte auspicato una segreteria unitaria. Anche nel corso del confronto con Martina e Giachetti a Sky TG 24, Zingaretti ha chiesto unità di intenti per rilanciare la Sinistra. Tra i principali avversari del governo Lega-M5s, il governatore della Regione Lazio ha sottolineato che «il Pd ha sottovalutato le conseguenze della diseguaglianza sociale. Se il populismo rappresenta la rabbia, noi vogliamo risolvere i problemi che la determinano». E, ai microfoni di Chi, ha spiegato che la prima cosa che farà qualora venisse eletto segretario è «chiamare tutti e comincerò a ricostruire l’Italia. Le priorità? Lavoro, scuola e ambiente».

NICOLA ZINGARETTI, “DOBBIAMO COSTRUIRE UN NUOVO RADICAMENTO”

Nicola Zingaretti, fratello dell’attore Luca, ai microfoni di Quotidiano.net ha parlato della possibile apertura a Mdp di Bersani e Speranza: «Il problema del Pd e del centrosinistra è ricostruire un radicamento sociale tra le persone sulla base di un lavoro e di battaglie politiche che probabilmente i cittadini non hanno più avvertito. Basta con l’idea di ricostruzione della politica come le figurine Panini, la politica non è solo questo. Io non credo che il tema sia quello di ricomporre un album delle figurine di una storia, il tema casomai è non rimanere prigionieri del presente e costruire un nuovo radicamento. Gli stessi leader di LeU dicono che non hanno alcuna intenzione di rientrare nel Pd e quindi è un problema che si inventa chi sta correndo contro di me al congresso». A proposito dell’affluenza, invece, si dice «fiducioso. Faccio un appello: aiutatemi a cambiare il Pd perché se cambia è l’unica forza intorno alla quale si può ricostruire un’alternativa all’attuale degrado. Se saremo in tanti ai gazebo non solo sceglieremo il segretario del Pd, ma daremo un segnale di riscossa democratica».

“PD NON SIA PARTITO DELLA BORIA”

Un partito aperto, l’indirizzo di ZIngaretti: «Nel mio Pd c’è spazio per tutti, ma deve essere chiaro che se ci riproponiamo come il partito borioso che pensa di aver non sbagliato nulla chiudiamo le porte a una funzione possibile che la storia ci sta riconsegnando. Quale funzione? La vera novità di queste ultime settimane è la mole di elettori che si sentono traditi dal governo. Di Maio, con la sua subalternità totale a Salvini, sta provocando grande inquietudine nell’elettorato 5S. Più in generale in otto mesi di governo stanno bruciando la fiducia nel sistema Paese e l’economia cammina quando c’è fiducia». Il Pd non sia il partito della boria, aggiunge Zingaretti nell’intervista rilasciata a Stefano Cappellini, parlando anche del possibile di Matteo Renzi in caso di sua vittoria: «Lo ha sempre negato e mi auguro di no. So che voglio un partito aperto, unitario che faccia contare di più le persone, non i capibastone, e che offra luoghi e sedi nelle quali possano confrontarsi anche le pulsioni più critiche. Io non voglio abiure ma faccio appello a chi vuole cambiare: succederà solo se venite a votare il 3 marzo. Non sono più le primarie del Pd. Saranno le primarie per l’Italia».

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