PRIMARIE PD, VINCE ZINGARETTI/ “Delusi stanno tornando”: oltre 1,8 milioni al voto

- Niccolò Magnani

Primarie del Pd, vince Nicola Zingaretti nuovo segretario. “I delusi stanno ritornando”. Affluenza supera 1,8 milioni

Primarie Pd, i tre candidati
Primarie Pd: i tre candidati Martina, Zingaretti, Giachetti (LaPresse, 2019)

Un’affluenza di oltre 1,8 milioni (più del 2017 quando fu eletto Renzi) ha portato alla vittoria di Nicola Zingaretti alle Primarie Pd con il 70% dei voti. “Il nuovo Pd dovrà essere fatto di unità e cambiamento. Vorrà dire guardare le persone non dal dirigibile, ma da vicino nella loro vita concreta. Basta con le figurine, le incomprensioni, io sto con quello tu con l’altro, la politica non ha senso se si distanzia dalla condizione umana degli individui”, ha commentato il neo segretario, annunciando al tempo stesso che non sarà mai capo, bensì “leader di una comunità”. Dopo il risultato registrato può dirsi più che orgoglioso all’idea che “i delusi stanno tornando”. Una sorta di rivincita, dunque, con l’obiettivo di dare vita ad un nuovo Pd che che abbia alla base principi come unità e cambiamento. I primi a congratularsi della vittoria di Zingaretti, spiega Il Messaggero, sono stati proprio i suoi avversari. Da Bobo Giachetti che su Twitter aveva scritto “Auguri a Zingaretti, è il nuovo segretario, altro che partito morto” passando per Martina “Auguri a Nicola, è una giornata bella per tutti”, fino allo stesso Renzi che nel congratularsi spera “che ora non cominci il fuoco amico come è stato fatto con me”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“VICINO AL 70%”

Nicola Zingaretti è il nuovo segretario del Pd: ormai non ci sono dubbi, è lui il vincitore delle Primarie. Un’affermazione importante quella del governatore del Lazio, che secondo le proiezioni mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede si avvia a toccare il 70% dei consensi. Come riportato da La Repubblica, secondo una stima parziale dei voti, ben distanti si sarebbero posizionati gli altri due contendenti alla segreteria, Maurizio Martina e Roberto Giachetti: il primo sarebbe intorno al 22% dei voti, mentre l’altro intorno al 12%, poco meglio dell’11% ottenuto nel voto dei circoli. Tra le prime reazioni ad una vittoria di Zingaretti che è ormai nei fatti quella di Matteo Renzi, che al suo successore (se si annulla l’esperienza del “reggente” Martina) ha riservato questo messaggio su Twitter:”Quella di Nicola Zingaretti è una vittoria bella e netta. Adesso basta col fuoco amico: gli avversari politici non sono in casa ma al Governo. Al segretario Zingaretti un grande in bocca al lupo. A Maurizio, Bobo e a tutti i volontari grazie. Viva la democrazia”. (agg. di Dario D’angelo)

ZINGARETTI VERSO LA VITTORIA

«Aspettiamo i numeri dalla Commissione Congresso», ma i primi rumors danno il possibile numero di 1,5 milioni di persone superate alle Primarie del Pd chiusesi alle ore 20: l’alta affluenza, che potrebbe sfiorare alla fine quella delle ultime primarie – 1,8 milioni -, si ragiona al Comitato Zingaretti, è un segnale inaspettato di «un partito vivo e di una partecipazione ben oltre i confini del Pd». Nicola Zingaretti si presenterà al Comitato attorno alle ore 22 quando più o meno potrebbero già essere noti i primi risultati pseudo-ufficiali sul prossimo Segretario del Partito Democratico. Come scrive Sky Tg24, «Non arriveranno a Roma prima delle 2 di notte i risultati delle primarie di Napoli e provincia. In molti seggi, infatti – si apprende da fonti locali del Pd – lo spoglio finale potrebbe andare a rilento perché i presidenti manderanno il loro verbale completo solo alla fine del match tra Napoli e Juventus che comincia alle 20.30». Secondo invece dati sparsi in arrivo al Comitato Zingaretti e riportati da Marco Di Fonzo su Twitter, «il Governatore del Lazio è dato ovunque ampiamente sopra il 50%». Agli elettori che si erano messi in coda prima delle 20 – ricordano gli organizzatori – è garantito il voto anche ben dopo la chiusura dei seggi: nelle ultime ore era sorto anche una piccola polemica sulle Primarie dopo le parole “polemiche” del padre di Alessandro Di Battista, Vittorio, che su Facebook spiegava di aver votato tre volte (una a testa per Martina, Giachetti e Zingare). Qui spieghiamo per bene il “finto” caso mediatico.

I PRIMI RISULTATI DALL’ESTERO

Mentre gli organizzatori delle Primarie Pd fissano il dato dell’affluenza ben oltre un milione di votanti (tante code, diverse schede ristampate nei grandi centri e addirittura il Comitato Zingaretti che parla di “oltre un milione e mezzo di votanti”), giungono i primi risultati dall’estero per quanto riguarda i seggi nei circoli del Partito Democratico. Nicola Zingaretti avrebbe vinto nel collegio Australia con 156 voti (64,4%) su Maurizio Martina che ne colleziona 86 (35,5%); in Brasile invece vincerebbe Martina col 50,5% dei consensi, a Nicola Zingaretti il 46,9% e a Roberto Giachetti il 2,6%. Il fratello del “Commissario Montalbano” vince poi le Primarie Pd a Mosca ottenendo 27 voti contro i 3 di Roberto Giachetti e l’unico di Maurizio Martina. Intanto dal comitato del Governatore del Lazio filtra grande ottimismo: «Il trend dell’affluenza delle proiezioni porta l’affluenza sopra al milione e mezzo di partecipanti. Nelle grandi città, a partire da Roma, viene superata affluenza del 2017». Nel suo ultimo appello da candidato e probabilmente primo da proto-Segretario, Zingaretti fa sapere da Roma «Ci batteremo anche affinché l’Europa cambi. Perché questa Europa così come oggi si è definita non va bene. una cosa è cambiare l’Europa, altra cosa è picconarla e distruggerla. Magari per fare gli interessi dell’America di Trump o della Russia di Putin. Noi siamo italiani, siamo europei e vogliamo rilanciare questa grande sfida».

GLI APPELLI DI PRODI, GENTILONI E CALENDA

«Il voto espresso alle Primarie del Pd non è contro il governo, è un voto per il cambiamento. Attenzione però perché se si continua così, il Paese va proprio in serie C o D. Questa è la realtà che viviamo»: lo ha detto poco fa Romano Prodi arrivando nel suo seggio Pd a Bologna. Sono parecchie le code fuori dai seggi e gazebo delle grandi città (Milano, Torino, Roma) con i big dem che hanno già quasi tutti votato e invitando i propri elettori a partecipare al voto: «E’ il momento più alto della democrazia, perché le persone scelgono direttamente il proprio segretario», spiega lo scrutatore d’eccellenza Carlo Calenda, presente ai gazebo Pd in Piazza del Popolo, mentre Paolo Gentiloni dalla Stazione Termini spiega «Cosa mi aspetto dall’affluenza? Io penso che ieri a Milano sia stato un bel sabato, e possiamo avere oggi in tutta Italia una bella domenica‎. L’affluenza, per scaramanzia abbiamo detto questi giorni il ‘milione’, come il signor Bonaventura… adesso non diciamo niente. Diciamo che il fatto che ci siano gli iscritti e centinaia di migliaia di non iscritti, elettori e simpatizzanti che oggi partecipano alla scelta del segretario del Pd è una cosa unica nel panorama politico italiano e molto importante per la nostra democrazia». Sono state ristampate alcune schede nei centri principali perché andavano verso l’esaurimento, il che confermerebbe una buona affluenza al voto per gli elettori del centrosinistra: bisognerà però attendere ben più tardi delle ore 20 per capire i veri risultati e il possibile nuovo Segretario del Pd.

IL VOTO DI MATTEO RENZI

Proseguono le votazioni per le Primarie del Pd. Come da copione, i gazebo sono stati aperti alle ore 8:00 di stamane, e sono numerose le persone che hanno voluto esprimere la propria preferenza fra i tre candidati, leggasi Zingaretti, Martina e Giachetti, come testimoniato anche dalle foto scattate da Repubblica che mostrano code di elettori in diversi seggi d’Italia. Fra i Democratici che hanno fatto il proprio dovere anche l’ex segretario generale del partito, nonché ex presidente del consiglio, Matteo Renzi, che stamane, attorno alle ore 8:30, si è recato in Vespa presso il gazebo sito in piazza Tasso a Firenze, per esprimere la propria preferenza: «E’ tempo di festeggiare la festa della democrazia – le parole dell’ex premier ai microfoni dei giornalisti presenti – che oggi vede migliaia di volontari organizzare dei seggi. Finché c’è un partito che fa questo lavoro, che riesce a mobilitare meravigliose energie, credo che questo sia un fatto positivo. Mi piacerebbe che lo facessero anche gli altri». In vista dei suoi prossimi impegni Renzi sottolinea: «Il mio compito è dare una mano al Pd da iscritto e parlamentare e fare una grande battaglia educativa e culturale per non lasciare il Paese a questi che stanno inginocchiando l’economia e distruggendo i valori». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PRIMARIE PD, DIRETTA DEI RISULTATI: URNE APERTE

Tutto pronto per le primarie del Pd. Proprio in questi istanti si aprono i seggi, o meglio, i gazebo. In migliaia di piazze italiane, chi avrà compiuto almeno 16 anni di età e avrà con se un documento e due euro (a meno che non siate già iscritti regolarmente al partito), potrà apporre la propria preferenza su uno dei tre candidati per la segreteria del Partito Democratico, leggasi Zingaretti, Martina e Giachetti. I sondaggi danno il governatore della regione Lazio in forte vantaggio sul gruppo, seguito dall’ex ministro Martina, con Giachetti in fondo, ma nulla sarà da lasciare al caso. Si voterà fino alle ore 20:00 di questa sera, e i Dem sperano di attirare almeno un milione di elettori, sia per far valere ancora di più il risultato che scaturirà dalle urne, sia per una questione economica. Intanto, nella giornata di ieri, gli ultimi appelli dei tre candidati, a cominciare da Zingaretti: «Dobbiamo andare tutte e tutti a votare, è importante per il Pd ma soprattutto per costruire una alternativa credibile per il futuro dell’Italia». Martina parla invece di «primavera democratica», sottolineando la necessità di rimanere uniti e chiedendo: «un passo avanti di tutti, non passi indietro». Infine Giachetti che mette già le mani avanti: «Se perdo, rimango». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PRIMARIE PD 2019, I RISULTATI IN DIRETTA

7mila tra gazebo e seggi preposti alle Primarie Pd sono pronti ad aprire i battenti per la sfida verso il Congresso del Partito Democratico: un nuovo Segretario e la nuova Assemblea Nazionale dem, per questi motivi si vota oggi in tutta Italia dalle ore 8 alle ore 20. Dopo la doppia reggenza di Matteo Renzi, il partito da oggi è chiamato a cambiare “pagina” a prescindere: tre candidati come Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti che in tre modi diversi rappresentano la possibilità (e la speranza per gli elettori dem) di presentarsi poi alle Elezioni Europee per sfidare i per ora “imprendibili” nei sondaggi Lega e M5s. Campagna elettorale in chiaroscuro fino all’ultima settimana dove diversi confronti hanno posto al pubblico le tre ipotesi di conduzione diverse del futuro prossimo del Partito Democratico: la diretta del voto di oggi porterà a scoprire in serata (o al più tardi domani mattina) chi e con quali cifre avrà vinto la sfida delle Primarie. Ricordiamo che per poter essere eletto, ogni candidato dovrà avere ottenuto il 50 per cento più uno dei componenti dell’assemblea nazionale, attraverso il meccanismo delle liste collegate. La proclamazione a Segretario arriverà poi alla prima riunione dell’Assemblea Nazionale entro 15 giorni dalle Primarie ai gazebo (dovrebbe essere il 17 marzo prossimo), ma attenzione: se nessun candidato dovesse riuscire a raggiungere la maggioranza assoluta allora si andrà a ballottaggio tra i primi due più votati e saranno però i soli delegati nel corso dell’Assemblea Nazionale ad esprimere l’elezione diretta (tramite maggior numero di voti).

PRIMARIE PD, I TRE CANDIDATI SEGRETARIO E I SONDAGGI

Durante l’unico confronto in tv con tutti e tre i candidati Segretario presenti assieme (giovedì scorso a Sky Tg24, ndr), l’unico vero fattore veramente divisivo tra Martina, Giachetti e Zingaretti è stato il “vecchio fantasma” di Matteo Renzi, autentico assente “rumoroso” della campagna elettorale che lo vede per la prima volta escluso dopo la debacle del 4 marzo scorso alle Elezioni Politiche. «Ho con lui un ottimo rapporto, non l’ho mai votato ma l’ho sempre rispettato. Mi auguro che non ci manchi nell’ambito di un partito pluralista», spiega Nicola Zingaretti nella domanda posta sul rapporto tra Renzi e il Pd. Per l’ex reggente (che ricordiamo era il n.2 di Renzi alle ultime Primarie nel 2017) Maurizio Martina, «Io direi quanto manchiamo noi a Renzi, penso che anche lui viva la sfida fondamentale di costruire un’alternativa a questa destra. Non possiamo esaurire il nostro dibattito nel definirci renziani o antirenziani». Giachetti invece rappresenta ancora quella parte neo-renziana che intende non mettere il capitolo “fine” all’esperienza di Governo e di Pd del senatore fiorentina, «A me Renzi non manca perché ringraziando Iddio c’è. È l’arma di punta della nostra opposizione. Non mi manca perché io sono assolutamente leale». A parole hanno escluso tutti l’alleanza con i Cinque Stelle in un ipotetico nuovo Governo (qualora i gialloverde dovessero esplodere dopo il voto europeo) mentre hanno fissato il “prospetto” affinché si possa giudicare le Primarie Pd come un successo: Zingaretti ha indicato la cifra di un milione, mentre  Martina ha parlato di 2 milioni, «Noi siamo gli unici che portiamo le persone fisicamente a votare per scegliere la propria classe dirigente. Per le primarie farlocche di Salvini hanno votato 5mila persone, Di Maio è stato scelto con 37mila click. Mi auguro che vengano tante persone, lavoro per un numero alto» spiegava Zingaretti. Sul fronte sondaggi, i dati dell’Istituto Demopolis per La7 riportati dal Fatto Quotidiano danno il Governatore tra il 48 e il 60%; per Martina invece i sondaggi lo davano tra il 27 e il 39% mentre per il candidato “renziano” Giachetti, solo l’8-18% sarebbe pronto votare per lui.

CHI PUÒ VOTARE E COME SI VOTA

Dai gazebo in piazza fino ai seggi allestiti nei circoli Pd, per trovare il proprio seggio allestito per l’occasione delle Primarie basta utilizzare il portale https://www.pdprimarie2019.it: serve poi inserire il proprio comune e il numero della sezione elettorale indicata dalla propria tessera elettorale, cliccare il bottone “trova il tuo seggio” e così scoprire in automatico il seggio corrispondente dove recarsi a votare. Per scoprire come si vota è assai semplice: il voto si esprime tracciando un unico segno su una delle liste di candidati. Votando il candidato segretario si vota automaticamente anche la lista a lui collegata con i delegati che entreranno in Assemblea nazionale, composta da 1000 membri. Possono presentarsi ai 7mila gazebo e seggi per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale del Pd tutti gli elettori ed elettrici con minima soglia d’età 16 anni che al momento del voto sulla scheda tra Zingaretti, Martina e Giachetti «dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori». Per poter votare gli elettori dovranno versare un contributo minimo di 2 euro che non vale per gli iscritti al Pd in regola con la quota d’iscrizione: da ultimo, potranno votare alle Primarie anche gli extracomunitari in possesso di carta d’identità o del permesso di soggiorno.

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