Travaglio vs magistrati/ “Toghe sinistra contro Governo” ‘Fatto’ anti-giustizialista?

- Niccolò Magnani

Direttore Travaglio attacca i magistrati: “toghe di sinistra contro Governo”, il Fatto Quotidiano si scopre anti-giustizialista?

Marco Travaglio
Marco Travaglio, direttore Il Fatto Quotidiano (LaPresse, 2019)

Un editoriale a tutta pagina contro le toghe rosse che attacca il Governo, contro Magistratura Democratica (la corrente “di sinistra” dei magistrati italiani) definita «spocchiosa e radicale chic»: bene, ora voi penserete che ci stiamo riferendo ad un qualsivoglia editoriale dell’era Berlusconiana su uno dei giornali più vicini al Centrodestra (Libero o Il Giornale su tutti, of course) e invece se avete adocchiato il nostro titolo già intuite di chi stiamo parlando. In maniera del tutto sbalorditiva è Marco Travaglio ad aver scritto questa mattina un editoriale “al veleno” contro quella stessa Magistratura Democratica che così tante fortune ha fatto in passato, presente (e contateci, anche nel futuro) del quotidiano Il Fatto Quotidiano. Prima per attaccare Berlusconi e Craxi, ora per Salvini, domani chissà: Travaglio si è sempre servito dell’asse dei giudici di sinistra per le proprie battaglie politiche ed editoriali: ora però la “linea” cambia e tutto per provare a difendere la sponda “gialla” del Governo Lega-M5s.

“IL FATTO” ATTACCA I MAGISTRATI

«Se qualcuno vuole capire perché Salvini continua a fare incetta di elettori di destra, centro, sinistra e 5Stelle, ma anche perché i 200 mila che ieri hanno manifestato a Milano contro il razzismo non trovano rappresentanza politica, si faccia un giro nel mondo fatato del congresso di Magistratura democratica. Vi troverà tutti i migliori alleati del salvinismo trionfante»: ecco qui la chiave di lettura fornita dal direttore Travaglio su Il Fatto Quotidiano di stamattina. «I vizi e i tic che hanno dannato e continuano a dannare la sinistra italiana: spocchia, autoreferenzialità, ipocrisia, doppiopesismo, astrattezza, elitismo, negazione dei problemi, allergia a tutto ciò che viene dal popolo (bue), autocompiacimento di stare dalla parte dei buoni e dei giusti, compatimento per la plebe “giustizialista”, “populista” e “sovranista”», continua il n.1 dei giornalisti giustizialisti-manettari che con la consueta abile scrittura impallina le toghe rosse come neanche il miglior Vittorio Feltri. «Così gli elettori di destra penseranno che avesse ragione B., quando strillava alle “toghe rosse” e le accusava di guardare in una sola direzione. Mutatis mutandis, è la posizione di Ermini (presente alla convention di Magistratura Democratica) e degli astuti magistrati democratici che lo invitano a tuonare contro gli unni al governo», rilancia ancora il direttore Travaglio scoprendosi, per una volta, più anti-giustizialista che “incline” al giudice “rosso”. Questa nuova “pelle” anti-MD reggerà?



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