RIMBORSI TRUFFATI BANCHE, TRIA TIRA DRITTO/ Conte placa tensioni: “Stia sereno”

- Niccolò Magnani

Salta il decreto sui risparmiatori truffati dalle banche: Tria “bisogna pagarli ma secondo le regole”, replica Di Maio “no lodi o giudici”. Le parole di Conte e Salvini

Tria e Di Maio in Parlamento
Giovanni Tria e Luigi Di Maio (Lapresse)

Giuseppe Conte placa le tensioni al governo sul rimborso ai truffati delle banche. Il premier ha inviato un messaggio al ministro Tria e ha spiegato: «Il ministro Tria deve stare sereno. Posso assicurare che è stato un confronto sereno: tutti quanti avevano le idee chiare, abbiamo 1 miliardo e mezzo stanziato con sacrifici a favore dei risparmiatori truffati. Il problema è solo sbloccare questo denaro in un quadro regolatorio che ci impone qualche tutela. Ma nessuno è stato latore di un obiettivo di segno diverso. C’è stato un confronto tecnico: essendo presente e protagonista di questo dialogo, leggere sui giornali i retroscena mi fa sorridere, nulla di tutto questo». Così, come riporta Il Fatto Quotidiano, il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Di rinvio e rinvio ci sono troppi dossier rinviati per i miei gusti, a me piace affrontarle le cose: o è sì o è no, o è bianco o è nero. Bisogna fare bene e fare in fretta. Non ha capito Di Maio, Tria… in medio stat virtus. È già passato troppo tempo. Conte ha detto ‘faccio io’ e lo faccia, ha la mia fiducia. Conte si è fatto carico di incontrare i comitati, con cui io sono a contato tutti giorni, ripeto fare bene e fare in fretta…». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TRIA: “RIMBORSI A TRUFFATI BANCHE MA SECONDO REGOLE”

Il Decreto mancato, il giorno dopo la bufera: le prime reazioni oggi, dopo il CdM positivo a metà andato in scena ieri sera, non potrebbero che essere sul nodo dei rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. Manca il Decreto attuativo perché il Movimento 5 Stelle si è messo di traverso non accettando la proposta della norma avanzata dal Ministro Tria: la Lega era pronta ad approvarla così ma Di Maio e Fraccaro si sono opposti e a nulla è valsa la promessa-diplomazia di Conte che prima di entrare a Palazzo Chigi aveva detto «approveremo il Decreto truffati entro oggi». Così non è stato, come spiegano dal M5s «la settimana prossima sarà quella decisiva: poi dovremo prendere una decisione perché la pazienza è finita. Noi vogliamo che i risparmiatori ricevano risarcimenti diretti senza nessun arbitrato o contenzioso». È convocato per il 9 aprile un nuovo CdM per dirimere le posizioni per ora ancora all’opposto tra le forze di Governo: intervenendo alla riunione informale dell’Eurogruppo con gli altri colleghi Ministri delle Finanze, Tria ha spiegato poco fa «Vogliamo pagare tutti, quindi bisogna fare in modo che possano essere pagati nel più breve tempo possibile, ma ovviamente bisogna pagarli secondo le regole, perché altrimenti non sarebbe possibile».

BANCHE, DI MAIO: “NO MODIFICHE SENZA PARLARE CON I TRUFFATI”

Nel Governo, ammette Tria, ci sono diverse posizioni ma si sta cercando la norma più adatta che possa andar bene a Salvini e Di Maio: in merito al Def, sempre il titolare delle Finanze rilancia «arriverà la prossima settimana, e conterrà obiettivi di bilancio chiari e l’inquadramento economico». Sui risparmiatori truffati però il Movimento 5 Stelle ha mosso metà della sua campagna elettorale e non vuole rimanere con un pugno di mosche in mano dopo i fallimenti strategici di Tav, Tap, Trivelle e Xylella: per questo Di Maio ancora questa mattina dimostra tutto il suo fastidio per la norma “imposta” dal collega Tria «I truffati dalle banche li dobbiamo risarcire. Quelle persone vanne risarcite senza arbitrati, lodi o giudici, visto che già ne hanno passate abbastanza. No a modifiche senza accordo con le associazioni truffati». Sempre il leader M5s, dopo un breve incontro con i cronisti a Perugia, aggiunge «Sono contento che siamo arrivati alla conclusione che vanno risarciti tutti il prima possibile, aspettiamo la riunione di lunedì con le associazioni, ma la mia linea è molto chiara. Scontri con Tria? No, sintonia quando si aiutano gli italiani».



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