Alessandro Di Battista/ “Se governo cade mi ricandido, ma Di Maio resta leader M5s”

- Silvana Palazzo

Alessandro Di Battista pronto a tornare in politica: “Se governo cade mi ricandido”. Ma non sarà leader del M5s: “Di Maio resta capo politico”

Cinque stelle
Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio (Facebook)

Alessandro Di Battista è pronto a tornare in politica? L’ex deputato M5s potrebbe ricandidarsi se dopo le elezioni europee saltasse il governo con la Lega, ma non come leader, perché quel ruolo è ricoperto da Luigi Di Maio. Ne ha parlato ad “Accordi & Disaccordi”, sul canale Nove. «Se dopo le elezioni europee, dovesse saltare questo governo, mi ricandiderei», ha dichiarato Di Battista. L’ex deputato però ha precisato: «Io mi auguro con tutto il cuore che le prossime politiche ci siano tra quattro anni e lì ci sarei». Di Battista crede che la tenuta della maggioranza non sia a rischio, «anche perché questo governo, per merito dei 5 stelle, sta portando avanti cose interessanti, ma a settembre-ottobre mi ricandiderei». In ogni caso, il capo politico resta Di Maio. Di Battista ha garantito di non volersi sostituire all’attuale leader grillino: «No, questo no. C’è Luigi Di Maio che è capo politico».

ALESSANDRO DI BATTISTA “SE GOVERNO CADE MI RICANDIDO”

Alessandro Di Battista nel corso di “Accordi & Disaccordi”, sul canale Nove, ha smentito anche le ricostruzioni secondo cui potrebbe tornare in politica per candidarsi sindaco a Roma. «No, non è plausibile. Non sono all’altezza di essere il sindaco di Roma. Virginia Raggi è stata all’altezza sempre di più», ha chiarito l’ex deputato M5s. Ma si è espresso anche sul premier Giuseppe Conte e la sua decisione in merito al caso Siri: «A me non frega niente della conclusione di questa indagine, non è questo il punto per me e onestamente l’ha colto perfettamente il presidente Conte. Il punto non è questa inchiesta». Di Battista ha parlato anche dell’intercettazione, esprimendo la sua perplessità in merito al fatto che possa essere l’unica prova contro Siri, «perché magari non può essere una prova sufficiente». Ma il punto non è questo, e lo ha colto bene il premier: «Il sottosegretario Siri ha utilizzato il proprio potere per piazzare degli emendamenti che erano delle marcheth te nei confronti di Arata, cioè, ha utilizzato il suo incarico pubblico per un interesse personale».



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