Catiuscia Marini non si dimette/ Ira Zingaretti “grave errore, danni per Umbria e Pd”

- Dario D'Angelo

Malore per Catiuscia Marini dopo esser stata salvata dal Pd in Umbria: la governatrice ha votato contro le dimissioni. Ira Zingaretti “ha sbagliato, danni per tutti”

Catiuscia Marini
Catiuscia Marini, Presidente di Regione Umbria (LaPresse)

Non lo dà a vedere ma nell’intervista andata in onda oggi pomeriggio su Rai 3 a “In mezz’ora in più” il segretario del Pd Nicola Zingaretti è un’autentica furia: «Catiuscia ha sbagliato ieri, ha commesso un grave errore», l’opinione senza filtri detta dal Governatore del Lazio alla collega Lucia Annunziata. «Nel Pd che ho in mente, se qualcuno ha le domande dei concorsi, siamo noi a cacciarli prima che vengano scoperti dalla magistratura» ha rilanciato Zingaretti spiegando che la Presidente dell’Umbria in quota dem «ha sbagliato del tutto, perché non è accettabile che si torni indietro rispetto ad un atto politico commesso un mese fa, visto che Marini prima si è dimessa e ha votato, un mese dopo, contro le sue dimissioni: sta provocando un danno all’Umbria, che è paralizzata». (agg. di Niccolò Magnani)

M5S “SI SALVA LA POLTRONA”

Resta ancora in ospedale la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini dopo il malore occorso ieri sera: questa è la novità di mattinata nella regione scossa da mesi di processi mediatici e accuse trans-partitiche fino al caos di ieri con il voto che di fatto “salva” la Governatrice dalle sue stesse dimissioni. «Marini – in base a quanto già stabilito dai medici – dovrà rimanere a riposo assoluto per almeno cinque giorni. Il malore che l’ha colpita una volta tornata nella sua casa di Todi è stato legato – sempre secondo quanto si è appreso – allo stress», riporta l’Ansa che specifica come la situazione della Presidente in quota Pd sia sotto controllo. Saranno importanti le parole e il commento che farà il Segretario dem Nicola Zingaretti oggi atteso a Perugia e Folgino per incontri elettorali visto che proprio lui aveva “spinto” affinché la Marini si dimettesse dopo lo scandalo sanità che ha travolto l’Umbria. Nel frattempo ad attaccare il Pd intero ci pensa il Movimento 5 Stelle che tramite un post sulla pagina Facebook sottolinea «Si salvano ancora la poltrona. Il PD ha respinto le dimissioni della Governatrice Marini e la stessa Marini ha votato per salvarsi la poltrona. Mai come oggi, dopo questo episodio vergognoso, è fondamentale la nostra legge che mette fuori i raccomandati della politica dalla Sanità pubblica, legge a cui naturalmente il Partito Democratico ha votato contro!». (agg. di Niccolò Magnani)

MALORE PER CATIUSCIA MARINI

Una giornata di polemiche ed emozioni, di accuse e di confronti serrati: evidentemente troppo intensa per Catiuscia Marini, la governatrice della Regione Umbria che di ritorno dall’assemblea legislativa che ha respinto le dimissioni presentate pochi giorni fa (decisivo il suo stesso voto) ha accusato un malore ed è stata trasportata in ospedale. Come riportato da “Il Corriere dell’Umbria”, l’esponente del Pd è stata ricoverata all’ospedale di Pantalla dov’è stata immediatamente sottoposta ad accertamenti per un malore che è stato definito di “lieve” entità. La Marini, stando a quanto emerso finora, avrebbe iniziato a sentirsi male una volta fatto rientro nella sua abitazione in quel di Todi. Secondo quanto riferito da Il Messaggero la presidente si trova ancora in osservazione in ospedale. Le sue condizioni non sono comunque gravi. (agg. di Dario D’angelo)

CATIUSCIA MARINI SALVATA DAL PD UMBRO CON IL SUO  STESSO VOTO

Il Pd dell’Umbria ha respinto le dimissioni della governatrice Catiuscia Marini, che aveva annunciato un passo indietro dopo lo scoppio dello scandalo Sanità. E’ questa la notizia che sta già sollevando un polverone politico enorme in Regione Umbria ad una settimana dalle elezioni Europee. Decisivo per la permanenza della Marini sulla poltrona di governatrice è stato il suo stesso voto. Sono stati infatti undici i voti a favore della mozione di maggioranza in cui si chiedeva di far recedere la Marini dalle dimissioni, a quasi due mesi dalla notizia dell’inchiesta sulla Sanità che ha portato la governatrice Pd a finire sotto indagine da parte della Procura di Perugia per abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, dopo la richiesta di “responsabilità” formulata da Nicola Zingaretti, il Pd umbro ha iniziato a lavorare in senso opposto per far recedere la Marini dal proposito di dimissioni. Un incontro nei giorni scorsi tra una delegazione umbra e i vertici nazionali era stata l’occasione da parte del partito regionale di chiedere sostegno nel caso in cui si decidesse di non far cadere la giunta. Una nota del Nazareno aveva concesso alla Marini l’onore della armi sottolineando “i risultati e le conquiste dell’azione di governo del centro sinistra in questi anni” ma confermando la “necessità di voltare nel migliore dei modi e nella piena condivisione una pagina difficile”. L’esito dell’incontro era rimasto ambiguo, fino ad oggi, quando il Pd umbro ha conclamato la propria volontà di non lasciare la guida della Regione.

PD UMBRIA RESPINGE DIMISSIONI CATIUSCIA MARINI

Catiuscia Marini dal canto suo ha voluto motivare la decisione di votare a favore della mozione che le chiede di recedere dalle dimissioni che lei stessa aveva rassegnato pochi giorni fa:”Ovviamente il mio voto è un voto tecnico, come componente della maggioranza del Consiglio regionale e l’ho espresso intanto per consentirmi di partecipare ai lavori conclusivi di questa Aula, per esercitare in maniera autonoma la mia decisione come presidente della Regione”. Marini ha sottolineato che se si dovesse attenere al codice etico del Pd dovrebbe “attendere mesi di legislatura”. Poi ha aggiunto:”Anche in una situazione così difficile e delicata una presidente di Regione non può essere sottoposta ad alcun tipo di ricatto. Né da parte della società né da forze politiche, né da parte della propria comunità politica di appartenenza. Il presidente di Regione deve avere tutta l’autonomia e la serenità di fare una valutazione di natura esclusivamente politica. E non accetto il tentativo, fatto anche in quest’aula, di pensare che semplicemente risolvendo il tema del presidente della Regione si risolve il tema politico che la vicenda giudiziaria ha posto”.

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