SALVINI E L’EDITORE POLACCHI/ Video Iene “Frasi su Mussolini? Non mi piace censura”

- Silvana Palazzo

Francesco Polacchi, l’editore di Matteo Salvini: video a Le Iene di quando scese in piazza col bastone contro militanti di sinistra. E Filippo Roma va dal ministro dell’Interno

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Francesco Polacchi, editore di Salvini

Francesco Polacchi, che nel 2008 si scontrava in piazza a colpi di bastone con i militanti di sinistra, si è definito apertamente fascista. Ma Matteo Salvini non è preoccupato per le dichiarazioni del suo editore. Quando Filippo Roma de “Le Iene” è andatola lui per chiedergli della casa editrice Altaforte, e in particolare dell’editore, il leader della Lega ha precisato: «Non è il mio libro, io non ci guadagno un centesimo di euro». In merito a critiche e attacchi, invece, ha spiegato: «Io penso che alle idee si risponda con le idee, non sono d’accordo sulla censura. Quando si strappano e si censurano libri non è mai una buona idea». E quindi ha dichiarato di aver letto il Capitale di Marx e i diari di Ernesto Che Guevara quando era al liceo. Quando gli viene chiesta un’opinione sull’apologia di fascismo, Salvini ha replicato: «La cosa certa è che il fascismo non torna e il comunismo neanche, per fortuna, quindi non vedo grossi rischi di regime». Il fatto che il suo editore faccia parte di Casapound, formazione di estrema destra, non imbarazza Salvini. «In un festival del libro dovrebbero essere presenti tutti i generi di libri, poi se a uno non piace non lo legge. A me la censura non piace. Io ho fatto una intervista con Chiara Giannini, che poi ha pubblicato con chi ha ritenuto». Tornando a quelle dichiarazioni di Francesco Polacchi, Salvini ha ribadito: «È una sua idea, io non lo processerei, c’è anche gente che pensa che Stalin fosse una brava persona. Penso che dove c’è violenza non ci sono io: un regime che usa la violenza non è il mio modello». Clicca qui per il video di Filippo Roma da Salvini. (agg. di Silvana Palazzo)

FRANCESCO POLACCHI, L’EDITORE DI MATTEO SALVINI

Tengono ancora banco le polemiche su Francesco Polacchi, l’editore del libro-intervista di Matteo Salvini che è stato escluso dal Salone del libro di Torino per le dichiarazioni a favore del fascismo e di Benito Mussolini. «È stato il più grande statista del Novecento», aveva ribadito più volte. Per questo “Le Iene” ha provato a intercettarlo: l’inviato Filippo Roma è andato dall’allora leader del Blocco studentesco, cioè i giovani di Casapound. Gli ha chiesto di queste sue “nostalgiche simpatie” e poi è andato anche da Matteo Salvini per chiedergli cosa ne pensa dell’editore che ora è al centro delle polemiche. Intanto il programma di Italia 1 ha pubblicato un video esclusivo del 2008 in cui Francesco Polacchi si scontrava a colpi di bastone con militanti di sinistra. «Sono venuti in cinquecento dai centro sociali, e comunque noi non ce ne siamo andati, perché non ce ne andiamo!», urlò Polacchi alle telecamere nel bel mezzo dei tafferugli. Lui è ripreso nelle immagini con tanto di bastone.

FRANCESCO POLACCHI, QUANDO SCESE IN PIAZZA COL BASTONE

Era il 29 ottobre 2008: a Roma si stava svolgendo una manifestazione studentesca contro i tagli alla scuola decisi dal decreto Gelmini. Da un lato c’erano i collettivi studenteschi di sinistra, dall’altro gli studenti del blocco studentesco, l’organizzazione dei giovani di destra di Casapound. Questi ultimi però sono nettamente inferiori come numero. A guidarli, con le spranghe tricolore strette in mano, c’è proprio Francesco Polacchi. I due schieramenti si fronteggiarono per alcuni minuti, poi dai collettivi di sinistra partì la carica e il lancio di oggetti contundenti. Il gruppo guidato da Polacchi provò a reagire, quindi partì un corpo a copro a colpi di bastone e mazze da baseball. Alla fine la polizia riuscì a riportare l’ordine. Sul furgone vennero caricati anche molti militanti di estrema destra, che Polacchi provò a difendere: «Questo è l’odio politico! Noi oggi eravamo qui a protestare contro questa riforma e ci volevano tagliare fuori. Perché? Mi faccio mette’ io dentro, no loro! Non c’entrano niente, questi ragazzi stavano qua per caso, ve lo giuro». Clicca qui per il video che anticipa il servizio.

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