Crisi Governo, Salvini vs Di Maio su deficit 3%/ Giorgetti “difficile avanti così”

- Carmine Massimo Balsamo

Crisi Governo, lite Salvini-Di Maio sul deficit al 3% e in vincoli Ue: Giorgetti “difficile andare avanti così. Elezioni a settembre? Noi sempre pronti”

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Governo Lega-M5s: Salvini, Conte, Di Maio e Giorgetti (LaPresse, 2018)

È tutto un botta e risposta e contro risposta la crisi nel Governo che si allarga ogni giorno di più anche se nessuno – finora – ha realmente preso in considerazione l’ipotesi di rompere dopo il voto delle Europee, quantomeno fino all’uscita ieri del Sottosegretario Giorgetti. Oggi lo scontro sull’aumento dell’Iva tra Conte e il Viminale, e poi le nuove dichiarazioni di Salvini sul deficit al 3%, hanno di nuovo aggiunto benzina sul fuoco anche se in primis è stato il leader della Lega a confermare come non vi sia una maggioranza alternativa a quella attuale. «Con tutto il rispetto per lo spread, viene prima il lavoro, prima vengono gli italiani. E se per ridare il lavoro agli italiani bisogna ridiscutere vincoli europei che non funzionano è mio dovere farlo», scrive su Twitter pochi minuti fa il Ministro degli Interni, aggiungendo «ieri sera da Vespa ho ribadito che è non solo mio diritto, ma mio dovere superare i vincoli europei che stanno affamando le famiglie italiane. Prima vengono il diritto al lavoro, alla salute, al benessere degli italiani!». Intanto Conte prova a “spegnere” la polemica, «Il governo lavora in piena sintonia per realizzare progetti strategici, raggiungendo traguardi significativi per il rilancio del Sud»: basterà? (agg. di Niccolò Magnani)

SALVINI “NON ESISTE MAGGIORANZA ALTERNATIVA”

Matteo Salvini a tutto tondo in una lunga intervista al Corriere della Sera, con il ministro dell’Interno che commenta così sui leghisti che gli chiedono di mollare il M5s: «Rispondo che abbiamo troppo da fare. E che non esiste una maggioranza alternativa. Per dire: l’obiettivo non è quota 100, è quota 41: se hai lavorato per 41 anni, vai in pensione. E poi la riforma della giustizia, della scuola, l’autonomia, la riforma fiscale». Prosegue il vice premier, spiegando che è ancora possibile lavorare con questo esecutivo: «Io spero di sì. Guardi qui, sono i dati aggiornati a stamattina. I reati quest’anno sono diminuiti del 15%. Nel dettaglio: rapine -20%, furti -15%, estorsioni -16%, omicidi -12%, tentati omicidi -16%, violenze sessuali -32%. Ah, dimenticavo: sbarchi, -91%. Io mi auguro che tutti i ministri portino il mio stesso fatturato positivo. Perché, appunto, abbiamo troppo da fare per dare soddisfazione a chi vuole che il governo salti. Certo, basta con gli attacchi». E sottolinea: «Perché i 5 Stelle mi attaccano? Temo che abbiano influito i sondaggi e le Regionali. Noi abbiamo vinto dappertutto, ma quelle sono elezioni locali. Perché il governo sta lavorando e dunque i continui attacchi sono ingiustificati». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ELEZIONI ANTICIPATE A SETTEMBRE?

Se non si può parlare di crisi di governo, poco ci manca, e basta leggere le parole di Giorgetti per capirlo. Nelle ultime ore il sottosegretario alla presidenza del consiglio in quota Lega, è intervenuto sulla querelle a distanza fra i due ministri Salvini e Di Maio, che ieri se le sono dette di santa ragione, spiegando: «Se il livello di litigiosità resta questo dopo il 26 maggio è evidente che non si potrebbe andare avanti». Parole che Giorgetti ha proferito presso gli studi di Porta a Porta, noto programma Rai condotto da Bruno Vespa «è il clima – ha aggiunto il sottosegretario – della campagna elettorale». Giorgetti conferma di fatto i rumors degli ultimi tempi: «Di Maio e Salvini non si parlano – dice – si mandano i tweet e le raccomandate, ma si dovranno vedere lunedì in cdm. Sul tavolo ci saranno le nomine che sono in scadenza, poi il dl Sicurezza, che verrà discusso domani. È davvero complicato – confida – alla fine uno è esausto e si lascia andare a questi stati d’animo». Secondo Giorgetti non è da escludere che dopo le Europee, soprattutto se alla fine il Movimento 5 Stelle dovesse perdere voti cruciali, si possa tornare al voto, magari a settembre: «Elezioni anticipate a settembre? – conclude – Non ho mai paura del popolo che si esprime». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CRISI GOVERNO, GIORGETTI “DOPO LE EUROPEE SI VOTA

Giancarlo Giorgetti a 360° a Porta a Porta, le sue parole sulla possibile crisi di Governo stanno facendo discutere. «La pazienza è una virtù. Io penso che la campagna elettorale non aiuta, arriviamo da quattro mesi di campagna: questo stato di litigiosità è insostenibile ma sono convinto che dopo i risultati elettorali automaticamente si prenderà un altro tipo di indirizzo. E’ evidente che ogni occasione diventa occasione di scontro e di interesse di consenso», spiega il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che su autonomia e Tav ha aggiunto: «L’autonomia è la volontà del popolo, che si è espressa con un voto, ed è nel contratto di Governo. Tav? Sta lentamente proseguendo, non ho ancora capito se c’è una possibilità di rivedere il trattato». E evidenzia: «Elezioni anticipate? Io non ho mai paura di quando il popolo si esprime: bisogna sempre rispettare il popolo. Se il Pd prendesse il 45-50% alle Europee, il governo dovrebbe trarne le conseguenze. Lega al 35%? Sarei molto contento del successo della Lega, significa che le proposte funzionano. Rimpasto? Questa storia piace a lei, Vespa (ride, ndr)». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“ESAUSTO DELLA CONVIVENZA CON M5S”

Giancarlo Giorgetti è chiaro: «Con questi litigi impossibile andare avanti con il Movimento 5 Stelle». E non lo dice una persona qualunque: oltre ad essere sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giorgetti è il numero due della Lega e se arriva ad evocare la crisi di Governo non può che scattare l’allarme. Ospite a Porta a Porta, il leghista ha spiegato: «Se sono esausto della convivenza con il M5s? Non è che non è vero, certo è difficile, è complicato. Le situazioni complicate esigono tempo. Alla fine, uno esausto si lascia andare a questi stati d’animo». Dopo lo scontro su conflitto d’interessi e deficit, gli ultimi temi al centro della lite in ordine cronologico, i due partiti di maggioranza sono di fronte a un bivio: sedare gli animi dopo le elezioni europee 2019 o dirsi addio con elezioni anticipate all’orizzonte…

GIORGETTI EVOCA LA CRISI DI GOVERNO

«Questo stato di litigiosità è evidente a tutti. È chiaro che se prosegue oltre il 26 maggio diventa insostenibile» ha spiegato Giorgetti ai microfoni di Bruno Vespa, auspicando in seguito che «dopo il 26 maggio si prendano un altro indirizzo e un altro metodo di lavoro». L’esponente del Carroccio ha aggiunto, come riporta Repubblica, sull’atteso confronto tra i vice premier Salvini-Di Maio: «Non si parlano, si mandano i tweet e le raccomandate, ma si dovranno vedere lunedì in cdm. Sul tavolo ci saranno le nomine che sono in scadenza, poi il dl Sicurezza, che verrà discusso domani». «Elezioni anticipate a settembre? Non ho mai paura del popolo che si esprime», ha rincarato la dose il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, parlando poi di sè: «Se resterò fino a fine mandato? Questo penso di no. Ho il mio sogno di andare sul mio lago a fare il pescatore». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

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