Rai, servizio su fascisti a Predappio/ Caporedattore Tg3 Emilia Romagna si è dimesso

- Silvana Palazzo

Rai, bufera dopo servizio su fascisti a Predappio senza contraddittorio: Antonio Farnè, caporedattore Tg3 Emilia Romagna si è dimesso

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Rai, servizio su fascisti a Predappio

Antonio Farnè, caporedattore del Tg3 Emilia Romagna, si è dimesso dopo il servizio sulla commemorazione a Predappio della morte di Benito Mussolini. Le polemiche scoppiarono dopo la messa in onda, perché in quel servizio di due minuti del telegiornale regionale della Rai non c’era contraddittorio e contestualizzazione. Quel video di 300 fascisti tra tricolori, aquile e cimeli del regime aveva scatenato anche la dura reazione dell’ad Fabrizio Salini. Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, lo aveva definito «apologia del fascismo». Nelle immagini si vedevano il saluto romano, le lacrime davanti alla cripta, con tanto di intervista ad Edda Negri Mussolini, nipote del dittatore. Alessandro Casarin, direttore di tutti i telegiornali regionali di Rai3, era stato costretto a dissociarsi e a prendere le distanze, annunciando valutazioni sul caso. E oggi è arrivata la notizia delle dimissioni del caporedattore del Tg3 Emilia Romagna.

CAPOREDATTORE TG3 EMILIA ROMAGNA SI È DIMESSO

Nei giorni scorsi la Rai aveva avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Antonio Farnè, che in passato è stato anche presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna. Aveva cinque giorni di tempo per fornire la sua versione dei fatti. L’ad Fabrizio Salini avrebbe dovuto decidere tra censura, multa e sospensione, ma oggi il caporedattore del Tg3 Emilia Romagna ha lasciato. Dopo la notizia delle dimissioni è intervenuta Daniela Santanché, candidata alle Europee con Fratelli d’Italia. «Il servizio in quella occasione era la cronaca di un evento che non ha creato disordini e si è svolto senza alcun tipo di conseguenze. Il problema vero è che non bisogna urtare la suscettibilità dell’Anpi e questo non è possibile». La Santanchè parla di «autoepurazione» in riferimento alle dimissioni. E attacca Salini: «Aveva avviato un’indagine interna e, guarda caso, senza che nessuno lo avesse richiesto».



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