SALVA ROMA, ALLARME ROSSO “RISCHIO FALLIMENTO IN 3 ANNI”/ Zingaretti resta prudente

- Niccolò Magnani

Salva Roma, l’allarme di Lemmetti “città rischia fallimento in 3 anni”. Zingaretti segue la linea della prudenza ma anche della disponibilità

laura castelli
Laura Castelli e Virginia Raggi (LaPresse, 2019)

Il messaggio di Gianni Lametti è chiaro e allo stesso tempo preoccupante: Roma a rischio fallimento. Da qui la richiesta al governo di una immediata modifica del decreto crescita per inserire la norma Salva Roma, contestata dalla Lega ma che andrebbe a sanare i molti bilanci di altri comuni nostrani. Il crollo economico-finanziario della Capitale potrebbe avvenire entro tre anni, ovvero tra la fine del mandato della Raggi e le nuove elezioni per la poltrona di sindaco di Roma. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, è intervenuto commentando: “Per noi Roma, in quanto Capitale d’Italia, viene prima di tutto. In Parlamento ci faremo sentire, con la voce della logica e della competenza. Faremo la nostra parte”. Sul Salva Roma sceglie la strada della prudenza ma anche della disponibilità a costruire qualcosa. “Alzi la mano chi ha capito qualcosa sul decreto Salva Roma. Non si capisce nulla perché non hanno deciso nulla. Questo governo continua a litigare e a non decidere”, aveva detto il leader del Pd nei giorni scorsi. “Il gioco al massacro sui provvedimenti su Roma è abbastanza indecente. Non c’è nessun favore a Roma. L’accollo del debito lo fece la Lega nel 2010 per aiutare il sindaco Alemanno”, aveva aggiunto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“CITTÀ PUÒ FALLIRE IN 3 ANNI”

È l’attuale braccio destro della sindaca Virginia Raggi nonché Assessore al Bilancio e al Coordinamento Strategico delle Partecipate, si chiama Gianni Lemmetti e da oggi è colui che verrà ricordato per “l’allarme rosso” lanciato sulla Capitale dopo lo stralcio del Salva Roma nel burrascoso Consiglio dei Ministri. In una intervista al Messaggero oggi, l’assessore annuncia in sostanziale schiettezza: «Dal 2021 il bilancio di Roma inizierà a scricchiolare, poi ci sarà il crollo. Senza un intervento in Parlamento al decreto Crescita e in particolare alla norma Salva Roma, lo Stato fra tre anni dovrà sopportare il buco della gestione commissariale». Secondo Lemmetti, questi calcoli sono la sostanziale riprova che la norma ipotizzata dal Governo (e messa a punto dalla stessa Raggi con la Viceministro dell’Economia Laura Castelli) «era sana e giusta». L’obiettivo del Salva Roma sarebbe quello di pagare meno interessi sui debiti con le banche e per farlo i tecnici del Mef hanno pensato di assorbire internamente il debito del Campidoglio per poterlo gestire al meglio essendo un creditore assai più affidabile e solido rispetto al mezzo disastro Comune di Roma (in quanto a conti finanziari, ndr). 12 miliardi di euro che “ballano” e che hanno scatenato la lite furiosa tra Lega e M5s con Salvini che si è rifiutato, per ora, di assorbire il debito di una città Governata secondo lui «poco e male» dalla giunta Raggi.

L’ALLARME SUL SALVA ROMA

La Capitale che rischia di fallire in 3 anni è però un punto nodoso che nessun Governo può realmente “tralasciare” e non solo perché Roma è il simbolo dell’Italia all’estero: Lemmetti si augura che in sede di conversione del decreto, il Parlamento possa intervenire per sanare lo scontro avvenuto in CdM due giorni fa. Su tale buon esito del Salva Roma è intervenuto anche il Presidente della Camera, Roberto Fico, spiegando come «Una manovra sul debito è auspicabile. Poi, se alcune questioni possono essere estese ad altri Comuni bene ma non mi sembra ci sia niente di strano ed atipico nell’aiutare Roma in modo corposo anche perché tanti Comuni hanno già avuto comunque degli aiuti». Inoltre Fico avverte la Lega, «Il Parlamento chiaramente dibatterà di questi temi – afferma – è sovrano e deciderà che tipo di modifiche fare alle leggi che arrivano dal Governo». L’allarme rosso arriva da un semplice calcolo fatto dal Mef: il tanto discusso “Colosseum bond” (il Boc, una obbligazione da 1,4 miliardi di euro emessa dal Comune di Roma nel 2003 e che scadrà nel 2048) non è più possibile da tenere a basa con le sole tasse dei romani più il contributo che già ora lo Stato (dopo la decisione dell’allora Governo Berlusconi) paga al Campidoglio. Solo ieri la sindaca Raggi aveva mandato un messaggio diretto al Ministro Salvini dicendo che il “Salva Roma” in realtà è un Salva Italia: un giorno dopo il suo assessore dice, forse più sinceramente, lo stato attuale (grave) delle cose..

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