Sondaggi politici, Elezioni Europee/ “Crisi Governo dopo voto”: 48% divide Lega-M5s

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici verso le Elezioni Europee 2019: per il 48% Lega e M5s avranno una crisi di Governo dopo il voto. Intenzioni, consensi e Flat tax: la sfida di Salvini

crisi governo
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (LaPresse)

TECNÈ (29 APRILE): CRISI GOVERNO DOPO EUROPEE

Secondo il 48% degli elettori intervistati dai sondaggi politici di Tecnè, il Governo Conte si sfalderà dopo le Elezioni Europee del prossimo 26 maggio: alla domanda secca fatta dagli analisi della casa di statistica gli intervistati hanno detto come senza mezzi termini le liti interne alla maggioranza Lega-M5s sarebbero troppo ampie e con troppe fratture per provare a sanarle. Specie se, come confermano i trend delle ultime intenzioni di voto, la Lega di Salvini acquisirà molti più consensi dei rivali-alleati grillini: per il 34% il Governo Conte riuscirà comunque a sanare le “ferite” e ricompattarsi dopo il voto delle Europee. La seconda domanda del sondaggio è però tanto prevedibile quanto utile: «ma perché ci sono così tanti conflitti interi al Governo?». Per il 56% dei rispondenti, M5s e Lega sono troppo diversi mentre il 34% ritiene che sia tutto un grande “bluff” da campagna elettorale ad esacerbare così tanto la divisione tra il Carroccio e il Movimento fondato da Beppe Grillo.

DEMOPOLIS (1 MAGGIO): FLAT TAX E SALARIO MINIMO

Il tema del lavoro non può che essere primario e centrale anche in questa campagna elettorale verso le Elezioni Europee: dopo i tentativi Reddito di Cittadinanza e Decreto Dignità, il Governo è chiamato a rilanciare ancora il tema per risolvere le gravi problematiche sui conti e occupazioni che affliggono il nostro Paese. I sondaggi politici stilati da Demopolis in merito sono perciò interessanti e rilevano alcune priorità redatte dagli elettori intervistati prima del ponte 1 maggio: per l’80% la vera priorità del Governo Lega-M5s deve essere il lavoro e l’aumento dell’occupazione. Per il 68% invece la priorità è quella impostata anche da Salvini con la Flat tax, ovvero la riduzione della pressione fiscale: il 67% vuole misure per il rilancio dell’economia mentre il 64% auspica una maggiore efficienza della sanità pubblica, specie al Centro-Sud. Il 63% vuole maggiore sicurezza e contrasto alla criminalità, dando dunque “ragione” alla Lega dopo le polemiche sul Decreto Sicurezza; alla domanda specifico invece sulla legge per il Salario Minimo, il 78% degli stessi intervistati nel sondaggio fanno sapere di essere d’accordo in pieno con l’ipotesi lanciata da Pd e M5s, mentre solo il 13% non vede di buon occhio la proposta di legge.

SONDAGGI PIEPOLI (2 MAGGIO): LE INTENZIONI DI VOTO

I dati pubblicati da Piepoli per gli ultimi sondaggi politici in vista delle Elezioni Europee danno il “polso” dell’attuale situazione più di tante liti o retroscena svelati in questi giorni: i casi Siri, Trenta, Provincie e Def danno sì un nuovo “stop” ai consensi di Lega e M5s ma – specie per Salvini – le intenzioni di voto raccontano di un consenso cristallizzato e per ora “stabile” verso il voto di fine maggio. I sondaggi danno la Lega al 31%, stabili rispetto allo scorso 17 aprile ma in netta ascesa rispetto ad un anno fa: il M5s invece non fa meglio del 22%, nuova flessone di uno 0,5% per Di Maio che è riuscito solo in parte a tamponare l’emorragia di voti di questi ultimi mesi. Centrodestra con Forza Italia in calo al 10% e Fratelli d’Italia al 5,5%, mentre l’Svp (a queste Europee schierate sull’ala del Partito Popolare) non va oltre lo 0,5%. Per il Pd il dato è sempre lo stesso: poco sopra il 20% (20,5% per la precisione) e sempre incollati ai voti dei 5Stelle, nonostante le semi-aperture negli scorsi giorni di Zingaretti e Delrio. Chiudiamo la lista dei sondaggi con +Europa-Italia in Comune al 3,5%, Verdi all01%, La Sinistra al 2% su scala nazionale.

PIEPOLI (2 MAGGIO): LITI SALVINI-DI MAIO, PER IL 37% È CRISI GOVERNO

Interessante però è la seconda domanda posta nei sondaggi politici di Piepoli a poche settimane dal voto europeo: agli elettori intervistati viene chiesto «Lei come giudica i continui scontri verbali delle ultime settimane tra i due vicepresidenti del Consiglio Luigi Di Maio (M5S) e Matteo Salvini (LEGA)?». Da Siri a Trenta, passando per la Flat tax e il Reddito di Cittadinanza, ormai la lite è di casa per il Governo gialloverde: eppure, a domanda secca, “solo” il 37% (comunque un dato consistente) ritiene che tali scontri possano mettere a rischio il Governo dopo le Elezioni Europee. Per il 51% invece la lite continua a Palazzo Chigi sarebbe “solo” una schermaglia da campagna elettorale, con tutto pronto a risolversi (o quasi) dopo il voto del 26 maggio. È stato però chiesto agli elettori intervistati dai sondaggi di Piepoli se la Lega dovrà giocoforza strappare con Di Maio o rimanere così fino a fine legislatura: ebbene, il 37% ritiene che Salvini debba rimanere alleato del M5s fino alla fine, mentre il 42% consiglia alla Lega di tornare ad allearsi con Forza Italia e strappare definitivamente con i grillini.

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