POLIZIOTTO DONA STIPENDIO E VIENE SOSPESO/ Sanzione disciplinare, poi il dietrofont

- Fabio Belli

Poliziotto dona stipendio e viene sospeso. Sanzione disciplinare, poi il dietrofont: a Vercelli la storia di Antonino Lollo, atleta messinese della Polizia.

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Una storia molto particolare arriva da Vercelli, dove un poliziotto, Antonino Lollo, si è ritrovato prima sanzionato disciplinarmente per aver compiuto un gesto di beneficenza, salvo poi essere riabilitato in fretta e furia. Lollo è un atleta messinese che, per svolgere l’attività sportiva, si è trasferito in provincia di Bergamo e da due anni circa è entrato a far parte della Polizia di Stato, in servizio a Vercelli. Lollo è stato costretto a un periodo di stretta quarantena proprio durante il periodo peggiore del contagio da Covid-19, sospettato di aver contratto il virus. Colpito dalle gravi conseguenze della pandemia al Nord, aveva deciso di compiere un nobile gesto e aveva donato il proprio stipendio a tre diverse strutture sanitarie. Gli ospedali di Vercelli, Bergamo e Messina erano stati i beneficiari delle sue donazioni, che invece di causargli il plauso dei suoi dirigenti, gli hanno provocato dei guai inaspettati e, soprattutto, una perentoria sospensione dal servizio.

POLIZIOTTO DONA STIPENDIO, SANZIONE REVOCATA

Il che aveva scatenato l’indignazione dei sindacati di polizia. Un malinteso aveva infatti portato ad un procedimento disciplinare nei confronti di Antonino, che pur avendo rinunciato ad un mese dei suoi emolumenti si era ritrovato sospeso dal servizio, poiché era stata travisata la donazione e il versamento del suo stipendio era stato interpretato come un’attività promozionale proibita da parte della Polizia di Stato. Che ha effettuato però anche tutti gli accertamenti del caso, ed il provvedimento disciplinare nei confronti di Lollo è stato così annullato proprio da chi lo aveva promosso. I siti della Federazione sindacale Fsp Polizia di Stato hanno pubblicato una nota in cui si compiacciono della felice risoluzione del caso: “Non possiamo far a meno di compiacerci con chi ha dimostrato come la vera autorevolezza dirigenziale non sta nel cercare di imporre la forza senza diritto, ma nell’essere giusti, equi e capaci di cambiare idea“. Un lieto fine che ha dato dunque il giusto riconoscimento ad un gesto nobile.

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