PORNOSTAR CHIEDE BONUS 600 EURO A INPS/ Marica Chanelle scrive al Premier Conte

- Fabio Belli

Pornostar chiede bonus 600 euro a Inps. Marica Chanelle scrive al Premier Conte: “Riconoscere la funzione sociale della professione”.

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Nell’ultima settimana ha tenuto banco la questione relativa ai 600 euro che l’INPS assieme alle altre casse previdenziali ha erogato già a buona parte di chi ne ha fatto richiesta. Ma la situazione sembra poter avere altre evoluzioni, con altre categorie pronte a rivendicare i propri diritti. Su tutte, le pornostar capitanate dalla ventiduenne Marica Chanelle, che ha scritto direttamente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché venga riconosciuta la funzione sociale delle lavoratrici del mondo del porno. La lettera è firmata da altre pornostar come Amandha Fox, Luana Borgia, Alessia Rubini, Lisa Amane, Lolita Ruiz e Marikah Bentley e recita nell’introduzione: “Siamo un gruppo di attrici legate al mondo dell’adult entertainment, tutte unite dall’amore per l’Italia. E ci troviamo a dover trascorrere questo periodo di quarantena in attesa di notizie positive“. La lettera fa riferimento all’articolo 42 della Costituzione: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

600 EURO ALLE PORNOSTAR, E’ POSSIBILE?

Marica Chanelle ha dunque sottolineato come il bonus di 600 euro spetti anche a chi lavora nell’entertainment per adulti. “La pornografia è un tema che suscita particolare interesse nella popolazione,” – prosegue la lettera – “ma nello stesso tempo tanta preoccupazione da parte di voi politici… Eppure i nostri personaggi stanno assurgendo al ruolo di crocerossine virtuali, in quanto foto, video e film presenti sui social sono iniezioni di adrenalina nelle menti dei fans“. A spiegare la lettera di Marica, molto popolare anche sui social com 50 mila followers su twitter, 30 mila su Instagram e 15 mila amici su facebook, c’è anche il suo manager, Mimmo Pavese: “La nostra è un’industria di cui fanno uso quotidiano migliaia di persone. A Vicenza ci sono locali come Boys, Kiss Kiss e Nuovo blu che sono fra i migliori d’Italia e sono fermi. Non lavorano le ragazze ma anche baristi, dj ed altri collaboratori. Perché non abbiamo diritto agli ammortizzatori sociali come gli altri? Parlo dei 600 euro come di altre forme di assistenza economica e non solo.” Vedremo se le rimostranze dell’ambiente a luci rosse saranno accolte.



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