“Posti letto, 3 regioni al collasso”/ Allarme in Lombardia, Piemonte e Liguria

- Mirko Bompiani

Anaao Assomed lancia l’allarme sui posti letto, il commento di Fadoi: “Ospedali sono ormai prossimi al collasso”. Le ultime notizie

posti letto
Roma, reparto malattie infettive Ospedale Spallanzani (LaPresse, 2020)

Negli ultimi giorni sono stati numerosi i campanelli d’allarme sulle terapie intensive, oggi Anaao Assomed ha acceso i riflettori sull’emergenza posti letto. In un report – comprensivo di posti letto di medicina interna, pneumologia e malattie infettive al 2018, quelli attivati nel 2020 e il rapporto con il numero di abitanti con il numero dei ricoveri Covid – il sindacato dei medici Ssn ha messo in rilievo che tre regioni sono a rischio collasso: particolarmente importanti le percentuali di Piemonte (191%) Lombardia (satura al 129%) e Liguria (118%). Da non sottovalutare le situazioni di Lazio (91%) e Campania (87%), mentre versano in condizioni migliori Veneto (64,3%), Emilia Romagna (65,9%), Puglia (70,8%), Toscana (65,5%) e Sardegna (44%). Basti pensare, evidenzia Adnkronos, che in era pre-coronavirus l’indice di occupazione dei posti letto in ospedale per casi acuti era del 78,9%.

POSTI LETTO, IL COMMENTO DELLA FADOI

«Il problema si risolverebbe assumendo altri specialisti, ma gravissimi errori di programmazione del personale medico degli ultimi 10 anni hanno fatto sì che ci sia una carenza di queste figure su tutto il territorio nazionale. Adesso bisogna fare con quello che si ha, ma il carico di lavoro è veramente insostenibile», il giudizio di Anaao Assomed riportato da Adnkronos. Un primo commento sul report del sindaco dei medici Ssn è quello della Fadoi (Federazione dei medici internisti) per voce del presidente Dario Manfellotto: «I dati elaborati dall’Anaao Assomed sulla saturazione dei posti letto nelle Medicine Interne confermano le nostre preoccupazioni ed evidenziano come gli ospedali siano ormai prossimi al collasso a causa della carenza di personale sanitario e del gran numero di pazienti Covid che continuano ad arrivare nei nostri reparti», riporta Quotidiano Sanità.

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