“Poteri a Conte perché ministri sono inadeguati”/ Cassese “Stato emergenza non serve”

- Silvana Palazzo

Sabino Cassese sull’accentramento dei poteri a Palazzo Chigi: “Decisioni Conte perché ministri sono inadeguati”. E boccia l’eventuale proroga dello stato di emergenza: “Non serve”

Sabino Cassese
Sabino Cassese, presidente emerito della Corte Costituzionale (LaPresse)

Qual è il vero problema dell’Italia? La politica, che però dovrebbe essere la soluzione. “I nostri mali nascono da una classe dirigente senza un’idea di sviluppo e appesa ai sondaggi”. L’attacco arriva da Sabino Cassese, professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, che ieri ha rilasciato un’intervista al Tempo. L’analisi critica parte dalla possibile proroga dello stato di emergenza, che andrà giudicata al momento della dichiarazione. D’altra parte, secondo Cassese è pericoloso farne abuso. “C’è un uso nazionale di avvalersi di urgenze, emergenze, e condizioni di questo tipo, per decisioni che potrebbero essere prese e svolte in condizioni normali”. Non si può parlare di un presidenzialismo di fatto, ma secondo Cassese “c’è piuttosto un forte accentramento delle decisioni a Palazzo Chigi, non sempre dovuto alla volontà di chi sta al centro, ma anche alla difficoltà di una inedita alleanza tra nemici e alla pochezza di alcuni titolari di dicasteri”. Quel che serve invece è attenzione per l’amministrare, alla gestione quotidiana. “Manca una classe di buoni amministratori”, secondo Cassese, oltre che “una politica che formuli politiche, invece che discorrere sempre di schieramenti”. Ma non si può parlare di una casta. “Se ci fosse, vi sarebbe almeno un tessuto, sbagliato che sia. Purtroppo, ci sono solo smagliature, nelle quali nidifica di tutto”.

SABINO CASSESE “AFFANNOSA RICERCA DEL CONSENSO MA…”

L’analisi di Sabino Cassese si concentra anche sulle Regioni, che sono state “presidenzializzate”, secondo il costituzionalista. Il problema è che è difficile ora tornare indietro. “Oggi abbiamo continui conflitti Stato-Regioni. Questi possono trovare un accordo in una sede. C’è solo la Conferenza Stato-Regioni. Ma non ha rilievo costituzionale”, ha dichiarato ieri al Tempo. Ci vorrebbe invece qualcosa come il Senato americano o il Bundestrat tedesco per coinvolgere le Regioni nella gestione dei problemi nazionali. L’Italia soffre poi di giustizialismo, un’espressione che Cassese intende come “inadeguatezza della giustizia, dovuta alla sua lentezza”. Ma cita anche la “continua esondazione delle procure”, la “politicizzazione endogena di una parte della magistratura”. E quel che accade al Csm ne è la prova. Quando si tratta di dare un giudizio complessivo sulla situazione attuale italiana, Cassese torna al punto di partenza. “La classe dirigente non riesce a maturare indirizzi politici, vivacchia alla buona, tirando avanti, non riesce a prospettare un futuro al Paese”. Se un fattore positivo è la maturazione della società, visto che mancano grandi tensioni, un fattore negativo è rappresentato dalla mobilità dell’elettorato, perché “incentiva l’affannosa ricerca del consenso da parte delle dirigenze politiche”. A questo si affianca, secondo Cassese, la crisi dei partiti come organizzazioni sociali.

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