Prato, arrestato 23enne a capo di una setta/ “Si finse Diavolo per violentare minori”

- Mirko Bompiani

Prato, arrestato il “Santone” a capo di una setta satanica, il racconto di una mamma: “I miei figli sono stati abusati da lui”

prato setta
(Storie Italiane)

Prato sotto choc per l’arresto di un 23enne, un “Santone” a capo di una setta satanica. Una storia di cui nessuno sapeva nulla e venuta a galla grazie al coraggio di una mamma. Lo studente finito in manette rendeva schiavi i suoi adepti e abusava dei minorenni, ricorrendo anche a trucchi scenici – che usano solitamente gli illusionisti – per attrarre una platea di giovani, l’adepto più piccolo aveva 13 anni ed il più grande ne aveva 19. «Obbedivano ciecamente dopo violenze e minacce», la conferma degli inquirenti. La donna che ha denunciato il Santone ha raccontato ai microfoni di Storie Italiane: «Ho visto che i miei figli non si fidavano più di me e questo mi ha turbato tanto. Hanno perso la fiducia in me e si affidavano solo ed esclusivamente a lui. La storia comincia nel 2018, ho visto un cambiamento in età adolescenziale di questi ragazzi… molto strano e un atteggiamento anche violento. Ho cominciato un po’ ad indagare ed ho trovato dei disegni satanici, dei disegni tipo conigli ammazzati, impiccati, mostri… cosa che non facevano i miei figli, infatti venivano fatti da questo personaggio che frequentava casa nostra in quel periodo».

PRATO, ARRESTATO SANTONE 23ENNE A CAPO DI UNA SETTA

«Mi raccontavano che era un bravo ragazzo, che li ascoltava, che li aiutava nei loro problemi e che era il loro migliore amico», ha spiegato la mamma di due adepti della setta di Prato ai microfoni di Storie Italiane. I due giovani – abusati anche sessualmente dallo studente 23 anni – hanno avuto un cambiamento impressionante, così come i loro amici: «Tutto è nato da quando un amico dei miei figli mi ha raccontato dei rituali: praticamente mi ha raccontato che lui faceva la stretta della mano e gli usciva il sangue, gli usciva il sangue dagli occhi, girava il collo e che comunque gli diceva che lui era una divinità, che lui era il diavolo. Questo ragazzo era veramente sconvolto quando me lo raccontava, proprio piangeva». La donna ha poi spiegato: «Come rituale dava dei morsi, morsi da vampiro, perché loro avrebbero così assunto una sorta di divinità con l’intento di salvare addirittura il mondo o di salvaguardare le proprie famiglie».

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