Pregliasco/ “Green pass per docenti, se si ammala prof di religione 5 classi in Dad”

- Davide Giancristofaro Alberti

Per il professor Fabrizio Pregliasco è fondamentale che il green pass venga applicato anche ai docenti, di modo da evitare il ritorno della Dad

fabrizio pregliasco
(Storie Italiane)

Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, si dice assolutamente d’accordo con l’estensione del Green Pass, e secondo lo stesso dovrebbe essere applicato anche agli insegnanti: “È il minimo – spiega lo stesso medico intervistato quest’oggi dai microfoni de La Stampa – in particolare i docenti sono a rischio e vanno tutelati per tenere aperta la scuola: se si ammala un professore di Religione cinque classi finiscono in Dad”.

Diversa invece la situazione per gli studenti, alla luce delle numerose perplessità dei genitori: “Comprendo la situazione dei genitori e la complessità di vaccinare i ragazzi fino a 12 anni entro settembre, ma non ci sono rischi e bisogna provarci – dice parlando sempre con il quotidiano torinese – Green Pass anche qui deve dare una spinta”. Pregliasco non esclude quindi anche per i docenti “l’obbligo al pari dei sanitari” per “garantire la ripartenza della scuola in presenza”.

PREGLIASCO: “TERZA DOSE? POTREBBE SOLLEVARE UN PROBLEMA ETICO…”

Altro tema caldo in cui si sta dibattendo molto in questi giorni è un eventuale terza dose di vaccino, e a riguardo Pregliasco ha spiegato: “Io scado a settembre. Un’idea potrebbe essere prolungarlo a un anno sulla base degli studi sulla durata dell’immunità dei primi vaccinati”. Parlando poi al Corriere della Sera ha aggiunto: “Israele (che aveva già segnalato questa situazione, ndr) sta cominciando a somministrarla agli ultrasessantenni. Le decisioni future dipenderanno dall’andamento dei contagi e dalla disponibilità dei preparati. E potrebbero sollevare qualche problema etico dal momento che buona parte del mondo non è ancora vaccinata”.

Infine, sulla quarta ondata ormai iniziata, il professore ha precisato: “Speriamo sia solo un colpo di coda. Comunque è una situazione in linea con quello che già è successo in altri Paesi, mentre noi vivevamo una sorta di luna di miele”. Nella giornata di ieri i casi hanno superato per la prima volta dopo mesi quota 6.000.

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