Pregliasco “Ritardo Pfizer è un problema per seconda dose”/ “Dovevamo immaginarlo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Pregliasco a Storie Italiane: “Speriamo sia solo temporaneo il ritardo nella fornitura di Pfizer, dovevamo aspettarcelo”

fabrizio pregliasco
(Storie Italiane)

Il professor Pregliasco, membro della task force anti covid della Lombardia, e insegnante presso l’Università degli Studi di Milano, ha detto la sua sull’annosa questione Pfizer, e il ritardo nella fornitura del vaccino anti-covid. “Speriamo sia vera la giustificazione che la Pfizer ha dichiarato – le parole del professore Pregliasco in collegamento con il programma di Rai Uno, Storie Italiane – ovvero, un blocco temporaneo perchè stanno rinnovando il sito produttivo e poi dovrebbe aumentare la capacità, speriamo sia solo una cosa momentanea, visto che ha rallentato il reclutamento di nuove persone già disponibili alla vaccinazione, nuovi colleghi che avevano già dato disponibilità, e la questione riguarda non solo in Italia”.

Dobbiamo garantire le due dosi – ha aggiunto Pregliasco – come si legge nel bugiardino, ad una distanza massima l’una dall’altra di 21 giorni per garantire la massima efficacia. In Inghilterra hanno deciso di posticipare la seconda dose, in favore di una vaccinazione di comunità maggiore anche se meno efficace. In alcuni studi, allungare i tempi della seconda dose può avere maggiori effetti”.

PREGLIASCO: “IL LOCKDOWN HA FATTO QUELLO CHE POTEVA ORA URGE VACCINO”

Pregliasco ha aggiunto: “Minore quota di vaccini e minor velocità nel proteggere l’infezione può facilitare l’insorgere di infezioni. Pfizer è riuscita a realizzare il vaccino in tempi brevi e ora viene un po’ massacrata per questo problema che è a livello mondiale; l’attesa è tanta in quanto ci si rende conto che ad oggi l’approccio più veloce per ridurre il virus è il vaccino, il lockdown ha fatto quello che poteva. Ci sono interessanti aspetti anche per quanto riguarda gli anticorpi monoclonali ma ora ci si concentra su altro”. Il professore dell’Università degli Studi ha aggiunto e concluso: “Dovevamo immaginare un problema di questo tipo, di fornitura delle dosi, in attesa che vi sia una reale disponibilità delle altre aziende, e dell’autorizzazione di AstraZeneca. Speriamo che una riorganizzazione fra regioni possa permettere il completamento della vaccinazione per tutti coloro che attendono la seconda dose”.

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