Pregliasco: “Sanremo? Meglio farlo senza pubblico”/ “Immunità di gregge non nel 2021”

- Davide Giancristofaro Alberti

“Il Festival di Sanremo sarebbe meglio farlo senza pubblico”. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’ospedale Galeazzi di Milano

fabrizio pregliasco
Il virologo Fabrizio Pregliasco (Foto LaPresse)

Il virologo Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, professore presso l’Università degli studi meneghina e membro della task force anti covid della Lombardia, è convinto che il Festival di Sanremo 2021 debba essere fatto senza pubblico. Interpellato dai microfoni di Rai Radio 1 presso il programma Un Giorno da Pecora ha spiegato: “La soluzione sarebbe farlo senza pubblico”, anche se lo stesso Pregliasco non disegna l’ipotesi del collega Matteo Bassetti, secondo cui si potrebbe far entrare all’Ariston solo gente vaccinata: “Questa potrebbe essere una buona idea – prosegue il virologo del Galeazzi – potrebbe esser un rinforzo di promozione da utilizzare anche in futuro”.

“Ad esempio – ha aggiunto – per chi vuole andare allo stadio o al cinema, dando elementi di promozione che inducano a vaccinarsi senza trasformarsi in obblighi vaccinali”. Il caso Sanremo sta catalizzando l’attenzione ormai da una settimana a questa parte, da quando cioè l’esecutivo si è opposto alla richiesta della Rai di far partecipare dei figuranti in sala.

PREGLIASCO: “IMMUNITA’ DI GREGGE NON NEL 2021 MA…”

Pregliasco ha anche parlato dell’immunità di gregge, raggiungibile tramite una vaccinazione di massa, ma che secondo lo stesso sarà difficile da ottenere nel corso del 2021. “Visti i rallentamenti che ci sono stati sulle forniture dei vaccini anti-Covid – le sue parole ai microfoni dell’agenzia Adnkronos Salute – raggiungere l’immunità di gregge a fine anno appare sempre più un traguardo sfumato, ma dobbiamo puntare a raggiungere almeno una copertura del 20-30% e coinvolgere nell’immunizzazione le persone a rischio”. E ancora: “Proteggendo i soggetti a rischio e raggiungendo quota 20-30% della popolazione coperta, vedremmo comunque un risultato in termini di riduzione di ricoveri e morti. Sarebbe un grossa spinta per la normalizzazione della situazione”. Nelle ultime settimane la campagna di vaccinazione ha incontrato qualche difficoltà a causa dei ritardi nelle consegne di Pfizer, ma negli scorsi giorni si è rimessa in moto come da programma e al momento sono già più di due milioni le dosi somministrate.

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