Pregliasco: “Variante indiana? Primo studio Pfizer positivo”/ “Riaperture rischiose”

- Davide Giancristofaro Alberti

Fabrizio Pregliasco ha parlato ad Oggi è un altro giorno, soffermandosi ovviamente sulla pandemia di covid: le sue dichiarazioni sulla variante indiana e non solo

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Pregliasco a Oggi è un altro giorno

Il professor Fabrizio Pregliasco, del Galeazzi di Milano, è stato ospite in collegamento con il programma di Rai Uno, Oggi è un altro giorno. Le prime parole sono dedicate alla variante indiana del covid, quella più attenzionata in questo periodo: “Le varianti ci saranno e ci saranno ancora, durante la campagna vaccinale. Il virus si troverà spiazzato, con meno possibilità di individuare soggetti suscettibili, quindi proverà ancora con più forza a variare”.

“Oggi l’Oms – ha proseguito il prof. Pregliasco – considera quelle inglese, sudafricana e brasiliana di grande attenzione, mentre l’indiana è intermedia come allerta. Questa variante indiana combina variazioni già presenti nella variante brasiliana e californiana e questa non ci piace. Per fortuna la notizia buona è che in Israele, il primo studio su Pfizer, garantisce la protezione su questa variante”.

PREGLIASCO: “RIAPERTURE? C’E’ RISCHIO LIBERI TUTTI'”

Sulle riaperture: “C’è un po’ di rischio. Dopo un anno di lockdown c’è una problematica economica e poi un aspetto sociale e psicologico pesante, siamo un po’ tutti come in una molla compressa per molto tempo, e la mia paura è che questa riapertura tutta in un botto possa causare un eccesso di ‘liberi tutti’. Nel momento in cui la zona è gialla, ci si può spostare e io temo che un prezzo da pagare ci sarà. Mi rendo conto che l’apertura era necessaria e la politica ha dovuto fare una scelta fra diversi equilibri, una responsabilità non tanto dei tecnici quanto dei politici. Non sarà immediato il risultato, che speriamo sia solo limitato, ci vorranno almeno quindici giorni per vedere gli effetti, e questo non facilita. Ci sono due elementi positivi comunque, la campagna di vaccinazione che corre sempre di più, il clima estivo, mentre il rischio è che l’apertura possa essere male interpretata”.



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