Primario Sacco, “Malati rischiano di morire a casa”/ “Ospedali di Milano al collasso”

- Raffaele Graziano Flore

Primario dell’Ospedale Sacco: “Avanti così, si rischia morire a casa o in ambulanza”. Maurizio Viecca, direttore di Cardiologia: “Gli ospedali di Milano sono al collasso: manca il personale”

L'ospedale "Luigi Sacco" di Milano
L'ospedale "Luigi Sacco" di Milano (Web, 2020)

L’Italia sta affrontando, come altri Paesi europei, la tanto temuta seconda ondata autunnale di contagi da Covid-19 e, anche se la situazione non è ancora critica, da più parti viene lanciato l’allarme per via delle proiezioni che vengono fatte sugli ultimi dati. E nelle ultime ore fanno discutere e destano qualche timore le parole di uno dei primari dell’Ospedale “Luigi Sacco” di Milano, una delle città in cui c’è maggiore preoccupazione e in relazione al quale si parla già di un mini-lockdown. Intervistato dall’agenzia di stampa AGI, Maurizio Viecca, primario del reparto di Cardiologia della prestigiosa struttura meneghina, ha spiegato che se si continuerà così presto “la gente tornerà a morire a casa”, ricordando che oramai molti ospedali sono prossimi al collasso non solo per mancanza di personale ma anche perché i posti letto per i pazienti non sono certo infiniti e il rischio di conseguenza è quello di dover rivivere le drammatiche situazioni della scorsa primavera.

PRIMARIO DEL SACCO: “OSPEDALI MILANESI AL COLLASSO, PRESTO SI MORIRA’ A CASA”

“Avanti così e si rischia di morire in ambulanza o a casa, come accadeva in primavera” ha ammonito Viecca che ha chiesto a tutte le istituzioni interessate di intervenire quanto prima non solo a Milano ma anche in tutta la Lombardia dove al momento la percentuale di tamponi positivi è salita addirittura al 17%. “La crisi degli ospedali non dipende tanto dai posti liberi o meno ma dalla mancanza di personale” ha poi chiarito il primario in servizio all’Ospedale “Sacco”, spiegando che purtroppo sono tanti gli operatori sanitari che si sono ammalati e in percentuali molto diverse che la scorsa primavera quando a Milano il virus circolava molto meno di adesso. Insomma, a parere di Viecca bisognerebbe agire immediatamente, riducendo i contatti soprattutto sui mezzi pubblici e ricorrendo ove possibile a bus privati per uso turistico. E conclude: “Ci vogliono i controlli delle forze dell’ordine: se il 95% delle persone utilizzasse mascherine a norma, avremmo migliaia di morti in meno e il lockdown sarebbe risolutivo a breve, come dimostra uno studio dell’Università di Washington“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA