PRINCIPE FILIPPO/ Padre perdente o burlone non importa, conta il “per sempre”

- Monica Mondo

Ieri è morto il principe Filippo di Edimburgo (1921-2021). Aveva sposato la Regina Elisabetta nel 1947. È stato accanto alla moglie segnando un’epoca

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La regina Elisabetta con il principe Filippo (LaPresse)

Il principe Filippo di Edimburgo, con  tutti i suoi quarti di nobiltà, è speriamo nelle braccia di Dio. Appena battuta la notizia sono fioccati i coccodrilli, preparati da chissà quanti anni, con tutti i dati di una lunga e ricca biografia, insieme a tanti articoli di gossip che enumerano le sue gaffes e le sue, chiamiamole così, distrazioni matrimoniali. Probabili, nessuna certificata, e già questo la dice lunga su uno stile, ben diverso da quello di figli e nipoti.

Non perché l’ipocrisia sia da privilegiare, e dobbiamo rassegnarci al  refrain dei panni sporchi che si lavano in famiglia. Perché comunque, è un fatto, Filippo e la sua Betty sono stati sposati 73 anni, e non hanno mai pensato di lacerare questa unione. Nonostante le scappatelle, gli errori, le fatiche di un’esistenza sotto i riflettori e le regole asfissianti del cerimoniale di corte. Una vita che probabilmente non avrebbe voluto: era un soldato, amava volare, sognava forse una carriera militare. Ma una vita che ha scelto, e a cui è rimasto fedele.

Totalmente? Non lo sappiamo, e poco importa. Chi di noi resta fedele sempre alle scelte giuste della propria vocazione. Sarà unpolitically correct, ma a costo di essere controcorrente apprezzo la sua, la loro fermezza nel tener fede al loro matrimonio. Convintamente o no, per protocollo o convinzione, pazienza. Hanno dimostrato che ci si può amare e farsi male, ma anche perdonarsi e andare avanti. Non è mai facile, e per loro sarà stato anche più arduo. Ma Filippo con tutti i suoi sbagli, e le sue adorabili battute fuori luogo, ha saputo ritagliarsi una personalità eccentrica, volitiva, simpatica. Attratti dalle vicende della corona, dai rotocalchi e le serie tv, che fanno a gara per smitizzarla, e con ragione, possiamo ritenerlo un’anacronistica scolta di un tempo andato, un padre perdente, e assente, un parente acido e bizzoso. O un simpatico burlone capace di prendersi un po’ di respiro da una divisa troppo stretta incollata al petto.

Una cosa resta, dell’uomo che è stato al fianco della donna più potente del mondo per un’era. La durata. Il per sempre. Scusate se è poco.

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