Processo in Vaticano/ Abusi Preseminario San Pio X: don Martinelli “accuse infondate”

- Emanuela Longo

Presunti abusi in Vaticano nel Preseminario San Pio X, oggi la quarta udienza: don Martinelli ha respinto ogni accusa a suo carico

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Basilica di San Pietro in Vaticano (LaPresse, 2019)

Si è svolta questa mattina la quarta udienza del processo sui presunti abusi in Vaticano e che vede imputati don Gabriele Martinelli e l’ex rettore del Preseminario San Pio X, don Enrico Radice. L’udienza presso il tribunale dello Stato della Città del Vaticano, come riferisce VaticanNews, ha avuto una durata di oltre tre ore e si è incentrata quasi interamente all’interrogatorio di don Martinelli, ordinato sacerdote nel 2017. Il 28enne è accusato di presunti abusi compiuti tra il 2007 ed il 2012 a scapito di un compagno quando entrambi erano allievi minorenni presso il Preseminario. Prima di fare spazio alle domande, il presidente del Tribunale ha letto i verbali dei tre interrogatori avvenuti durante le indagini.

Nell’ottobre del 2018, interrogato in Vaticano don Martinelli ricordava di essere entrato nel Preseminario all’età di 13 anni nel 2005 e di esserne uscito nel 2013. In quella occasione aveva parlato delle forti invidie e delle due fazioni che si erano create nell’equipe del Preseminario, quella del rettore don Radice e quella del vicerettore don Ambrogio Marinoni, che si riflettevano poi anche sugli studenti. Secondo Martinelli chi lo accusa è legato alla “fazione” dell’allora vicerettore Marinoni. I giovani, a detta dell’imputato, “preferivano il rito tridentino a quello post conciliare”.

PROCESSO ABUSI IN VATICANO: INTERROGATO DON MARTINELLI

Le accuse rivolte a Don Martinelli dunque sarebbero a suo dire “frutto di queste tensioni e divisioni”. L’imputato nel corso della quarta udienza ha respinto le accuse ed ha aggiunto: “Hanno colpito me, ma volevano colpire soprattutto il Preseminario”. A suo dire ogni accusa a suo carico – che ha definito “infondata” – sarebbe scaturita da “gelosie” nei suoi confronti e dal tentativo di bloccare la sua ordinanza sacerdotale. Quindi ha spiegato di non aver sporto denuncia contro chi lo accusava, a suo dire, in modo illecito “perché dal mio vescovo e dal vicario generale mi è stato chiesto di aspettare”. I suoi superiori gli avrebbero chiesto di vivere isolato e di “non rispondere ai giornalisti. Posso parlare solo con i miei genitori e con i miei superiori”, ovvero il vescovo e il suo vicario. La prossima udienza è stata fissata al 24 febbraio quando saranno ascoltati sei testimoni chiamati dal promotore di giustizia, mentre il 25 il vescovo emerito di Como monsignor Diego Coletti e l’attuale pastore, monsignor Oscar Cantoni. Alla parte lesa saranno dedicate due udienze, rispettivamente in programma il 17 e 18 marzo.



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