Procura di Bergamo contro Oms/ “Rogatoria? Nessuna risposta, muro di gomma con noi”

- Silvana Palazzo

Procura di Bergamo contro Oms, il procuratore Maria Cristina Rota su rogatoria: “Nessuna risposta, muro di gomma con noi”. E definisce reticente il comportamento dei funzionari ministeriali

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Il ministro della Salute Roberto Speranza con Hans Kluge, capo Europa dell'Oms (Foto: LaPresse=

La Procura di Bergamo all’attacco dell’Organizzazione mondiale della sanità, accusata di intralciare l’indagine sulla pandemia. Infatti, non ha avuto nessuna risposta alla rogatoria dell’8 marzo. Un atteggiamento che evidentemente non deve sorprendere, alla luce del fatto che quando la storia del report ritirato esplose a livello globale, a tutti i funzionari fu mandato un memorandum con una serie di risposte già pronte da fornire ai giornalisti in caso di domande sulla vicenda. Lo rivela La Verità, spiegando che il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom e il direttore europeo Hans Kluge hanno evitato il più possibile la questione e tentato di scaricare le responsabilità. La regola del silenzio evidentemente è stata applicata anche nei confronti dei magistrati italiani, visto quanto sta emergendo in questi giorni.

La Procura di Bergamo, che da tempo indaga sul modo in cui le autorità italiane hanno gestito e affrontato la prima ondata Covid, ora hanno messo nel mirino anche Ranieri Guerra, accusato di aver fornito false informazioni agli inquirenti. Centrale in questa vicenda è la questione del piano pandemico, che non è stato mai aggiornato né applicato. Per i pm è naturale rivolgersi ai rappresentanti dell’Oms per approfondire la vicenda, ma i funzionari non sembrano affatto disposti a collaborare.

PM BERGAMO VS OMS E FUNZIONARI MINISTERO

«Attendiamo fiduciosi che ci venga data risposta alla rogatoria inviata all’Oms oltre un mese fa, ma fino a oggi è stato un muro di gomma con noi». Così il procuratore aggiunto di Bergamo, Maria Cristina Rota, all’agenzia Reuters. Quella rogatoria però è importante, in quanto contiene domande precise ai fini dell’inchiesta. Gli inquirenti l’hanno mandata a Ginevra l’8 marzo scorso, ma senza ricevere risposta. Stando al portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità, Christian Lindmeier, «è prassi dell’Oms assistere sempre le autorità locali in tali questioni, se richiesto e nel modo appropriato». Così però non è nei fatti. Del resto, per ascoltare Francesco Zambon, che quel report l’ha firmato, si sono dovuti rivolgere al ministero degli Esteri e all’ambasciata italiana a Ginevra per farsi aiutare. Nonostante ciò, l’Oms non ha mai trasmesso le citazioni come testimoni ai diretti interessati, anzi li ha invitati a non presentarsi, ha spiegato Rota.

Solo a Ranieri Guerra è stato permesso di rilasciare dichiarazioni a stampa e magistrati. Ma Francesco Zambon si è presentato spontaneamente. Ma non è solo l’Oms a restare in silenzio se il procuratore aggiunto definisce «reticente» il comportamento dei funzionari ministeriali interrogati. «Noi chiedevamo a chi competesse una certa funzione all’interno del ministero e la risposta era sempre “al ministero”». Oggi invece del piano pandemico ha parlato il ministro della Salute Roberto Speranza.

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