PRODOTTI DA FORNO/ La spesa degli italiani si fa “dolce”

- Maria Cristina Alfieri

Durante il lockdown è aumentato il consumo domestico di prodotti dolci, ma anche l’attenzione a qualità e sostenibilità. Come hanno risposto industria, distribuzione e logistica

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Foto di Aline Ponce da Pixabay

Chi non si è concesso, durante il lockdown, qualche prodotto dolce in più? L’effetto Covid nel carrello della spesa ci restituisce l’immagine di un consumatore che ha profondamente cambiato le sue abitudini alimentari e non sempre all’insegna del “meno, ma meglio”. Nel caso dei prodotti da forno dolci (come biscotti e pasticceria), la fotografia dei consumi prima e dopo il lockdown ci dice che è possibile anche un “più e meglio”. Numeri alla mano, se è vero che gli italiani acquistano più prodotti dolci rispetto a prima del Covid (a eccezione di snack dolci e merendine, che hanno risentito del crollo dei consumi fuori casa), è anche vero che, secondo un recente sondaggio di Altroconsumo, il 34% valuta con più attenzione i prezzi, il 19% legge meglio le etichette, il 35% mangia più di prima, ma il 19% mangia meglio e più sano. E soprattutto il 25% fa più spesso la spesa nei negozi di quartiere e il 30% nei supermercati online.

Come stanno rispondendo a questi cambiamenti industria, distribuzione e logistica? Come sta reagendo il mercato dei prodotti da forno dolci, che in Italia realizza un giro d’affari di 4 miliardi di euro l’anno? L’occasione per scoprirlo è stato un webinar, organizzato dall’operatore logistico Number1 in collaborazione con la rivista Food, che ha coinvolto rappresentanti di Carrefour, Colussi e Nt Food.

“In questi mesi è crollata la domanda di prodotti che generalmente si consumavano fuori casa, come le merendine, e si impennata quella di prodotti per il consumo domestico – ha sottolineato Stefano Maraviglia, Senion Buyer di Carrefour Italia -. Di conseguenza la nostra sfida è stata quella di cambiare gli assortimenti in funzione di una domanda che si era molto modificata. La chiave per riuscirci è stata la collaborazione con i produttori: li abbiamo sostenuti nei momenti di picco della domanda e in cambio abbiamo chiesto di studiare con noi come rispondere al meglio alle nuove esigenze dei consumatori”. E la risposta dell’industria non si è fatta attendere. “Abbiamo dovuto fare i conti con una perdita importante di fatturato nei prodotti di consumo extradomestico, come gli snack mono-porzione – ha confermato Nicoletta Del Carlo, Ceo e co-founder di NT Food (marchio leader nei prodotti senza glutine) -, ma abbiamo visto crescere fino al 99% prodotti come le farine che, come sappiamo, sono state protagoniste della riscoperta del ‘fatto in casa’. Per certi versi il cambiamento così repentino nei consumi ci ha anche stimolati ad essere più creativi nel cavalcare i nuovi trend: a settembre abbiamo lanciato una nuova linea di merendine pensate non per il fuori casa, ma per la colazione. Stanno andando benissimo”.
Che il complesso periodo che stiamo vivendo sia (anche) un’occasione per migliorare, l’ha ribadito Angelo Colussi, Presidente del gruppo che porta il suo nome: “Prendiamo l’e-commerce – ha detto -: l’incredibile accelerata della vendita di alimentari online deve spingere i punti vendita fisici a diventare ancora più attrattivi, a offrire un’esperienza d’acquisto ancora più coinvolgente, per convincere a venire in negozio un cliente abituato alla comodità degli acquisti da casa. Ma anche l’industria ha sfide importanti da affrontare. Nell’e-commerce deve pensare a confezioni e formati diversi, più adatti alla vendita online, ed evitare l’improvvisazione. Più in generale deve soddisfare un consumatore che sempre più spesso oltre alla qualità cerca la sostenibilità dei prodotti che porta in tavola. Noi ci siamo impegnati su questi fronti e il risultato è che durante il lockdown i nostri prodotti sono cresciuti del 23%, con punte del 34% nei biscotti”. Va da sé che a monte di crescite così importanti ci sia anche un ottimo lavoro di coordinamento con gli altri anelli della filiera, dalla distribuzione alla logistica.

La logistica è stata assolutamente centrale nella gestione dell’emergenza – ha confermato Renzo Sartori, Presidente di Number1 -. I picchi di domanda, i cambiamenti dei consumatori, le nuove esigenza di industria e distribuzione ci hanno richiesto di mettere in campo tutta la nostra flessibilità e capacità di resilienza. Uno sforzo che è stato possibile grazie al valore delle nostre persone, ma anche alla nostra capillarità distributiva e a un sistema di sincronizzazione delle consegne che ci consente un massimo livello di efficienza. Abbiamo ottimizzato i tempi di consegna, digitalizzato gli ordini, migliorato l’efficienza del servizio”. Non da ultimo lo scorso aprile, in pieno picco Covid, Number1 è diventata Benefit corporation, primo operatore logistico in Europa.

“Abbiamo unito i puntini di un percorso di sostenibilità sociale e ambientale che perseguivamo da anni – ha confermato Sartori -. Tra i tanti interventi fatti, abbiamo rinnovato la nostra flotta che ad aprile 2021 sarà 100% sostenibile e lanciato un progetto sociale di inclusione lavorativa di persone con difficoltà. Riteniamo infatti che l’impresa non debba essere una ‘bolla’, astratta dal contesto in cui opera, ma una ‘struttura sociale’ che impatta in modo positivo sulla realtà”.

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