Bollettino coronavirus Protezione Civile 8 aprile/ Conferenza stampa: 17669 morti

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Protezione Civile di oggi 8 aprile, diretta video streaming conferenza stampa Borrelli: 95.262 casi (+1.195), 17.669 morti (+542)

Borrelli e Brusaferro Coronavirus
Silvio Brusaferro, presidente ISS e Angelo Borrelli Protezione Civile (YouTube, 2020)

Calano i morti – che restano purtroppo sempre una cifra drammaticamente alta – mentre salgono leggermente i contagi come trend rispetto al “record” fissato di ieri (che era sotto i 1000): il nuovo bollettino coronavirus della Protezione Civile, emesso come sempre nella conferenza stampa con il capo Borrelli, illustra la situazione aggiornata al 8 aprile. 95.262 contagi positivi al coronavirus (+1.195 rispetto a ieri), 17.669 morti (+542) e 26.491 guariti-dimessi (+2.099, autentico record dall’inizio della pandemia). In merito alla distribuzione dei ricoverati nei vari territori, in isolamento domiciliare vi sono +1527 rispetto a ieri (+2.48%), mentre i ricoverati con sintomi sono -233 (-0.81%); in terapia intensiva invece ci sono -99 persone rispetto ai dati del bollettino di ieri (-2.61%).

Borrelli ha poi spiegato che dall’inizio della pandemia, vi sono stati in Italia 139.422 contagiati dal coronavirus (+3.836 rispetto a ieri tenendo dentro deceduti, positivi nuovi e guariti). Guardando ai dati in arrivo dal bollettino della Lombardia, sono 53.414 i casi di contagio da coronavirus con un aumento di 1.089 rispetto a martedì: come spiegato dall’assessore Gallera in conferenza stampa, le vittime sono salite a 9.722 (+238) mentre calano ancora i ricoveri 11.719, 114 in meno rispetto a martedì.

BOLLETTINI LAZIO E TOSCANA

In attesa della conferenza stampa nazionale dalla sede della Protezione Civile con tutti gli aggiornamenti sulla diffusione del contagio da coronavirus, emergono in questi minuti i dati dalla Regione Toscana e Lazio: il bollettino del Governatore Rossi annuncia 206 nuovi casi di positività con purtroppo ancora 23 morti, in un doppio aumento di “trend” rispetto alla giornata di martedì. Ieri i contagiati “nuovi” erano stati 172 con 19 morti, oggi purtroppo un peggioramento che porta i bilanci generali a 6.379 infettati dall’inizio della pandemia e 392 decessi. Dati invece positivi riguardano il maxi numero di tamponi effettuati (che abbassa l’incidenza di contagiati sul dato generale) e la diminuzione dei ricoverati in terapia intensiva (-3) e ordinari (-21).

Per quanto riguarda invece il bollettino della Lazio, si registrano 117 nuovi positivi con 4 morti a Roma Capitale: «Oggi registriamo un dato di 117 casi di positività nella Regione, si conferma la frenata con un trend al 2,8% e c’è un’inversione di tendenza tra coloro che escono dalla sorveglianza domiciliare (13.936) e coloro che sono entrati in sorveglianza (12.604). Ora non bisogna mollare e continuare a tenere alto il livello di attenzione», spiega nel comunicato l’assessore alla Sanità D’Amato. Siamo ora in attesa del nuovo bollettino della Protezione Civile con tutte le novità anche dalle altre Regioni d’Italia.

BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE: I DATI DI IERI

La fase 2 (forse) si avvicina di più dopo che i dati emersi nel bollettino coronavirus della Protezione Civile da ieri alla domenica scorsa sono finalmente indicativi di un’incidenza delle misure di contenimento, almeno sul fronte dei contagi. Nella conferenza stampa di Borrelli prima del 8 aprile si sono finalmente registrati nuovi contagiati sotto quota 1000 (+880 rispetto a lunedì) mentre purtroppo è tornato a salire sopra quota 600 (+604) il bilancio delle vittime registrate in tutta Italia (17127 totali). In attesa dei nuovi aggiornamenti oggi, mercoledì 8 aprile, come sempre in diretta video streaming sul canale YouTube della Protezione Civile, diamo una rapida occhiata alle cifre emerse dal lungo report di ieri.

94067 i contagi attualmente positivi al coronavirus (+880), 17127 le vite spezzate dal Covid mentre i dimessi-guariti sono 24392, con +1555 e 6,8% di trend in aumento: non solo, calano i pazienti in terapia intensiva (3792, -106) e diminuiscono anche i ricoverati non critici. «Questo virus però rimarrà nella popolazione e quindi non potrà essere un “tana libera tutti”, ma la battaglia la si sta combattendo bene e qualche risultato buono sta arrivando. Continuare a tenere le misure di distanziamento sociale perché ogni rilassamento significa la ripresa del contagio» ha spiegato ieri in conferenza stampa il direttore di malattie infettive dell’Iss Gianni Rezza.

CORONAVIRUS ITALIA, LO SCONTRO PROTEZIONE CIVILE-LOMBARDIA

A livello di distribuzione regionale del coronavirus, il bollettino della Protezione Civile aggiornato al 7 aprile mostrava questi dati generali: 28.343 le persone malate di Covid-19 in Lombardia, ancora la Regione più colpita; sono poi 13.048 in Emilia-Romagna, 10.704 in Piemonte, 9.965 in Veneto, 5.427 in Toscana, 3.738 nelle Marche, 3.212 in Liguria, 3.365 nel Lazio, 2.765 in Campania, 1.890 nella Provincia autonoma di Trento, 2.137 in Puglia, 1.379 in Friuli Venezia Giulia, 1.859 in Sicilia, 1.491 in Abruzzo, 1.301 nella Provincia autonoma di Bolzano, 846 in Umbria, 821 in Sardegna, 733 in Calabria, 593 in Valle d’Aosta, 265 in Basilicata e 185 in Molise».

Si è poi consumato ancora ieri pomeriggio un nuovo scontro a distanza tra la Protezione Civile e la Regione Lombardia in merito questa volta alle spese sostenute dalla giunta Fontana per macchinari e personale qualificato dall’inizio della pandemia: come denunciato dall’assessore al Bilancio Caparini in conferenza stampa «Borrelli ci ha detto che non rimborsano 400 milioni di euro che abbiamo già speso. Altre Regioni rischiano così la bancarotta». In attesa di una risposta ufficiale dello stesso capo della Protezione Civile, stamattina Caparini ha confermato le “accuse”: «c’è un problema sul caricamento dei dati. Al momento quelli resi pubblici dalla Protezione Civile sembrano i numeri del Lotto. Tutte le cifre sulla distribuzione dei materiali in Italia sono state corrette in diminuzione, alcune passando dal doppio alla metà, cosa che non risulta difficile pensare possa accadere».



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