Protocollo sicurezza lavoratori/ 13 regole nelle aziende per contrastare Coronavirus

- Silvana Palazzo

Protocollo sicurezza lavoratori: quali sono le 13 regole da rispettare nelle aziende per contrastare l’emergenza Coronavirus e la diffusione del virus Covid-19 sul lavoro

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(LaPresse)

L’accordo tra sindacati e imprese sulla sicurezza dei lavoratori ai tempi del Coronavirus ha portato ad un protocollo con le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. Il Ministero della Salute ha poi diffuso sul suo sito ufficiale tutte le regole previste dal protocollo. In primis c’è l’obbligo di restare a casa in presenza di febbre (di almeno 37,5°) o altri sintomi influenzali. In tal caso bisogna chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. Inoltre, il personale prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Il protocollo prevede la limitazione dei contatti con i fornitori esterni. Quindi vanno individuate procedure di ingresso, transito e uscita con modalità, percorsi e tempistiche predefinite per ridurre le occasioni di contatto. E ovviamente va anche ridotto l’accesso ai visitatori. L’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione di locali, ambienti e postazioni di lavoro, oltre che aree comuni e di svago, che deve essere periodica.

PROTOCOLLO SICUREZZA LAVORATORI PER IL CORONAVIRUS

Il protocollo di sicurezza per i lavoratori durante l’emergenza Coronavirus prevede tra le regole l’adozione di tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda deve mettere a disposizione i detergenti. Se non è possibile rispettare una distanza di un metro tra le persone vanno utilizzate le mascherine e altri dispositivi di protezione, come guanti, occhiali, cuffie, camici e tute che siano conformi. L’accesso agli spazi comuni va contingentato, i locali devono essere ventilati continuamente, il tempo di sosta deve essere ridotto. Vanno anche scaglionati gli orari di ingresso e uscita. Non va esclusa la chiusura dei reparti non necessari per puntare sullo smart working, quindi vanno rimodulati i livelli produttivi e i turni. Gli ammortizzatori sociali possono essere un’alternativa alle ferie se queste non sono fruibili. Ovviamente sono sospese trasferte e riunioni, invece va costituito un Comitato per l’applicazione e la verifica di queste regole del protocollo con la partecipazione delle rappresentanze sindacali e aziendali. Chi accusa sintomi deve dichiararlo all’ufficio del personale, che ha il compito di procedere con l’isolamento e l’allerta alle autorità sanitarie competenti.

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