“Prove su laboratorio Wuhan da 007 Cina”/ Origine Covid, cosa c’è dietro indagine Usa

- Silvana Palazzo

Origine Covid, 007 Cina rivela prove su laboratorio di Wuhan? Ecco cosa c’è dietro l’indagine Usa: tutto sarebbe partito dalla diserzione di una spia che ha consegnato documenti decisivi…

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L'Istituto di virologia di Wuhan (LaPresse)

Perché Joe Biden ha deciso di indagare sull’origine del Covid? Come mai ha preso in considerazione l’ipotesi che sia “sfuggito” dal laboratorio di Wuhan, per la quale il predecessore Donald Trump è stato aspramente criticato? La risposta arriva proprio dalla Cina. Sarebbe stata una super spisa cinese a fornire delle informazioni segrete alla Casa Bianca che hanno portato a questo clamoroso cambio di rotta. La clamorosa indiscrezione è stata riportata dal sito SpyTalk (progetto online di Jeff Stein, noto giornalista statunitense già firma di Newsweek e Washington Post), secondo cui lo scorso 10 febbraio il capo del controspionaggio di Pechino, Dong Jingwei, ha lasciato la Cina con la figlia e, dopo aver fatto tappa ad Hong Kong, è arrivato negli Stati Uniti, dove avrebbe fornito una serie di notizie sull’Istituto di virologia di Wuhan. Se la storia venisse confermata, Dong, che è stato anche vice ministro della Sicurezza di Stato nel 2018, sarebbe il più grande disertore della storia della Cina.

Nei giorni scorsi Han Lianchao, ex funzionario del ministero degli Esteri cinese che ha disertato dopo il massacro da piazza Tiananmen del 1989, ha dichiarato che il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il capo degli affari esteri del Partito comunista Yang Jiechi avrebbero chiesto agli Stati Uniti di restituire Dong, ma il segretario di Stato Antony Blinken avrebbe rifiutato. Ora U.S. Army Medical Research Institute of Infectious Diseases starebbe verificando tutte le informazioni ricevute, per questo Joe Biden avrebbe deciso di far muovere anche Cia e Nsa sull’indagine.

ORIGINE COVID, LA SVOLTA GRAZIE A SPIA CINESE?

Il mistero del disertore cinese, come lo ha rinominato SpyTalk, si sta infittendo. Dopo la notizia della fuga negli Stati Uniti, i media ufficiali cinesi hanno invece riferito che Dong Jingwei è apparso ad un seminario del Ministero della Sicurezza di Stato (MSS) in cui «ha esortato gli ufficiali dell’intelligence del paese» a reprimere le spie nemiche. Ma non hanno precisato dove questo seminario ha avuto luogo, né hanno mostrato foto o video della presunta apparizione, incrementando così i sospetti sulla diserzione, visto che la Cina non è mai “timida” nel pubblicizzare certi eventi. La Cina, peraltro, è molto riluttante ad ammettere le diserzioni dei suoi funzionari. A qualcuno però l’articolo del South China Morning Post dal titolo “Il miglior cacciatore di spie cinesi Dong Jingwei avverte gli agenti di fare attenzione a coloro i quali colludono con le forze straniere” è sembrato più un “messaggio in codice” rivolto appunto sia all’intelligence interna cinese che a quella americana e di altri Paesi. E guarda caso le foto di Dong sono sparite dal motore di ricerca cinese Baidu, stando a quanto riportato sempre dal sito SpyTalk. Inoltre, ha ritrovato un articolo di Red State, una testata pro-Trump che, pur senza citare Dong, parlava di una defezione dalla Cina sostenendo che la Defense Intelligence Agency, la principale agenzia militare statunitense d’intelligence per l’estero, avrebbe ricevuto informazioni sull’origine del coronavirus. Quelle che avrebbero causato, appunto, la svolta. Il pretesto della fuga sarebbe stata la visita all’università americana dove studia la figlia. Ma dopo essere atterrato a Los Angeles, avrebbe contattato i funzionari della DIA. Le informazioni che potenzialmente avrebbe fornito sono alcuni Terabyte di dati super classificati.

QUALI DOCUMENTI HA CONSEGNATO LA SPINA

Di questo materiale farebbe parte anche una copia dell’hard disk del computer di Hunter Biden, che sarebbe finito nelle mani della Cina. Ma la documentazione esplosiva sarebbe un’altra: informazioni dettagliate sul coinvolgimento dell’esercito cinese nell’Istituto di virologia di Wuhan e quindi sulle origini del coronavirus. Materiali dettagliati e attendibili, secondo gli esperti americani, da convincere il presidente Usa Joe Biden ad aprire un’indagine ufficiale. Dong avrebbe quindi svelato tutti i segreti del laboratorio di Wuhan. A partire dai primi studi patogeni su Sars-CoV-2, i modelli di diffusione e scenari di previsione dei danni del Covid negli Stati Uniti e nel mondo elaborati dall’intelligence di Pechino, registri finanziari su organizzazioni e governi che hanno finanziato la ricerca su Sars-CoV-2 e altre ricerche sulla guerra biologica, migliaia di nomi di cittadini Usa che forniscono informazioni alla Cia, le identità delle spie cinesi negli Stati Uniti, documenti finanziari su uomini d’affar e funzionari pubblici Usa che hanno ricevuto denaro dal governo cinese, incontri tra funzionari del governo Usa con spie cinesi e membri del servizio segreto russo, le prove e il modo in cui il governo cinese avrebbe avuto accesso ad un sistema di comunicazione segreto della Cia, causando l’identificazione e l’eliminazione di diversi agenti cinesi che lavoravano per la Cia. Ma Dong Jingwei avrebbe anche riferito che un terzo degli studenti cinesi negli Usa sono in realtà uomini mandati dall’esercito cinese con finalità di studio.

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