“Psicofarmaci per 1 italiano su 5 nell’ultimo anno”/ Aumento ansiolitici causa Covid

- Emanuela Longo

Psicofarmaci per un italiano su cinque nell’ultimo anno caratterizzato dalla pandemia da Covid: i dati del rapporto Italia Eurispes 2021

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Pastiglie (Foto: Pixabay)

L’ultimo anno è stato tutt’altro che semplice anche per gli italiani, soprattutto da un punto di vista psicologico. Oltre una persona su quattro ha sentito la necessità di rivolgersi ad uno psicologo ed una su cinque ha assunto psicofarmaci. E’ quanto emerse dal 33esimo Rapporto Italia Eurispes 2021 che ha indagato sul comportamento degli italiani rispetto al consumo di psicofarmaci ma anche al ricorso al sostegno psicologico in questo ultimo anno caratterizzato dall’emergenza Covid. Negli ultimi 12 mesi, stando ai dati del rapporto Eurispes, il 19% degli italiani, quasi uno su cinque, ha assunto farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici, ovvero i principali psicofarmaci. Non solo: più di una persona su quattro si è rivolta a uno psicologo (27,2%).

Il 5,6% degli intervistati ha riferito di essersi invece rivolto nell’ultimo anno ad uno psichiatra, quindi intraprendendo un percorso che solitamente si avvale di una terapia farmacologica di supporto. Il rapporto fa inoltre sapere che la pratica meno diffusa, da questo punto di vista, è quella dell’ipnosi, sperimentata solo nel 3,5% dei casi.

PSICOFARMACI PER 1 ITALIANO SU 5 NELL’ULTIMO ANNO: RAPPORTO EURISPES 2021

In merito all’uso degli psicofarmaci da parte degli italiani, stando ai dati del rapporto Eurispes 2021 è emerso che sarebbero più le donne ad averne fatto uso nell’ultimo anno rispetto agli uomini. Si parla di una percentuale del 21,2% rispetto al 16,7%. Il loro consumo risulta essere maggiore della media tra le persone più mature, ovvero nel 22,5% si tratta di persone dai 65 anni in su, mentre meno tra i giovanissimi (tra i 18 ed i 24 anni solo il 10,1%). Stando a quanto emerso dai dati del rapporto, inoltre, l’uso di psicofarmaci sarebbe maggiore in persone in cassa integrazione (27,2%) e tra i pensionati (23,7%). Ansiolitici e tranquillanti, secondo l’indagine, sarebbero i medicinali della medesima categoria tra i più diffusi. Il rapporto in merito precisa: “Nell’ultimo anno il 72,9% di chi ha consumato almeno un tipo di psicofarmaco ne ha fatto uso sempre nell’8,5% dei casi, spesso nel 19,4%, qualche volta nel 45% e mai nel 27,1% dei casi”. Al terzo posto seguono infine gli antidepressivi: “Se il 54% del sotto-campione non li ha mai assunti durante l’anno, il 5,6% lo ha fatto sempre, il 12,3% spesso, il 28,1% qualche volta”, sottolinea il rapporto. L’emergenza Covid ha avuto un grande peso basti pensare che in piena pandemia L’Aifa ha registrato un aumento del consumo di ansiolitici e il 20% dei cittadini avrebbe avuto sintomi depressivi in pandemia, il doppio rispetto al periodo precedente.



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