PUPO E LA LUDOPATIA/ “A 14 anni già giocavo a poker, mia madre ha sofferto tanto”

- Emanuele Ambrosio

Pupo e la ludopatia, il cantante a Verissimo Le Storie ha parlato della sua dipendenza dal gioco d’azzardo “A 13 anni ho iniziato a giocare a poker”

Pupo al Grande Fratello Vip 5
Pupo al Grande Fratello Vip 5 (per gentile concessione dell'ufficio stampa Mediaset)

È ormai noto che Pupo abbia sofferto di ludopatia. Il celebre cantante ha spesso raccontato la sua malattia per il gioco d’azzardo e anche durante la sua intervista a Silvia Toffanin nella puntata di Verissimo – Le Storie di oggi 26 giugno su Canale 5, ha ricordato come questo abbia fatto tanto soffrire la sua mamma. “Mia mamma è stata la vera vittima del mio vizio, perché lei aveva sia il figlio che il marito con questa malattia. – ha ammesso il cantante, per poi aggiungere che – È stato infatti mio padre a trasmettermi questo vizio, a 14 anni già giocavo a poker.” Solo quando ha toccato il fondo e ha anche pensato di togliersi la vita, Pupo è invece riuscito ad uscire da questo tunnel. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Pupo e la ludopatia: anni molto difficili

Pupo e la ludopatia. Il cantante a Verissimo Le Storie di Silvia Toffanin ha parlato della sua dipendenza dal gioco d’azzardo confessando: “ho preso tanto da mio padre, che era pieno di risorse, un intrattenitore, ma anche molto triste, lugubre come è il gioco d’azzardo. E mi ha passato questa malattia”. Questa dipendenza ad un certo punto della vita del cantante e recentemente opinionista del Grande Fratello Vip si è trasformata in una vera e propria malattia per sua stessa ammissione: “a un certo punto della vita mi sono accorto di essere ammalato da una terribile dipendenza, il gioco d’azzardo, come mio padre. Come lui sono solare e triste, lugubre come è il gioco d’azzardo, a tinte fosche e nere. Anche lui sapeva. A tredici anni ho iniziato a giocare a poker in quei bar che erano bische clandestine. Era talmente preso anche lui da quel vizio, o passione, che non era in grado di aiutarmi”. Tutto è cominciato quando era poco più che adolescente: a 13-14 anni comincia a giocare a poker nelle bische clandestine dove anche il padre partecipava.

Pupo e il gioco del poker: “sono riuscito a farlo diventare solo una passione”

“Mio padre era un protagonista in quelle bische, mi vedeva, lo sapeva, ma non era in grado di aiutarmi. Mia madre era la vera vittima di questa situazione: ora non sta bene, ma forse ci amiamo anche più di prima” – confessa Pupo che per fortuna è riuscito a curarsi da questa terribile dipendente. “Il gioco è un dramma. Da anni ormai ne sono uscito, sono riuscito a farlo diventare solo una passione e a controllarlo, ma devo essere vigile tutti i giorni, perché perdere il controllo è possibile in qualsiasi momento. La passione per il gioco è dentro di me, è nel mio Dna, è come se fosse nata con me. Se penso al gioco, tuttora mi si scatena l’adrenalina. Anche se riesco a controllarmi, sto ancora soffrendo” – ha dichiarato il cantante dalle pagine di Famiglia Cristiana che durante la sua longeva carriera ha vissuto anche i cosiddetti up & down: dal grande successo al baratro. Per fortuna in quel baratro non c’è più caduto, visto che la sua popolarità nel corso degli anni è tornata in auge trasformandolo in uno dei cantanti e personaggi più richiesti del piccolo schermo.



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